
Affrontare il Colle delle Finestre in moto non è una semplice deviazione turistica sulle Alpi piemontesi, ma un piccolo viaggio d’avventura tra sterrato, memoria militare e panorami che cambiano a ogni tornante. 176 metri con 45 tornanti e un tratto sterrato che, in sella, si sente tutto nelle mani e nelle sospensioni.
Il collegamento tra Val di Susa e Val Chisone si trasforma così in un anello completo che tocca Meana, Pian dell’Alpe, Fenestrelle, Sestriere e Oulx, tra forti, boschi e praterie d’alta quota. È un percorso che richiede esperienza, rispetto per la montagna e una preparazione accurata, ma che ripaga con alcune delle strade panoramiche più suggestive del Piemonte occidentale.
Il Colle delle Finestre non è un semplice valico di collegamento tra due vallate, ma una strada di montagna che va scelta consapevolmente. Partendo da Susa, il colle collega Val di Susa e Val Chisone attraversando un settore delle Alpi occidentali segnato da fortificazioni, ex batterie e vecchie strade militari.
Quando lo percorro in moto, la sensazione è sempre quella di entrare in un ambiente sospeso, dove i cartelli stradali convivono con muri di pietra e ruderi che ricordano un passato strategico. I 2.176 metri del valico non sono soltanto una quota da segnare sul navigatore, ma il punto in cui il bosco lascia definitivamente spazio all’alta montagna e lo sguardo si apre sulle valli piemontesi.
L’itinerario classico parte da Susa, sale verso Meana e il Colle delle Finestre, prosegue per Pian dell’Alpe e Fenestrelle e poi continua verso Sestriere, Cesana Torinese, Oulx ed Exilles, chiudendo un grande anello panoramico.
La salita comincia a Susa, facilmente raggiungibile con l’autostrada A32 Torino–Bardonecchia. Seguendo le indicazioni per Meana di Susa e il Colle delle Finestre, si lascia il fondovalle e ci si ritrova subito in una strada stretta che si infila nel bosco. Qui la SP172 si arrampica con pendenze che sfiorano il 9–10% e una lunga serie di tornanti, una quarantina abbondante, che richiedono attenzione costante.
In moto, la combinazione tra carreggiata ridotta, curve cieche e presenza di ciclisti rende impossibile “improvvisare”: ogni tornante va impostato pulito, senza tagliare, perché il traffico in senso opposto può comparire all’ultimo secondo. Più volte, soprattutto nei weekend estivi, mi sono trovato dietro gruppi di bici costretto a rallentare e ad attendere il rettilineo giusto per superare.
Usciti dal bosco, arriva il passaggio che rende unico il Colle delle Finestre: l’asfalto finisce e iniziano circa nove chilometri di sterrato. Il fondo può cambiare molto da una stagione all’altra, con buche, ghiaia, pietre mobili e tratti scavati dalla pioggia. Una moto adventure o enduro aiuta, ma senza esperienza sullo sterrato il percorso può diventare impegnativo anche per chi è abituato alle strade di montagna classiche.
Arrivati al colle, la vista sulla Val Chisone e sulle montagne circostanti è il primo vero premio del viaggio. Qui resiste ancora la traccia della funzione originaria della strada: un asse militare pensato per spostare uomini e mezzi tra le valli. Intorno al valico restano opere difensive e strutture legate al controllo del passo, molte delle quali oggi sono solo ruderi che osservo sempre da fuori, senza avventurarmi all’interno.
Scendendo verso Pian dell’Alpe e Fenestrelle, l’itinerario entra nel cuore di una vera frontiera fortificata. Il Forte di Fenestrelle, spesso definito “grande muraglia piemontese”, domina la valle con un complesso articolato, sviluppato in verticale sul fianco della montagna. Dedicarvi una visita guidata vale ampiamente la sosta, soprattutto se si vuole capire come questa strada fosse parte di un sistema difensivo più ampio.
In zona si incontra anche la deviazione verso la Strada dell’Assietta, un altro itinerario d’alta quota amatissimo dai motociclisti. Personalmente, la considero una tappa a sé: tra regolamentazioni del traffico motorizzato, giornate di chiusura e meteo variabile, aggiungerla al volo al giro del Finestre senza pianificazione può trasformare il piacere in una corsa contro il tempo.
Per affrontare il Colle delle Finestre in moto serve prima di tutto la stagione giusta. La strada è soggetta a chiusure invernali e a limitazioni temporanee: prima di partire controllo sempre i bollettini dei comuni e della Città Metropolitana di Torino, senza fidarmi delle sole app di navigazione. A oltre duemila metri un temporale può far crollare la temperatura, creare fango sullo sterrato ed esporre a tratti scivolosi, mentre a inizio e fine stagione neve e ghiaccio non sono esclusi.
abbigliamento tecnico caldo, strati facilmente sovrapponibili e guanti adeguati sono fondamentali, così come pneumatici in buono stato e una moto con autonomia sufficiente. Io faccio rifornimento a Susa prima di salire, così non devo fare i conti con la riserva nei tratti più isolati. Lungo il rientro, passando da Fenestrelle, Sestriere, Cesana Torinese e Oulx, il traffico torna via via più intenso ma le opportunità di sosta, carburante e ristoro aumentano.
Chiude idealmente l’anello il passaggio dal Forte di Exilles, altra grande struttura militare che domina la Val di Susa. Anche qui storia e leggenda si intrecciano, ma in moto preferisco concentrarmi sulle curve e sul rispetto dei limiti: dopo una giornata intera tra sterrato, tornanti e quota, la vera soddisfazione è rientrare a Susa con la sensazione di aver vissuto un percorso alpino completo, non una semplice “spunta” sulla mappa.

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.
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