Sulle orme di Dante e delle sue cascate: la magia di San Benedetto in Alpe

San Benedetto in Alpe è la meta perfetta per chi ha voglia di unire in un unico viaggio l’amore per la natura e la storia e la ricerca di spiritualità. Tra abbazie millenarie e una cascata amata perfino da Dante, questo viaggio abbraccia luoghi imperdibili.
Antonia Festa  | 03 Set 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Nascosto tra le alture appenniniche, San Benedetto in Alpe è il tipico borgo con le abitazioni in pietra e le testimonianze di un florido passato. Riparato dagli alberi delle Foreste Casentinesi e cullato dallo scroscio del fiume Montone, è il luogo ideale per riconnettersi con la natura e visitare i resti di antichi edifici, un tempo noti in tutta Europa. La strada per raggiungere il borgo sono sicura che lascerà i bikers senza parole, regalando scorci indimenticabili e tornanti adrenalinici. Pronti per un’esperienza autentica nel cuore della penisola?

San Benedetto in Alpe: il borgo silenzioso e resiliente

 

San Benedetto in Alpe è una delle frazioni principali e più antiche del comune di Portico e San Benedetto, in provincia di Forlì-Cesena, a 560 metri s.l.m.. Si contraddistingue per la sua posizione geografica, tra Romagna e Toscana, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Il borgo ha una conformazione particolare, perché sorge all’incrocio dei tre torrenti Troncalosso, Acquacheta e Rio Destro che, al loro volta, formano il fiume Montone. Il territorio si presenta molto fertile e, infatti, è noto per le attività agricole e pastorali, specialmente per la produzione di cereali e formaggi.

Conosciuto soprattutto per la presenza dell’abbazia risalente all’anno 1000, San Benedetto in Alpe è stato, nei secoli, un importante crocevia commerciale, specialmente durante il Medioevo, quando Firenze cominciò a stringere rapporti con la Romagna. Tuttora è un luogo ricco di storia, dove sono ancora visibili i primi insediamenti dei monaci e le tracce della Seconda Guerra Mondiale. San Benedetto in Alpe ha anche ospitato illustri personaggi, come San Romualdo, San Pier Damiani (fondatore dell’Eremo di Gamogna), Boccaccio e Dante Alighieri che, sorpreso dalla sua bellezza, citò questo posto nella Divina Commedia.

Cosa vedere a San Benedetto in Alpe

Abbazia benedettina

La fama di San Benedetto in Alpe è legata all’abbazia benedettina fondata da San Romualdo nella prima metà dell’XI secolo. È stato uno dei principali luoghi di culto dell’Appennino Tosco-Romagnolo, come attestano le pergamene conservate presso l’Archivio Capitolare della Basilica di San Lorenzo in Firenze. Tra il XIV e il XV secolo, tuttavia, l’abbazia iniziò a perdere la sua influenza e il numero dei monaci calò, così come l’ampiezza dei territori dominati, fino a quando, nel 1499, l’abate dovette consegnare ciò che era rimasto a Papa Alessandro VI.

In seguito a una serie di devastazioni, crolli e ricostruzioni, l’abbazia divenne una parrocchia, nonostante una parte del complesso originario andò completamente distrutta. Oggi è possibile ammirare i resti della cripta, una torre difensiva, un portale con arco e le mura esterne. A prescindere dallo stato di conservazione dell’abbazia, visitarla è un’esperienza davvero suggestiva.

Cascata dell’Acquacheta

 

La Cascata dell’Acquacheta è l’attrazione più bella e suggestiva del Parco delle Foreste Casentinesi. Perfino Dante Alighieri rimase colpito da questo posto, tanto da citarlo nel Canto XVI dell’Inferno. Nel 1302, infatti, il Sommo Poeta in esilio paragonò lo scroscio dell’Acquacheta alla cascata del fiume Flegetonte, confine tra il settimo e l’ottavo cerchio dell’Inferno. Questi versi (94 -105) sono incisi su una fontana all’inizio del sentiero CAI 407, il percorso che, in circa due ore, costeggia il fiume, raggiunge la cascata e arriva fino al Piano dei Romiti.

Il salto di ben 70 metri di altezza e 35 di larghezza si getta fragoroso nell’alveo del rio Lavane. Il paesaggio in cui è immerso è caratterizzato da boschi di roverella, carpino nero e cerro, mentre le rive del fiume ospitano pioppi e salici. Tra le specie faunistiche presenti, invece, spiccano volpi, caprioli, lupi, cervi, falchi, rane e salamandre e trote.

Perché arrivare in moto a San Benedetto in Alpe

La frazione di San Benedetto in Alpe è posizionata proprio lungo la SS67 Tosco-Romagnola, una delle vie principali tra Romagna e Toscana. Se si viaggia in moto, il borgo può essere facilmente raggiunto sia da Forlì sia da Firenze e rappresenta un’ottima tappa intermedia per chi ha intenzione di cimentarsi con la propria due ruote lungo il Passo del Muraglione, luogo particolarmente amato dai bikers. A meno di un’ora da San Benedetto in Alpe, poi, si possono visitare Ravenna, Faenza, la Riviera Adriatica (con Cesenatico e Rimini) e il parco divertimenti Mirabilandia. Per gli amanti del trekking, San Benedetto in Alpe è il punto di partenza perfetto per le escursioni. Tra i percorsi più belli, consiglio il Cammino di Assisi e il Cammino di Dante.

Se si viaggia in moto, inoltre, si ha la possibilità di parcheggiare gratuitamente in prossimità del centro storico oppure prima del sentiero che conduce alla cascata dell’Acquacheta. Per questa tipologia di viaggio, sono da preferire le moto da turismo.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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