
Il Klausenpass, tra il Canton Uri e il Canton Glarona, è uno di quei valichi dove il vero obiettivo non è una destinazione precisa, ma il viaggio stesso. Qui i 46 chilometri tra Altdorf e Linthal, o i 151 dell’anello più ampio, diventano un susseguirsi di curve, cascate e pascoli che invogliano a rallentare, più che a cercare velocità.
Quando l’ho percorso in moto, mi sono ritrovato spesso a scegliere una piazzola per fermarmi, spegnere il motore e ascoltare l’acqua che scendeva dalle pareti sopra la valle dello Schächen. Il Klausenpass non è solo una grande strada alpina per motociclisti: è anche un corridoio privilegiato per chi ama il trekking, con sentieri che risalgono dai fondovalle verso Urnerboden e gli alpeggi d’alta quota. È una di quelle giornate in montagna che ti restano addosso, molto dopo aver chiuso il casco o infilato gli scarponi.
Il Klausenpass attraversa le Alpi svizzere centrali collegando il Canton Uri con il Canton Glarona, tra Altdorf e Linthal. Il tratto classico misura circa 46 chilometri, ma se si segue l’anello che include Glarona, Pfäffikon, Svitto e le rive del Lago dei Quattro Cantoni si arriva facilmente a un circuito di circa 151 chilometri.
Da Altdorf la strada risale la valle dello Schächen, seguendo un fondovalle che si restringe progressivamente. Gli abitati diventano più piccoli, la montagna si fa più verticale e la carreggiata comincia a serpeggiare tra pendii e pareti. Ricordo la prima volta che l’ho guidata: dopo pochi chilometri il traffico spariva e il ritmo diventava naturalmente più lento, quasi imposto dal paesaggio.
Superato Spiringen, la strada continua a salire verso Urnerboden e poi ai 1.948 metri del valico, quota che non raggiunge i giganti svizzeri, ma garantisce comunque un’atmosfera pienamente alpina lungo un valico storico e stagionale.
Il versante di Uri è quello che mi ha colpito di più per la quantità d’acqua: cascate ovunque, dalle più sottili a quelle che, dopo le piogge o lo scioglimento della neve, diventano vere colonne bianche visibili direttamente dalla strada. È un tratto in cui è facile distrarsi, perché ogni curva apre una visuale nuova su una parete rocciosa solcata da ruscelli e torrenti.
Più in alto il bosco lascia spazio ai prati alpini, fino ad arrivare a Urnerboden, un vasto pianoro che sembra quasi una sosta naturale dopo tanti pendii. Qui il paesaggio si apre di colpo: una distesa di pascoli, mucche al pascolo e case sparse, con la strada che attraversa in mezzo alla vita quotidiana di chi lavora in montagna. In moto mi sono trovato spesso a scalare marcia più per guardare il paesaggio che per le curve.
Dal passo, scendendo verso Glarona, il panorama cambia ancora: il territorio si stringe, le valli si incassano e il fondovalle concentra villaggi e infrastrutture, offrendo una prospettiva diversa sulle montagne circostanti.
Altdorf, punto di partenza naturale sul versante di Uri, è legata alla leggenda di Guglielmo Tell, l’eroe nazionale svizzero. Passeggiando nel centro storico prima di affrontare il passo, è facile collegare la dimensione simbolica di questo luogo alle montagne che chiudono l’orizzonte e alla tradizione rurale che ancora caratterizza la valle dello Schächen.
Lungo il percorso verso il Klausenpass si attraversano paesaggi che raccontano un’economia di alpeggi, malghe e piccole aziende agricole. A Urnerboden, in particolare, la presenza di stalle, fienili e attività legate all’allevamento ricorda che questa non è una strada costruita solo per il turismo, ma un’infrastruttura vitale per chi vive e lavora in quota.
Sul fronte motoristico, il Klausenpass ha una storia importante: tra il 1922 e il 1934 ospitò la Klausenrennen, una cronoscalata famosa nel panorama europeo. Ogni volta che percorro questi tornanti penso a come doveva essere guidare qui con le auto e le moto d’epoca, su un tracciato oggi aperto al traffico e attraversato con ben altre regole.
Il Klausenpass è una strada stagionale: a causa della neve resta chiuso in inverno e riapre in genere tra fine primavera e inizio estate, per poi richiudere in autunno. Ogni anno le date cambiano, quindi prima di partire controllo sempre lo stato di apertura del passo, più ancora delle previsioni meteo.
Anche a valico aperto, il tempo può cambiare rapidamente: nebbia, pioggia e improvvisi cali di temperatura sono frequenti rispetto ai fondovalle. Per chi viaggia in moto è essenziale un abbigliamento a strati, guanti caldi e attenzione extra a ghiaia, detriti e tratti umidi. Le curve cieche, i ciclisti e gli animali al pascolo impongono prudenza e sorpassi solo dove la visibilità è ampia.
Dal punto di vista escursionistico, l’area offre sentieri che partono dai villaggi della valle dello Schächen o da Urnerboden, con itinerari adatti anche a chi ha un discreto allenamento ma non è un alpinista. Che si scelga la moto o gli scarponi, il Klausenpass dà il meglio quando si dimentica il cronometro e ci si concede il tempo di fermarsi, guardare e ascoltare la montagna.

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.
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