Val d’Aveto in moto: l’Appennino ligure che sorprende ad ogni curva

Destinazione perfetta per gli amanti delle due ruote, la Val d’Aveto è un entusiasmante mix di natura incontaminata, vette panoramiche, paesaggi fiabeschi e borghi dai rinomati resti archeologici.
Antonia Festa  | 15 Set 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

Se avete voglia di rilassanti paesaggi verdeggianti, caratterizzati da laghetti, boschi e praterie, ma non volete raggiungere la zona alpina, dovete assolutamente visitare la Val d’Aveto. Si tratta della destinazione ideale per un tour in moto in giornata oppure come tappa di un giro che copre un intero weekend, poiché nelle vicinanze ci sono molte altre interessanti attrazioni. Situato a circa un’ora di distanza dalla costa ligure, sono sicura che questo posto catturerà il vostro cuore!

Val d’Aveto: l’insolita ma affascinante anima montana della Liguria

 

La Val d’Aveto è compresa tra la Liguria e l’Emilia-Romagna e, pur ricadendo nel territorio della provincia di Genova, è poco distante dalle province di Parma e Piacenza. La vallata fa parte del Parco Naturale Regionale dell’Aveto, un’area naturale protetta di circa 3 mila ettari, caratterizzata da una ricca biodiversità. La natura è ciò che rende la zona molto affascinante, ma la Val d’Aveto è nota anche per la sua tradizione enogastronomica.

Qui, infatti, si producono rinomate specialità di latticini e formaggi, come il formaggio San Stè e il Sarasso, e lo yogurt colato, particolarmente cremoso e vellutato, prodotto con una vecchia tecnica che conferisce un sapore molto delicato. In autunno, poi, il territorio è noto per i porcini. Gli amanti dei dolci rimarranno esterrefatti dalla Pinolata, prodotto marchio PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale), una torta di pasta frolla, croccante all’esterno e morbida all’interno, ricoperta di pinoli.

Cosa vedere in Val d’Aveto

Santo Stefano d’Aveto

Una delle località più famose della vallata è Santo Stefano d’Aveto, un borgo che ricorda i piccoli villaggi del Trentino. Sono stata rapita dalle sue abitazioni con i balconi in legno e i fiori variopinti e dalle botteghe di artigianato locale (si producono soprattutto ferramenta, come coltelli e asce). In inverno, il comune è frequentato per la vicinanza degli impianti sciistici del comprensorio del Monte Bue. Ma Santo Stefano d’Aveto vanta anche un passato glorioso, visto che è stato un importante punto di comunicazione tra la Liguria e la Pianura Padana; a testimonianza di tale caratteristica, c’è il Castello Malaspina Fieschi Doria, costruito per controllare le principali vie di comunicazione. La fortezza merita di essere visitata.

Volto Megalitico

Nel comune di Borzonasca, in provincia di Genova, si trova una scultura rupestre alta circa 7 metri e larga 4, trovata per caso negli anni Sessanta, durante i lavori per la costruzione di una strada carrozzabile. Risale al Paleolitico ed è una delle sculture rupestri più grandi d’Europa.

Lago delle Lame

 

Una delle località che mi ha maggiormente affascinato durante il mio giro in moto in Val d’Aveto è il Lago delle Lame. È un bacino di origine glaciale circondato da folti boschi, che spicca per le acque verdi e blu. Dista qualche minuto dal borgo di Rezzoaglio e lo consiglio per una passeggiata rilassante o una sosta rigenerativa. Se avete voglia di camminare, tramite un sentiero si arriva, in circa un’ora, alla cascata della Ravezza.

Escursioni in Val d’Aveto

 

La Val d’Aveto è un vero e proprio paradiso per gli amanti del trekking, che possono destreggiarsi tra le vette dell’Appennino ligure. Tra i percorsi che consiglio, ci sono quelli del Monte Penna (a 1.735 metri d’altitudine), del Monte Aiona e del Monte Bue (raggiungibile anche tramite la seggiovia). Un ulteriore sentiero che vale la pena di essere esplorato è la Via del Formaggio (anello Allegrezze-Gavadi), dedicato al formaggio di San Stè. Lungo il sentiero si possono visitare i produttori e le aziende, assistere alle fasi della lavorazione e acquistare vari alimenti.

Perché arrivare in moto in Val d’Aveto

La Val d’Aveto si presta a essere una straordinaria tappa di un mototour, perché è raggiungibile tramite autostrada (A1 da Milano o Bologna e A12/A15 da Genova) e la SP586 e, se si punta su uno dei borghi principali, come Santo Stefano d’Aveto, è possibile parcheggiare gratuitamente e proseguire a piedi tramite i sentieri naturalistici. In pochissimi chilometri, si attraversano tutte le principali attrazioni del Parco Regionale. Per le caratteristiche del percorso, si consigliano crossover di media cilindrata. Il viaggio in moto, infine, consente di assaporare appieno le curve panoramiche e le vette adrenaliniche, regalando ai bikers più coraggiosi un’esperienza indimenticabile.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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