Troppo caldo in Toscana? Il borgo sul Monte Amiata dove l'acqua è la vera protagonista

Troppo caldo in Toscana? Il borgo sul Monte Amiata dove l’acqua è la vera protagonista

Tra le sorgenti del Monte Amiata e la magia della splendida Peschiera, vi guidiamo alla scoperta di Santa Fiora, il borgo toscano dell'acqua dove dimenticare il caldo estivo.
Alessio Gabrielli  | 17 Lug 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

Questo è uno di quei posti che ti riconciliano con l’estate. Siamo in provincia di Grosseto, a quasi 700 metri d’altezza sulle pendenze del rilievo vulcanico, in un borgo medievale che ha un rapporto unico al mondo con l’acqua. Il paese sorge infatti proprio sopra le sorgenti del fiume. Il suo vero gioiello è la Peschiera, un parco monumentale dove l’acqua, gelida e trasparente, viene fuori direttamente dalla roccia. Qui si crea un microclima fresco e piacevolissimo, perfetto per dimenticare in pochi minuti l’afa soffocante della pianura. Sto parlando di Santa Fiora, uno dei borghi più affascinanti della provincia grossetana che nasce all’ombra del Monte Amiata.

Santa Fiora in moto. L’itinerario

Percorso

Se cercate un bel percorso per scappare dal caldo della costa e godervi un po’ di curve, questo anello è perfetto. Si parte da Grosseto e si va verso l’interno. Il primo tratto è una strada dritta e veloce che serve solo come riscaldamento fino a Paganico, dove la pianura finisce e iniziano a vedersi le prime colline.

Subito dopo Paganico comincia il bello. La strada sale decisa verso il Monte Amiata e l’aria si fa subito più fresca. La campagna sparisce e si entra dentro boschi fitti di castagni che fanno una bellissima ombra. Qui la strada è piena di curve divertenti da guidare, fino ad arrivare a Santa Fiora, a quasi 700 metri d’altezza. Fermate la moto e fate una sosta alla Peschiera: è un giardino con una vasca d’acqua sorgiva gelata, ideale per rinfrescarsi un po’.

Per il ritorno si cambia strada per non fare lo stesso percorso. Si scende dall’Amiata passando per Baccinello, in una zona di Maremma molto selvaggia e poco trafficata. La strada qui è una meraviglia da fare in moto: l’asfalto segue le colline con continui saliscendi e curve deserte, dove si guida davvero rilassati. Da Baccinello la strada torna poi a spianare e vi riporta a Grosseto, dopo aver fatto il pieno di fresco e di belle curve.

Santa Fiora: il borgo delle acque della Toscana

Per capire davvero Santa Fiora bisogna dimenticare l’idea dei classici borghi toscani fatti di mattoni e colline brulle. Qui siamo sulla roccia vulcanica del Monte Amiata e il paese si sviluppa come una cascata di pietra divisa in tre livelli, chiamati storicamente terzieri. Il punto più alto è il Castello, la parte più antica ed elegante. È qui che si cammina all’ombra della torre medievale e del Palazzo Sforza Cesarini. Proprio dentro le sale del comune si nasconde uno dei tesori artistici del borgo: una serie di splendide ceramiche in terracotta invetriata di Luca della Robbia, capolavori del Rinascimento che lasciano a bocca aperta per la brillantezza dei loro colori azzurri e bianchi.

Scendendo verso il basso si attraversa il terziere del Borgo, un tempo quartiere di artigiani e commercianti, fino ad arrivare al terziere del Borgolo, il punto più basso e magico di Santa Fiora. È in questa zona che l’acqua smette di essere un elemento invisibile e si prende tutta la scena. Sotto la Chiesa della Madonna delle Nevi, la sorgente del fiume Fiora spinge così forte che la si sente rumoreggiare sotto i piedi. I costruttori dell’epoca decisero di assecondare la natura anziché combatterla, e oggi, grazie a una pavimentazione trasparente, si può guardare la sorgente d’acqua viva che scorre sotto l’altare.

Subito fuori dalla chiesa si apre la celebre Peschiera, un grande bacino d’acqua racchiuso da mura in pietra che risale ai tempi degli Aldobrandeschi, i vecchi signori del posto. Originariamente nata come vivaio per l’allevamento delle trote (che finivano direttamente sulla tavola dei nobili), oggi la Peschiera è un parco pubblico straordinario. Ci si può sedere sulle panchine all’ombra di pini secolari e castagni, circondati dal verde e dal rumore dell’acqua corrente, guardando le grandi trote che nuotano nella vasca limpida. È un angolo di pace assoluta, dove l’aria della montagna vulcanica e l’umidità delle sorgenti creano una temperatura talmente fresca da far dimenticare del tutto l’estate toscana.

Alessio Gabrielli
Alessio Gabrielli

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 di creare contenuti web per il sito TrueRiders portando avanti la mia passione per le moto e lo sport

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