
Esistono dei luoghi che appartengono ad un’altra epoca, dove il tempo rallenta ed ogni vicolo ha una storia da raccontare. Siamo nel cuore della provincia di Huesca, nella comunità autonoma dell’Aragona. Qui, adagiato tra le montagne dei Pirenei spagnoli, dove confluiscono i fiumi Cinca ed Ara, ed a pochissimi chilometri dal Parco Nazionale di Ordesa e del Monte Perdido, sorge un piccolo borgo medievale. È Aìnsa, considerato uno dei borghi più belli di tutta la Spagna. Camminare costeggiando le mura significa entrare dentro un’atmosfera autentica, fatta di pietra, silenzi e panorami mozzafiato. Qui la storia continua a resistere tra le piazze, i castelli e le vecchie abitazioni.
L’itinerario per raggiungere Aìnsa parte da Huesca e qui ritorna, in un anello che circonda il Parco Naturale della Sierra y Cañones de Guara. Una volta partiti si prende A-23 da Av. de Clara Campoamor, C. Alcaniz e N-330 e si segue questo tratto di strada per 3,6km. Poi proseguiamo su A-23 fino a Sabiñánigo. E dopo 35,8km si prende l’uscita 394 da A-23. Qui si guida in direzione di A-1604 per quasi 11km e saremo arrivati alla prima tappa: Molino de Villobas. Da qui procediamo in direzione sudest su A-1604 per 40km, per poi girare a destra e prendere N-260 per Boltana/Aìnsa. Dopo 8km eccoci arrivati al nostro punto di interesse.
Ripartiti da qui procediamo verso Carr. Aragonesa/Av. Sobrarbe/A-138. Da qui, svoltando a sinistra, si prende Carr. Aragonesa/Av. Sobrarbe/A-138 seguendo le indicazioni per Hotel Dos Rìos/Hotel Sànchez/Hotel Mesòn de l’Aìnsa. Arrivati alla rotonda si prende la 2ª uscita e rimani su Carr. Aragonesa/Av. Sobrarbe/A-138. Continuando su questa strada per 7km si mantiene la sisnistra e si resta su Car. Aragonesa/A-138 per quasi 40km. Da qui svoltiamoi a destra per N-123 e la seguiamo per 5km per poi girare a destra e prendere Av. de los Pirineos. Dopo 2km eccoci a Barbastro, ultima tappa prima di rientrare la punto di partenza.
Qui il nostro itinerario volge al termine prendendo A-22 da Carr. de Tarragona/N-240 per 7,3km. Continuiamo a seguire A-22 in direzione di N-240 a Quicena e si esce a A-22 dopo 39,4km. Proseguendo, poi, su N-240 si prende P. de Ramòn y Cajal, C. Zona Deportiva e Av. los Danzantes de Huesca in direzione di C. Casado del Alisal a Huesca. E così dopo altri 4km eccoci tornati al punto di partenza. Un itinerario di 204km per un totale di 3 ore e 4 minuti.

Per risalire alle origini di questo borgo dobbiamo guardare fin dall’Alto Medioevo, anche se è tra l’XI ed il XIII secolo che il borgo iniziò ad assumere l’aspetto che oggi è visibile ed attrae numerosi visitatori. Le immense mura difensive circondano il centro ed un’ampia fortezza domina tutto il borgo di Aìnsa. Il centro storico è uno dei complessi medievali meglio conservati di tutta la penisola iberica. Il cuore di questo paese è Plaza Mayor, una grande piazza in lastricato circondata da edifici in pietra con portici e balconi in legno. Da qui partono strette vie in ciottoli che portano sino alla Chiesa di Santa Maria, un capolavoro d’epoca romanica ed aragonese, venne eretta tra il XI ed il XII secolo. Ciò che la caratterizza è l’elegante campanile ed un chiostro che racchiude tutto il fascino medievale.
Il Castello di Aìnsa rende questo borgo ancora più suggestivo. Una struttura militare che con il passare dei secoli ha subito numerosi ampliamenti e che oggi ospita spazi espositivi in cui si racconta la storia locale. Qui, dalle sue mura, si apre un panorama incredibile sui Pirenei, fino a toccare le vallate circostanti con le cime che segnano il confine tra Spagna e Francia. Se invece si passeggia costeggiando le antiche case in pietra, gli archi medievali e le botteghe artigiane si può percepire come Aìnsa sia riuscita a mantenere la propria identità senza mai cadere nella modernità invasiva.

Secondo un’antica tradizione qui nacque l’antico Regno di Sobrarbe, considerato uno dei territori che contribuirono alla formazione del futuro Regno d’Aragona. La leggenda narra che durante la Reconquista, mentre le truppe cristiane combattevano contro l’esercito musulmano, apparve una croce luminosa sopra una quercia. Quel segno divino avrebbe guidato i combattenti fino alla vittoria, dando così origine al simbolo della “Croce di Sobrarbe”. Un simbolo che è ancora presente nello stemma dell’Aragona.
Ma, andando oltre l’aspetto della leggenda, il borgo fu davvero uno dei principali centri politici e strategici della contea di Sobrarbe, questo dovuto alla sua posizione privilegiata tra i valichi pirenaici. Da qui, infatti, passavano mercanti, pellegrini e viaggiatori diretti verso i territori francesi. Questo rese Aìnsa un importante punto di incontro tra culture, commerci e tradizioni.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
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