Sospeso su un gigantesco blocco di tufo: il borgo laziale che sembra sfidare la gravità

Sospeso su un gigantesco blocco di tufo: il borgo laziale che sembra sfidare la gravità

È il borgo “peperino” della Tuscia viterbese ed è pronto ad accogliere gli avventurosi bikers tra i suoi vicoli stretti, dove il tempo sembra essersi fermato. Pronti per un panoramico tour?
Antonia Festa  | 18 Ago 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

Uno dei viaggi on the road che ogni biker in cerca di adrenalina dovrebbe fare è quello alla scoperta dei borghi della Tuscia viterbese. In questa terra straordinaria, infatti, si nascondono un’infinità di piccoli centri che vantano prestigiosi riconoscimenti, come l’inserimento nella lista dei Borghi più Belli d’Italia e la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Su tutti, un comune mi ha particolarmente colpito, non solo per la sua posizione geografica “sospesa”, ma anche per la moltitudine di attrazioni architettoniche e culturali. Sto parlando di Vitorchiano, la località che consiglio a chi ha voglia di un avvincente tour in moto durante la coda dell’estate. Partiamo!

Vitorchiano: la perla della Tuscia scolpita nel peperino

 

Nel cuore della Tuscia, circondato da verdeggianti colline, su una rupe in peperino sorge il comune di Vitorchiano, nella provincia laziale di Viterbo. I circa 5 mila abitanti occupano case a strapiombo sul tufo di colore grigio, che creano un’atmosfera davvero suggestiva e a tratti spettrale. Se osservato dall’alto, il centro storico sembra quasi fondersi con la roccia. Tale caratteristica ha reso il borgo l’ambientazione perfetta per diverse pellicole cinematografiche di successo, tra cui “L’armata Brancaleone” del maestro Mario Monicelli. Escher, invece, nel 1925 fu autore di una xilografia intitolata “Vitorchiano nel Cimino”.

Vitorchiano è noto proprio per l’estrazione del peperino, roccia di origine vulcanica che viene lavorata per poter essere impiegata per rivestimenti e ornamenti. Gli Etruschi, ad esempio, la usavano per i sarcofagi, mentre i Romani per le costruzioni edili. Ogni anno, a inizio giugno, si svolge anche una manifestazione chiamata “Peperino in Fiore”, che vede il centro abbellirsi con composizioni floreali. Durante l’evento vengono allestiti anche mercatini artigianali e stand gastronomici.

Cosa vedere a Vitorchiano

[foto @Buffy1982 / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Il centro di Vitorchiano si caratterizza per la sua particolare struttura urbanistica, fatta di stradine silenzione, sottopassaggi e abitazioni color pastello con i tradizionali portoni in pietra e le scale esterne (i cd. profferli). Passeggiare qui significa fare un passo indietro nel tempo.

Il borgo è ancora perfettamente cinto, lungo il lato meridionale, da un muro di roccia, su cui si apre una sola porta d’accesso: Porta Romana. Percorrendo via Arringa, poi, si raggiunge la piazza principale, Piazza Roma. Qui sorgono alcuni edifici degni di nota, come la Torre dell’Orologio, il Palazzo Comunale e la Fontana a Fuso del XIII secolo. A sinistra della piazza, invece, c’è un altro ingresso, la cd. Porta Madonna della Neve, che conduce alla parte più antica di Vitorchiano.

Tra gli edifici religiosi, spiccano:

  • la Chiesa della Santissima Trinità, costruita nel 1400 stile romanico. Conserva diversi dipinti sacri;
  • la Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo;
  • la Chiesa di San Pietro, in stile romanico e con la facciata in peperino.

Situato nel piazzale panoramico esterno al paese, inoltre, c’è una statua alta e stretta, che sicuramente catturerà la vostra attenzione (io sono rimasta impressionata!). Rappresenta l’unico Moai al mondo al di fuori dell’Isola di Pasqua. È stato scolpito nel 1990 da un gruppo di indigeni Maori, nell’ambito di uno scambio culturale organizzato dalla trasmissione RAI Alla ricerca dell’Arca. E quale materiale si prestava a quest’opera se non proprio il peperino?

Perché arrivare a Vitorchiano in moto

Raggiungere Vitorchiano in moto consente di godere appieno della bellezza paesaggistica del borgo e dei panorami circostanti della Tuscia. Suggerisco, tuttavia, di parcheggiare prima del centro storico, presso il parcheggio multipiano di Piazza Umberto I oppure ad altezza Ponte Nuovo, e di proseguire a piedi. L’accesso, infatti, è soggetto a ZTL e così si evitano multe. Per la tipologia di viaggio è preferibile optare per una naked o una crossover stradale, comode anche per le manovre sulle strade della Tuscia.

Dopo la visita al borgo e alle meraviglie limitrofe, non può mancare una sosta culinaria prima di rimontare in sella. La specialità che, più di tutte, mi ha conquistata sono stati i cavatelli. Si tratta di un tipo di pasta allungata e spessa, condita con sugo, aglio e finocchio. Una vera delizia!

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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