L’alternativa selvaggia ai grandi passi alpini francesi: piegare lungo le gole rosse del Cians

Fabio Belmonte  | 27 Ago 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Il primo impatto con l’anello del Col de la Cayolle è di quelli che ti restano addosso: tre passi oltre i duemila metri, vallate strette, asfalto spesso ridotto all’essenziale e quella sensazione di essere davvero ospite della montagna. In poco più di 114 chilometri si collegano Col de la Cayolle, Col d’Allos e Col des Champs, disegnando un circuito ad anello nelle Alpi francesi meridionali che ho imparato a percorrere con grande rispetto, prima ancora che con entusiasmo motociclistico.

Qui la velocità non è il punto: il ritmo lo decide la strada, con tornanti ciechi, carreggiate strette e continui cambi di quota. Ogni sosta a Bayasse, Colmars-les-Alpes o lungo il Var diventa l’occasione per guardarsi intorno e ricordare che, su questi passi, la linea tra panoramico e impegnativo è sottile e affascinante allo stesso tempo.

Col de la Cayolle in moto. L’itinerario

L’anello del Col de la Cayolle si sviluppa nel cuore delle Alpi francesi meridionali, tra il dipartimento delle Alpes-de-Haute-Provence e quello delle Alpes-Maritimes. In poco più di 114 chilometri collega tre valichi iconici – Col de la Cayolle, Col d’Allos e Col des Champs – disegnando un circuito che ruota attorno alle valli del Var, dell’Ubaye e del Verdon.

Mappa

Percorso

Si passa per Bayasse, per l’area di Uvernet-Fours a sud di Barcelonnette, per Allos e per Colmars-les-Alpes, seguendo quasi sempre strade dipartimentali strette e tortuose. È un anello che, ogni volta che lo affronto, mi ricorda quanto possa essere intenso un percorso relativamente corto quando la montagna decide di entrare davvero nella guida.

Il Col de la Cayolle, con i suoi 2.326 metri, è il fulcro del tracciato e il punto in cui il panorama si apre di più, non lontano dai confini del Parc national du Mercantour. Il carattere dell’itinerario è chiaramente turistico, ma richiede esperienza e una certa confidenza con i percorsi alpini più autentici.

Paesaggi alpini, gole e tre passi oltre i duemila metri

 

Dal punto di vista paesaggistico, questo anello è uno di quelli che finiscono dritti nella memoria. La salita al Col de la Cayolle alterna boschi e pascoli d’alta quota a tratti più brulli, con ghiaioni e pareti rocciose che incombono sulla carreggiata. Nei pressi del valico mi capita spesso di fermarmi solo per ascoltare l’acqua dei torrenti e il vento che taglia il crinale.

Il Col d’Allos, a 2.247 metri, offre un paesaggio diverso, con visuali più dolci sulle valli dell’Ubaye e del Verdon e un susseguirsi di curve panoramiche che in moto diventano una specie di metronomo naturale. Il Col des Champs, meno famoso ma sorprendente, attraversa versanti più selvaggi, con boschi fitti e scorci improvvisi sulle gole del Var.

Se si decide di allungare il viaggio verso sud, le Gorges du Cians aggiungono un capitolo a parte: pareti rosso intenso, canyon stretti e una strada che sembra incastrata nella roccia. È un contrasto netto con le quote aperte della Cayolle e, proprio per questo, una combinazione che consiglio in un viaggio di più giorni.

Borghi, fortificazioni e cultura delle valli alpine francesi

 

L’anello del Col de la Cayolle non è solo un esercizio di guida: attraversa valli con una forte identità storica. Colmars-les-Alpes è forse il centro che mi ha colpito di più, con il suo sistema di fortificazioni e il borgo raccolto, ideale per una pausa a metà giornata. Camminare tra le sue vie strette dopo ore in sella aiuta a dare un volto umano alle montagne che si attraversano.

Anche i piccoli nuclei come Bayasse o i paesi nell’area di Allos raccontano una montagna abitata, segnata dalla pastorizia, dal turismo estivo e da un inverno che sa ancora essere duro. In molti bar e ristoranti di queste valli il motociclista è un ospite abituale, e capita spesso di scambiare consigli su passi aperti, deviazioni e condizioni della strada.

La vicinanza ideale – se non sempre geografica – al Mercantour lega il percorso a una tradizione naturalistica forte, fatta di parchi, riserve e una cultura diffusa del rispetto per l’ambiente alpino. È un contesto che, personalmente, mi spinge sempre a vivere il giro con un passo più lento e consapevole.

Consigli pratici in moto: stagioni, sicurezza e tempi reali

 

Su questo anello la vera discriminante non è la distanza, ma la stagione. Cayolle, Allos e Champs superano tutti quota duemila metri e possono restare chiusi per neve per molti mesi. Prima di partire controllo sempre gli aggiornamenti sulla viabilità locale: basta che uno solo dei tre passi sia chiuso perché il circuito perda la sua forma ad anello.

Il meteo gioca un ruolo altrettanto decisivo. Una giornata mite a Barcelonnette o Colmars può tradursi in aria fredda, nebbia o temporali improvvisi sui valichi. In più, le carreggiate sono spesso strette, con curve cieche, ciclisti, animali al pascolo e tratti dove incrociare un’auto richiede calma e margini di manovra.

Le “pieghe” qui non servono a cercare velocità, ma a leggere ogni curva. Il tempo teorico di poco più di tre ore è, nella mia esperienza, un numero puramente indicativo: tra soste fotografiche, pause nei borghi e tratti da affrontare con grande prudenza, l’anello riempie facilmente un’intera giornata di viaggio lento e molto appagante.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.

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