
Ci sono luoghi nell’entroterra del sud Italia capaci di catturare cuore e mente al primo sguardo. È la sensazione che ha suscitato in me un borgo calabro situato quasi al confine con la Basilicata. Per la sua posizione arroccata e la struttura degli edifici storici e delle abitazioni, che si sviluppano dalla base fino al cucuzzolo di una collina, è noto come “presepe del Pollino”. Pronti a lasciarvi travolgere dalla magica atmosfera di Morano Calabro, fatta di colori esplosivi come il viola della lavanda, il verde delle colline e il bianco delle case?
Morano Calabro è un comune di circa 4 mila abitanti, appartenente alla provincia di Cosenza e immerso nello straordinario paesaggio del Parco Nazionale del Pollino. Vanta origini molto antiche, infatti la denominazione del centro urbano, indicato come “Moranum” è presente sulla lapide di Polla, un’epigrafe in latino rinvenuta in provincia di Salerno, e indicava una fermata della strada consolare Capua-Regium. Non ci sono, tuttavia, notizie certe sull’origine del nome del borgo. Probabilmente, sarebbe legata ai gelsi mori oppure al termine greco “méruma”, ossia “cumulo”.
Inserito nell’elenco dei Borghi più Belli d’Italia, affascina con i suoi vicoletti in pietra e le piccole case di colore bianco. Vanta, infatti, uno dei centri storici più belli del Pollino, che conserva opere d’arte di inestimabile valore, come quelle di Bartolomeo Vivarini e Pietro Bernini. Tra stradine irte e tortuose scavate nella roccia, case, conventi, chiese, piazzette e fortezze, gli scorci richiamano le opere del noto artista olandese Escher. L’incisore, infatti, soggiornò a Morano Calabro nel 1930 e realizzò una rappresentazione di questo posto, raffigurandolo al contrario, come un’immagine riflessa allo specchio.
[foto @Tomherkules / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Morano Calabro è dominato dal castello normanno-svevo. L’aspetto attuale, tuttavia, è frutto di una ristrutturazione del Cinquecento, voluta da Pietrantonio Sanseverino, che incaricò illustri architetti napoletani; per tale motivo, la struttura ricorda il Maschio Angioino di Napoli. Nonostante i violenti bombardamenti da parte delle truppe francesi nel 1806, sono state recuperate alcune parti della facciata, due torri cilindriche e le mura.
A Morano Calabro ci sono meravigliosi edifici di culto. Consiglio, innanzitutto, di visitare la Chiesa di Santa Maria Maddalena, costruita sui resti di una vecchia cappella. Risale, probabilmente, al Medioevo, ma ha subito una serie di interventi di ristrutturazione nel XVI e nel XVII secolo. Si distingue per il campanile e la cupola ricoperta di maioliche di colore verde e ocra. All’interno, inoltre, sono conservate importanti opere d’arte, come il Polittico di Bartolomeo Vivarini, risalente al 1477.
La Chiesa di San Bernardino da Siena, invece, ha un’architettura tardo-gotica ed è stata costruita nel 1452 per volere di Antonio Sanseverino, feudatario di Morano e principe di Bisignano. Consiglio anche una visita al Monastero dei Cappuccini, edificato tra il 1590 e il 1606. Dopo la soppressione degli ordini religiosi durante il “decennio francese”, il convento risorse grazie a Ferdinando II di Borbone. Di fronte al monastero c’è una villetta dove è possibile scattare delle meravigliose foto ricordo panoramiche.
Meritano una visita Il Nibbio e il Museo dell’Agricoltura e della Pastorizia. Il primo è un museo naturalistico, dove è possibile apprendere tutto quello che c’è da sapere sulla fauna e la flora del Pollino. Sorge in un antico quartiere riqualificato grazie al lavoro di Nicola Bloise, che ha creato qui anche un albergo diffuso.
Il Museo dell’Agricoltura e della Pastorizia consente di conoscere nel dettaglio in che modo si svolgeva la vita agro pastorale del Pollino e conserva utensili, costumi e macchinari che venivano utilizzati dai contadini.
Uno dei luoghi più suggestivi di Morano Calabro, che consiglio assolutamente di visitare se passate da queste parti tra giugno e agosto, è la Loricanda. Si tratta di un bellissimo parco dedicato alla lavanda, nella frazione di Campotenese, che consente di ricreare una “Provenza in miniatura” in un luogo insolito per tale pianta. I visitatori hanno la possibilità di girare il giardino botanico, per ammirare e annusare la lavanda, e recarsi presso la bottega, per scegliere oli essenziali, profuma biancheria e sali da bagno da portare via. Per i bambini, invece, ci sono dei laboratori didattici per creare candele e oggetti profumati.
Il borgo è facilmente raggiungibile tramite l’autostrada A2 del Mediterraneo. Il belvedere di Morano Calabro e i panorami sulla natura lussureggiante circostante possono essere davvero apprezzati se si raggiunge il borgo in sella. Viaggiando in moto, infatti, sarà possibile fermarsi lungo la salita e scattare incredibili foto ricordo ed esplorare le bellezze del Pollino e i comuni limitrofi, come Castrovillari. Per godere appieno della bellezza di Morano Calabro, è preferibile parcheggiare la moto nelle apposite aree di sosta a ridosso del centro storico e incamminarsi per le stradine acciottolate.
Per viaggiare tra i territori del Pollino, la tipologia di moto consigliabile è una crossover o una moto da turismo, adatte alle strade ripide ma in ottime condizioni. Suggerisco, infine, di portare una giacca a vento leggera, perché a inizio settembre le temperature potrebbero calare improvvisamente, soprattutto nelle ore notturne.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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