
Tra ponti, gole vertiginose e gli scorci emozionanti delle Marche, si trova una località che sembra fatta appositamente per i bikers. Si tratta della romanica Abbazia di San Vittore alle Chiuse, racchiusa in un’area di notevole rilievo storico, archeologico e naturalistico, raggiungibile tramite strade panoramiche che riservano affascinanti sorprese a ogni curva. È la meta ideale per chi ama viaggiare in totale relax e a ritmo lento, ma con enorme curiosità e smania di scoprire luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato. Curiosi di visitare questa piccola perla?
L’Abbazia di San Vittore delle Chiuse sorge nel comune di Genga, in provincia di Ancona. Fu costruita dai Longobardi nel X secolo, ma l’edificio attualmente visitabile è frutto di un rifacimento tra il XIV e il XV secolo. Secondo le testimonianze documentali, l’Abbazia fu molto influente durante il XIII secolo e ospitò alcuni ordini monastici, tra cui quello benedettino, dedito alla coltivazione delle campagne e alla diffusione della preghiera. Dopo un periodo di decadenza, questo luogo sacro fu definitivamente dismesso nel corso del XV secolo.
Cinta dalle montagne, è proprio questa qualità che ha dato origine al nome “delle Chiuse”, contribuendo a sviluppare un alone di mistero intorno alla località. Secondo la leggenda, i Templari avrebbero fatto tappa qui, come testimonierebbe la presenza di un simbolo dell’infinito rovesciato accanto alla porta sinistra dell’altare. Ma non si tratta dell’unica peculiarità che cattura l’interesse dei numerosi turisti.

La struttura peculiare fa sì che l’Abbazia di San Vittore delle Chiuse sia un vero e proprio punto di riferimento dell’architettura romanica. La chiesa è stata costruita in pietra calcarea e si distingue per la pianta a croce greca in un perimetro di forma quadrata. Quattro colonne suddividono l’edificio in nove campate con volte a crociera, mentre su quella centrale si trova una cupola con tiburio ottagonale. Cinque absidi semicircolari, poi, adornano ogni lato.
Ma l’aspetto che maggiormente incuriosisce i visitatori è la facciata dell’abbazia, caratterizzata da una torre cilindrica bassa e da un’alta torre quadrangolare, che donano all’intero edificio un aspetto molto maestoso, simile a quello di una roccaforte. Allo stesso tempo, l’esterno è molto sobrio, con archi ciechi e lesene. A completare il paesaggio è lo splendido ponte romano costruito con pietre calcaree delle Gole di Frasassi, ideato per attraversare il fiume Sentino. Presenta un lato a sesto acuto e uno a tutto sesto ed è abbellito, nell’ultimo tratto che lo collega al borgo abbaziale, da una torre medievale. Proprio questo punto è uno dei più amati dai turisti, perché regala scorci davvero unici sulla chiesa e sull’intero panorama circostante.
L’antico cenobio dell’abbazia oggi ospita il Museo Speleopaleontologico e Archeologico di San Vittore, che conserva resti che hanno permesso agli studiosi di ricostruire la storia geologica e archeologica del territorio. La visita al museo è inclusa nel biglietto d’ingresso alle Grotte di Frasassi.
Inserire l’Abbazia di San Vittore alle Chiuse all’interno di un itinerario in moto estivo è un’esperienza che unisce natura, storia e relax. La struttura, infatti, si trova nei pressi del Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi, l’area protetta più estesa delle Marche. Raggiungere questo posto su due ruote assicura un viaggio affascinante e avventuroso, soprattutto se si sceglie di percorrere le stradine che costeggiano il fiume Sentino.
Nel percorso che attraversa le località di Genga e San Vittore Terme, è possibile godere di panorami mozzafiato sulla valle e di effettuare deviazioni per visitare le Gole di Frasassi o l’Eremo di Grottafucile. Per viaggiare in maniera confortevole su tali tipologie di strade, è indicata una moto enduro, naked o touring leggera.
Parcheggiando nei pressi del piazzale dell’Abbazia di San Vittore alle Chiuse, infine, è possibile esplorare i sentieri escursionistici circostanti, per un viaggio completo nell’incantevole territorio delle Marche.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
Per moltissimo tempo il motociclismo ha avuto a che fare con rumore, odore di ...
Arrivare a Viterbo in moto e poi proseguire a piedi verso il quartiere di San ...
Spesso associata al mare, al porto e ai suoi vivaci mercati del pesce, questa ...
©
2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito
Fytur