Patria del salame DOP e delle case in pietra: il borgo dell’Oltrepò che merita una sosta in sella

Atmosfere medievali, inquietanti leggende, panorami mozzafiato e succulenti prodotti culinari sono gli ingredienti di un avvincente tour in moto nell’Alto Oltrepò Pavese.
Antonia Festa  | 26 Ago 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

L’Oltrepò Pavese è una delle mete che maggiormente consiglio agli amanti delle due ruote. La zona è, infatti, costellata di vigneti e borghetti che custodiscono gelosamente le loro tradizioni, ubicati lungo strade panoramiche e adrenaliniche. Tra antiche fortificazioni, mura imponenti e palazzi storici, sono stata colpita dalla bellezza di Varzi, la destinazione ideale per chi desidera evadere dal caos della città. Non lontano da Milano e da Pavia, questo borgo è una vera e propria oasi di pace e stupisce con l’arte, l’architettura e la gastronomia. Pronti per un indimenticabile tuffo nel passato?

La perla lombarda dove il tempo sembra essersi fermato

Varzi è un comune di circa 3 mila abitanti della provincia di Pavia ed è annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia. Situato nel cuore della Valle Staffora, tra Emilia-Romagna, Piemonte e Liguria, deriverebbe la sua denominazione dal sostantivo ligure “var”, che significa “torrente”. Nei suoi lunghi otto secoli di storia, infatti, Varzi ha conosciuto anche la presenza delle popolazioni liguri. Durante l’epoca romana, ha svolto un ruolo cruciale nei traffici commerciali, mentre con il Medioevo divenne una famosa tappa della cd. Via del Sale, una delle rotte commerciali più note d’Italia. Fu, infine, con la famiglia Malaspina, a partire dal XIII secolo, che il borgo divenne un ricco centro culturale.

Ma il comune è famoso soprattutto per un pregiato prodotto culinario: il salame di Varzi DOP, uno degli insaccati più ricercati d’Italia. Il procedimento della lavorazione delle carni viene tramandato da secoli di generazione in generazione e sono numerosi i negozi della zona presso i quali degustare e acquistare questa prelibatezza.

Cosa vedere a Varzi

 

Portici, torri e piazze

Varzi si contraddistingue per il variopinto centro storico, che conserva quasi intatto l’originaria struttura medievale. Le stradine acciottolate, i palazzi nobiliari e i portici richiamano un’atmosfera autentica e suggestiva. Proprio i portici sono l’elemento che, a prima vista, stupisce i visitatori. Costruiti tra il 1300 e il 1500, assicuravano riparo ai mercanti in sosta. Per accedere nel cuore del borgo, bisogna attraversare due porte, edificate nel 1275: Porta Soprana (detta anche Torre dell’Orologio) e Porta Sottana, sorvolate dalle rispettive torri. I commercianti erano obbligati a pagare i dazi da una delle porte, per entrare a Varzi.

Passeggiando tra il centro storico, sono rimasta particolarmente colpita da Via del Mercato, antica sede del mercato settimanale, dove oggi sorgono una serie di botteghe e negozi di prodotti tipici. Immancabile anche un giro a Piazza della Fiera, sede di numerosi ristoranti.

Castello Malaspina e Torre delle Streghe

In piazza del Municipio, sorge il Castello Malaspina, Dimora dell’influente famiglia Malaspina. Anche Dante Alighieri soggiornò presso la struttura nel 1306 e la cita nel Canto VIII del Purgatorio. Il palazzo oggi appartiene alla famiglia Odetti, discendente dei Malaspina, ma alcune aree sono aperte al pubblico e ospitano eventi e mostre.

Annesso al castello c’è la Torre Malaspina, nota anche come Torre delle Streghe, costruita nel XIII secolo con funzione di carcere. Si narra che qui furono imprigionati uomini e donne accusati di stregoneria durante il periodo dell’Inquisizione. Dall’alto della torre, dopo aver percorso ben 130 gradini, è possible godere dell’incatevole panorama sull’intero borgo.

Chiese

Tra i principali edifici religiosi, spicca la Chiesa dei Cappuccini (dedicata a San Gennaro), costruita nel XVII secolo e caratterizzata dal connubio di stile romanico e gotico. Ospita diverse opere d’arte sacra. Meritano una visita, poi, la Chiesa dei Rossi e la Chiesa dei Bianchi. La prima fu costruita per volontà della Confraternita della SS.Trinità e si trova accanto all’ospizio dei pellegrini. La Chiesa dei Bianchi, invece, risale al 1646 e si contraddistingue per la particolarissima pianta a quadrifoglio.

Perché arrivare in moto a Varzi

 

Varzi è facilmente raggiungibile in moto da Milano e da Pavia. La moto vi regalerà un’esperienza di viaggio confortevole e pratica. Le strade di riferimento sono l’autostrada A21 Torino-Piacenza (fino all’uscita Voghera) e la SS461 (ora SP461). Per il tour a Varzi e dintorni, la tipologia di mezzo più adatta varia a seconda dei piani dei bikers. Per chi ha intenzione di effettuare una breve gita e proviene dalla città, consiglio una naked o una sport touring. Se, invece, si ha intenzione di inserire Varzi in un giro più ampio e lungo, sono da preferire le Gran Turismo. Occhio, però, perché il centro del borgo è ZTL, dunque è necessario parcheggiare la moto in una delle soste nei pressi del municipio o lungo via XX Settembre, dove si trovano tantissime attività commerciali e ristoranti.

Agli amanti della natura e del trekking consiglio, prima di ritornare in sella, di percorrere la Via del Sale, l’antica mulattiera che, un tempo, consentiva ai mercanti di sale di raggiungere la Liguria dall’Oltrepò.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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