
Ci sono itinerari che non puntano ai grandi numeri, ma ti restano addosso per i contrasti che mettono in fila in pochi chilometri. Il giro in moto al Passo della Crosetta, tra Trevigiano, Pordenonese e Alpago bellunese, è uno di quelli che finisci per consigliare agli amici quando chiedono “un bel anello di mezza giornata”.
Partendo dall’area di Conegliano, in pochi minuti si lasciano alle spalle i filari di vigneti e la pianura, e ci si ritrova immersi nelle prime curve che si arrampicano verso il Cansiglio. La strada cambia pelle più volte: urbano, pedemontano, bosco fitto, altopiano e poi di nuovo scenari aperti, fino a Vittorio Veneto.
È un percorso che ho trovato ideale per chi ama una guida scorrevole, ma non banale, con soste panoramiche e qualche deviazione golosa tra malghe e piccoli paesi di montagna.
Quando parto da Conegliano per questo anello verso il Passo della Crosetta, la sensazione è sempre la stessa: in pochi chilometri il paesaggio smette di essere semplice pianura operosa e comincia a promettere montagna. Lasciata l’area urbana, il percorso piega verso est, toccando la zona di Cordignano e dirigendosi poi a Caneva, nel Pordenonese, dove il Friuli-Venezia Giulia entra ufficialmente nel viaggio.
Fino a Caneva la guida resta abbastanza tranquilla, utile per scaldare motore e testa. È qui, però, che l’itinerario in moto cambia carattere: la pianura si interrompe, compaiono le prime salite decise e soprattutto iniziano le curve ravvicinate che annunciano il Cansiglio. Personalmente trovo questo tratto perfetto per prendere il ritmo: niente tornanti estremi, ma una sequenza di pieghe che invita a guidare pulito, senza fretta, mentre il bosco chiude progressivamente la visuale sulle spalle della pianura trevigiana.
Da Caneva la strada si fa subito più impegnativa e affascinante. La salita verso il Passo della Crosetta, poco oltre i 1.100 metri di quota, corre in gran parte immersa nel bosco, con curve da leggere una per una. Non è un grande passo dolomitico, ma un valico di prealpi dove l’altitudine si conquista tra faggi e abeti, seguendo fedelmente la morfologia del versante. In sella la sensazione è di entrare in un corridoio verde, spesso in ombra.
Proprio per questo, qui tengo sempre un’andatura prudente: l’asfalto può restare umido, soprattutto dopo la pioggia, e non è raro trovare foglie, ghiaia o piccoli detriti in traiettoria. Una volta superato il passo, la strada si apre sulla Foresta del Cansiglio, uno dei grandi polmoni verdi tra Veneto e Friuli. L’ambiente cambia ancora, con l’altopiano che regala prati, radure e temperature spesso più fresche della pianura. In autunno, tra settembre e ottobre, i colori del foliage rendono questo tratto uno dei più scenografici dell’intero anello, ma richiedono un occhio in più al fondo stradale.
Attraversato il cuore del Cansiglio, il tracciato punta verso Spert e scende in direzione dell’Alpago. È uno dei passaggi che preferisco, perché senti la strada allargarsi, la foresta arretrare e lo sguardo finalmente aprirsi sulle montagne bellunesi. L’Alpago è una grande conca ai margini delle Dolomiti, fatta di prati, boschi e piccoli paesi appoggiati ai versanti. L’itinerario in moto raggiunge Farra d’Alpago, oggi nel comune di Alpago, dove vale la pena programmare una sosta per un caffè o uno spuntino, magari con qualche prodotto locale.
Da qui il giro si innesta sulla SS51, asse principale che collega il Bellunese a Vittorio Veneto. La guida diventa più scorrevole ma anche più trafficata: è il tratto meno “intimo” del percorso, quello in cui conviene ricordarsi che la strada è condivisa con auto e mezzi pesanti. Arrivati nell’area di Vittorio Veneto, la tentazione è spesso quella di togliere il casco e fare due passi nel centro storico di Serravalle, con le sue piazze e i palazzi che riportano alla memoria gli eventi della Prima guerra mondiale. Poi si rientra verso Conegliano, chiudendo un anello di circa 88,6 chilometri che sembra molto più lungo di quanto indichi il contachilometri.
Il periodo migliore per questo itinerario al Passo della Crosetta va, in genere, dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno. In estate il contrasto tra la pianura trevigiana e il fresco del Cansiglio è piacevole, mentre tra settembre e ottobre il bosco si accende di colori, a patto di scegliere le ore centrali della giornata per evitare freddo e umidità eccessivi. Tra tardo autunno e inizio primavera, invece, conviene controllare con attenzione meteo, eventuali nevicate, ghiaccio o lavori lungo il tracciato.
Prima di partire programmo sempre rifornimento e soste, perché nei tratti montani non è garantita una presenza continua di distributori, bar e ristoranti, soprattutto fuori stagione. Sul piano della guida, le attenzioni principali riguardano fondo bagnato, foglie, eventuali animali selvatici in attraversamento e visibilità nelle curve cieche, frequenti nella zona boschiva. Nonostante il chilometraggio contenuto e il tempo teorico di 1 ora e 44 minuti, consiglio di dedicare al giro almeno tre ore abbondanti: il valore di questo anello non sta solo nelle curve, ma anche nel prendersi il tempo di ascoltare il silenzio del Cansiglio e osservare come il paesaggio cambi, quasi senza accorgersene, da una provincia all’altra.

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.
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