
Nel cuore delle Dolomiti, proprio ai piedi della Marmolada, c’è un caratteristico borgo dove le tradizioni resistono fervide. Inserito nel novero dei Borghi più Belli d’Italia dal 2016 e premiato con la Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano, questo comune della Val Pettorina affascina con la natura selvaggia, gli edifici rurali e la squisita cucina locale. Pronti a partire per un indimenticabile tour in moto alla scoperta di Sottoguda?
Sottoguda è una frazione del comune di Rocca Pietore, in provincia di Belluno, situato a 1.250 metri di altitudine. Inserito in un suggestivo scenario naturalistico, nelle immediate vicinanze del ghiacciaio più grande delle Dolomiti, il borgo ha origini antiche (intorno al XIII secolo). Deve la sua fortuna principalmente all’antica tradizione della lavorazione del ferro battuto e alla presenza di decorati edifici agricoli, i tabièi. Questi ultimi sono dei fienili in legno tipici delle popolazioni ladine, che avevano lo scopo di accogliere il bestiame e l’attrezzatura utilizzata per la coltivazione dei campi.
Sottoguda è noto come il “borgo del ferro battuto”, per la presenza delle miniere di Troi e del Fursil nel Cadore. Le botteghe artigiane sono, ormai, poche, ma custodiscono gelosamente questa nobilissima arte e propongono diverse creazioni, che hanno reso il piccolo paese famoso in tutto il mondo.
Sottoguda è una frazione molto piccola, abitata da circa 100 persone e composta da qualche vicolo finemente decorato. I balconi delle poche abitazioni, infatti, sono perfettamente riconoscibili perché abbelliti da fiori colorati, mentre tra i giardini e i vialetti spiccano animaletti in ferro battuto. Perfino le cataste di legno sono sistemate con meticolosità e arricchite con sculture.
In seguito a un incendio nel 1881, del vecchio centro storico non rimane, purtroppo, quasi nulla, a eccezione della chiesetta in onore dei santi Fabiano, Sebastiano e Rocco e del campanile risalente al 1550. Passeggiare qui, tuttavia, è un’esperienza davvero unica e rilassante, che consente di riconnettersi con la natura, anche grazie al silenzio che regna incontrastato.
I Serrai di Sottoguda sono la principale attrazione del posto e una delle tappe più belle tra le Dolomiti. Si tratta di un canyon lungo 2,5 chilometri completamente immerso tra imponenti pareti che arrivano a un’altezza di 100 metri, scavato dalla forza erosiva del torrente Pettorina. Questa gola regala scenari incredibili ed è una delle testimonianze più suggestive della forza della natura.
I Serrai cambiano aspetto a seconda delle stagioni. In estate sono perfetti per una rilassante e fresca passeggiata tra ruscelli, piccoli ponti in legno e grotte (il sentiero è di facile percorrenza e non presenta un elevato dislivello). Lungo la strada è possibile scorgere anche diverse bellezze architettoniche, come la chiesetta di Sant’Antonio e la statua della Madonna dei Serrai. Nei mesi più freddi dell’anno, invece, le pareti rocciose diventano il principale luogo di ritrovo degli appassionati di arrampicata sul ghiaccio.
Sottoguda è una tappa perfetta per un itinerario in moto alla scoperta delle Dolomiti. Raggiungere la località è semplice, basta imboccare la A27, uscire a Belluno e seguire le indicazioni per Agordo, Alleghe e, infine, Rocca Pietore. Nei dintorni, merita una visita il Lago di Alleghe, mentre i bikers più impavidi possono spingersi fino al vicino Passo Fedaia, al confine tra Veneto e Trentino-Alto Adige, per ammirare la bellezza della Marmolada dal Rifugio Cima Undici, a più di 2.000 metri di altezza.
Prima di ripartire, consiglio di parcheggiare la moto e di fare una sosta ristoratrice presso una trattoria locale, per assaggiare le prelibatezze di Sottoguda, accompagnate da un buon calice di vino o da un boccale di birra. La tradizione culinaria locale è composta principalmente dai canederli con speck, ricotta e spinaci e dai casunziei, delle mezzelune di pasta all’uovo ripiene di spinaci e ricotta, zucca, rape rosse o patate. Non mancano, poi, salumi e selvaggina servita con la polenta e dolci tipici come le frotaie (delle spirali fritte con marmellata di mirtilli rossi), lo strudel e i “tortiei da pom”, delle frittele di mele.
[foto copertina @Buffy1982 / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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