L'architettura di pietra rurale che conquista chi viaggia su due ruote: benvenuti a Poffabro

L’architettura di pietra rurale che conquista chi viaggia su due ruote: benvenuti a Poffabro

Il tesoro in pietra del Friuli è pronto a sorprendere i bikers con i suoi scorci indimenticabili, i sentieri panoramici, l’atmosfera fiabesca e le antiche tradizioni. Ecco un avvincente viaggio in Val Colvera.
Antonia Festa  | 10 Ago 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

Noto come “Presepe tra i presepi”, in Friuli-Venezia Giulia c’è un borgo che merita assolutamente una visita, per la sua storia secolare. La zona, infatti, era attraversata dalla strada che metteva in comunicazione Iulia Concordia (l’attuale Concordia Sagittaria, in provincia di Venezia) con le Alpi. Inserito, dal 2002, tra i Borghi più Belli d’Italia, Poffabro affascina i visitatori con le particolari abitazioni in pietra e legno ed è il posto da visitare se ci si vuole riconnettere con la natura e con sé stessi. Pronti per un viaggio indimenticabile?

Poffabro: il magico paese dei presepi e delle antiche dimore

Poffabro è una frazione del comune di Frisanco, in provincia di Pordenone, e si trova a 525 metri di altitudine, nel cuore delle Prealpi Carniche. Anticamente il borgo era noto come “Prato di fabbri”, per la presenza, durante il periodo medievale, di un’officina specializzata nella produzione di metalli con i quali, a Maniago, venivano costruiti i coltelli.

Nel 2026, inoltre, il comune è stato insignito del titolo di “Borgo Innovativo”, in occasione della seconda edizione del Premio Livio Scattolini, che elogia i comuni particolarmente attenti alle tematiche della sostenibilità, dell’innovazione e dell’avanguardia.

Come anticipato, Poffabro è noto come “Presepe tra i presepi” perché, nel periodo natalizio, la magia che avvolge il borgo si amplifica grazie alla presenza di centinaia di presepi artigianali per i vicoletti del centro. Si tratta di un’attrazione unica e coinvolgente, con i presepi che si fondono completamente con le abitazioni, tanto da sembrare parte integrante del panorama.

Ce ne sono di tutti i tipi: tradizionali e a misura d’uomo, ma anche piccolissimi e realizzati con materiali di recupero (come vetro e rame) e con oggetti di uso quotidiano e cibo (come vecchie padelle, rottami, pane, cioccolato).

Cosa vedere a Poffabro

 

Visitare Poffabro è un’esperienza altamente arricchente, perché consente di scoprire a fondo le tradizioni urbanistiche locali, con i palazzi che emergono fieri tra i vicoletti silenziosi. Le case in legno di castagno e pietra arenaria conferiscono al centro un carattere davvero unico in Italia. Le abitazioni di distinguono per la loro altezza (arrivano fino a tre o quattro piani) e presentano ballatoi in legno che si affacciano sulle stradine, logge, portali decorati, archi lunghi e stretti e pilastri che celano piccole corti dagli scorci mozzafiato. Le strade, invece, sono abbellite da capitelli votivi.

Nel cuore del centro abitato spicca la Chiesa di San Nicolò, risalente al 1600 e caratterizzata da una bellissima facciata bianca. All’interno sono conservate diverse opere d’arte, tra cui sculture e un altare in legno.

Un’altra tappa imperdibile a Poffabro è l’Oratorio di San Floriano. Situato poco lontano dal centro del borgo, è stato costruito nel Quattrocento in quello che, secondo la tradizione, fu il luogo in cui riposò un gregge di pecore. Senza dubbio, colpisce i visitatori per le sue dimensioni e per la posizione.

Perché arrivare in moto a Poffabro

La moto è il mezzo ideale per raggiungere Poffabro, perché consente di attraversare i paesaggi fiabeschi della Val Colvera. Partendo da Pordenone, bisogna seguire la SS251 verso Maniago-Frisanco. In alternativa, si può percorrere l’autostrada A28 e, poi, la SR251 fino a Maniago. Consiglio di lasciare il mezzo un po’ prima del centro storico, per esplorare a piedi i sentieri circostanti, veri e propri scrigni di bellezze naturalistiche.

Per il viaggio, è preferibile optare per una nacked o una crossover, che sono maggiormente gestibili soprattutto nelle salite. Bisognerebbe, inoltre, indossare un abbigliamento tecnico e impermeabile, visto che in questa zona il meteo potrebbe variare repentinamente anche in estate.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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