L’antica città romana immersa nel verde: la tappa archeologica ideale per i mototuristi

Rovine, musei, paesaggi mozzafiato e natura incontaminata: questo borgo del Molise è perfetto per un weekend all’insegna del relax e della cultura. Raggiungerlo in moto è un’esperienza indimenticabile.
Antonia Festa  | 23 Ago 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

Le vette del Matese nascondono strade adrenaliniche ideali per essere percorse in moto e sono puntellate da borghi di indescrivibile bellezza. Durante il mio ultimo viaggio sul massiccio, sono rimasta colpita da un luogo di enorme fascino e di cruciale importanza storica. Inserito nel novero dei Borghi più Belli d’Italia, vanta un meraviglioso centro di origine romana dalle mille sorprese. Sepino è il mix perfetto tra cultura, arte e natura e vi consiglio assolutamente di inserirlo come tappa nel vostro prossimo mototour! Cosa rende magico questo posto per i bikers che si sentono Indiana Jones?

Sepino: il borgo dalla doppia anima è uno scrigno di tesori

 

Sepino è un comune della provincia di Campobasso, situato a 698 metri s.l.m., nella bellissima vallata del fiume Tammaro. È il comune più a sud del Molise ed è caratterizzato da una storia millenaria, che aleggia in ogni angolo del borgo, tra le stradine lastricate e le rovine degli antichi edifici.

L’area archeologica di Sepino è una delle più belle d’Italia e racchiude i resti sia del villaggio sannita Terravecchia/Saipins sia della città romana Saepinum-Altilia. Ancora oggi è possibile ammirare l’antico assetto urbanistico. Il primo insediamento era situato sulla collina detta Terravecchia e, dopo la conquista da parte dei Romani nel 293 a.C., durante la terza guerra sannitica, fu abbandonato e gli abitanti si trasferirono a valle. Nel II secolo a.C., fu edificato un nuovo insediamento urbano, che durante l’epoca augustea assunse enorme influenza. Durante il Medioevo, invece, il borgo si arricchì degli edifici religiosi e, ancora oggi, l’anima romana e quella medievale coesistono e affascinano i visitatori.

Cosa vedere a Sepino

 

Il nucleo abitativo originario è circondato da imponenti mura in pietra calcarea lunghe circa 1.200 metri, su cui si aprono quattro porte monumentali. Della Porta Terravecchia sono sopravvissuti soltanto pochi frammenti, mentre di Porta Tammaro, a nord-est, sono andate distrutte le torri e la corte di sicurezza. Di Porta Benevento è possibile ammirare le torri, cinque cunei originali e la chiave di volta su cui è incisa una divinità con elmo. Di Porta Bojano, infine, sono sopravvissuti le torri, l’arco con l’iscrizione e due statue.

All’interno dell’area archeologica sarete affascinati anche dal foro, il cuore commerciale, politico e religioso della comunità, e dal teatro. Caratterizzato da una capienza massima di 3 mila spettatori, era uno dei luoghi più importanti per i Romani. Di notevole rilevanza anche il macellum, adibito alla vendita al dettaglio dei generi alimentari e usato come luogo di socializzazione. Le terme, infine, erano il fiore all’occhiello di Sepino, divise in ambienti come il calidarium e il frigidarium. La struttura termale non è stata ancora portata completamente alla luce, per cui gli studiosi ritengono che si tratti di uno degli edifici più estesi. Presso il Museo Archeologico di Sepino, inoltre, si possono ammirare numerosi reperti rinvenuti durante gli scavi.

Tra gli edifici religiosi di Sepino, segnalo:

  • la Chiesa di Santa Cristina. Costruita nel XII secolo, sorge nella piazza principale ed è intitolata alla patrona di Sepino. All’interno si trova la cappella con le reliquie della santa;
  • la Chiesa di San Lorenzo;
  • il Convento della Santissima Trinità.

Perché arrivare in moto a Sepino

Raggiungere Sepino in moto consente di fare un tour nella tradizione del Molise e di guidare su emozionanti strade di montagna. Le vie principali di riferimento sono l’autostrada A1 (per chi arriva da Napoli), la SS87 (da Campobasso) e la SS17 (da Isernia). I mezzi più adatti a questa tipologia di viaggio sono le tourer, le crossover o le naked di media cilindrata.

Per visitare l’area archeologica, dovrete spostarvi in direzione di contrada Altilia, lungo la SS87. Non lontano dall’ingresso, ci sono ampi parcheggi; se avete voglia di camminare per qualche chilometro, suggerisco di lasciare qui la moto dopo la visita agli scavi e di raggiungere a piedi il centro storico. Sepino, infatti, si distingue anche per la sua bellezza naturalistica, che può essere apprezzata soltanto con una bella camminata nel verde.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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