
I cambiamenti climatici che stanno caratterizzando il 2026 incidono in maniera significativa anche sulla modalità dei viaggi in moto. Le estati diventeranno sempre più torride, con picchi superiori ai 40 gradi e, contemporaneamente, aumenteranno fenomeni piovosi di eccezionale intensità, come nubifragi e grandinate. Al momento della programmazione delle vacanze su due ruote, sempre più motociclisti stanno imparando ad adattarsi, variando le proprie abitudini e introducendo accortezze per prevenire e gestire gli effetti degli eventi metereologici estremi, che possono incidere sulla sicurezza dell’esperienza. Ma come resistere ai cambiamenti e alle anomalie continuando a viaggiare in moto senza pericoli?
Le temperature elevate possono avere effetti deleteri sui motociclisti, soprattutto se si devono affrontare lunghi viaggi. Per tale motivo, sarebbe opportuno prendere delle precauzioni. È fondamentale, innanzitutto, scegliere l’abbigliamento adeguato, che non ostacoli la ventilazione e che non favorisca la disidratazione e gli effetti tipici dei colpi di calore, come nausea, mal di testa, stato confusionale e debolezza. Questi sintomi, infatti, renderebbero impossibile la guida. Per fortuna, in commercio ci sono giacche traspiranti e leggere e accessori (ad esempio caschi integrali con prese d’aria) che assicurano protezione ma, allo stesso tempo, consentono di tenere a bada il calore.
Allo stesso tempo, bisognerebbe programmare delle soste e fermarsi in luoghi ombreggiati, per raffreddare testa, collo e avambracci con acqua fresca. Tra i pericoli maggiori legati al caldo, ci sono la disidratazione e la perdita graduale di energie. Molto spesso sono anticipati da stanchezza, mancanza di lucidità e irritabilità ma, mentre si guida, anche una piccola distrazione potrebbe essere fatale! Bisognerebbe bere con regolarità, anche se non si ha troppa sete e senza aspettare di avere la bocca secca. Per gli itinerari più lunghi, sono utili i sistemi di idratazione. Evitate alcolici e pasti abbondanti e, in caso di sudorazione eccessiva, prendete sali minerali. In ogni caso, se si avvertono con persistenza sintomi legati a un colpo di calore che non vanno via, c’è bisogno di assistenza sanitaria immediata.
In Italia, sono numerosi i motociclisti che organizzano viaggi su due ruote anche nei mesi invernali. Con i cambiamenti climatici e l’aumentare dei fenomeni burrascosi improvvisi, anche nel periodo più freddo dell’anno le abitudini dei bikers dovranno necessariamente cambiare.
Anche in questo caso, l’abbigliamento gioca un ruolo essenziale. I vecchi indumenti in pelle e lana sono, ormai, inidonei, perché sul mercato ci sono prodotti realizzati con materiali innovativi molto più performanti. In tal senso, la tecnologia ha fatto passi da gigante ed è possibile avere indumenti caldi e idrorepellenti per ogni esigenza. Fondamentali sono le tute dotate di uno strato termico che protegga dal freddo e dal vento, le calzature (devono riparare non solo i piedi ma anche caviglie e fianchi), i guanti e il casco.
Negli ultimi tempi, i motociclisti hanno dovuto imparare ad adattarsi. La parola d’ordine è “flessibilità”, che, però, non significa improvvisare durante i viaggi. Al contrario, indica la necessità di avere un piano da adeguare ai cambiamenti. Con le recenti condizioni climatiche, risulta essenziale non solo verificare il meteo prima di partire, ma anche sapere dove prenotare soste improvvise. Rispetto al passato, i bikers effettuano tappe più brevi, soprattutto se sono funzionali a evitare code e rallentamenti.
Se, inoltre, finora si viaggiava soprattutto nei mesi di agosto e dicembre, ora si prediligono le vacanze in moto in primavera o autunno, quando le temperature sono più miti e c’è meno affollamento. Avere sempre un “piano B” non incide sulla buona riuscita della vacanza ma, al contrario, la rende più sicura in caso di eventi atmosferici repentini e pericolosi. Programmare un percorso alternativo nel caso in cui una strada dovesse essere chiusa per mal tempo, ad esempio, permette di proseguire senza stress.
Oggi più che mai, infine, c’è maggiore consapevolezza sull’importanza della manutenzione del veicolo. Prima di partire, infatti, dovrebbero sempre esserci controlli allo stato di usura degli pneumatici, alle condizioni delle pastiglie dei freni, alla batteria e al sistema ABS.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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