Il borgo incastonato tra le Dolomiti Lucane: alla scoperta della magia di Castelmezzano

Tra misteri, palazzi secolari e opere d’arte, questo borgo lucano sorprende per la sua resilienza. Raggiungerlo in moto consente di ammirare la bellezza di uno dei paesaggi naturali più suggestivi della penisola.
Antonia Festa  | 29 Set 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

La Basilicata si presta particolarmente a mototour all’insegna non solo della natura e del relax ma anche della scoperta, della storia e della gastronomia. La zona delle Dolomiti Lucane, in particolare, è una delle aree più affascinanti della nostra penisola, che sorprende con i leggendari borghi in pietra dove il tempo sembra essersi fermato. In particolare, consiglio di visitare il piccolo comune di Castelmezzano, che mi ha colpita per la sua posizione arroccata nella conca granitica e il centro storico su cui aleggiando storie e leggende. Pronti a scoprire un piccolo tesoro?

Castelmezzano: il gioiello templare sospeso nella roccia

Castelmezzano, comune di poco meno di 700 abitanti in provincia di Potenza, è inserito tra i Borghi più Belli d’Italia e insignito della Bandiera Arancione del Touring Club. Circondato dalle maestose vette delle Dolomiti Lucane, ha origini antichissime. Le prime testimonianze di un rudimentale insediamento, infatti, risalgono al VI secolo a.C., con l’arrivo dei coloni Greci. Fu durante il dominio dei Normanni, tra l’XI e il XIII secolo, tuttavia, che furono costruiti i principali edifici, come il castello (da cui deriva la denominazione del borgo). Nel XIX secolo, invece, Castelmezzano divenne noto per il fenomeno del brigantaggio, per la sua posizione geografica strategica.

Oggi è possibile ammirare le testimonianze del passato glorioso e travagliato del borgo, circondato da un incredibile alito di mistero. Qui, ad esempio, è forte la presenza dei Templari, testimoniata non solo da una serie di simboli sparsi per le vie del paese, ma anche dallo stemma del comune, che rappresenta due cavalieri su un solo cavallo. Ma quali sono le attrazioni che consiglio assolutamente di ammirare?

Cosa vedere a Castelmezzano

 

Castello normanno-svevo

Una delle principali attrazioni di Castelmezzano sono i ruderi del castello normanno-svevo, situato in uno dei punti più panoramici del borgo, da dove si sorvegliava l’intera valle del Basento. Oggi dell’antica fortezza rimangono ii resti delle mura, la cisterna e gli antichi gradini scavati nella roccia.

Palazzi nobiliari

Tra le peculiarità di Castelmezzano, c’è la moltitudine di palazzi nobiliari disseminati tra le stradine del centro storico. Ecco quelli che consiglio di visitare:

  • Palazzo Ducale o De Lama. Costruito nel XVI secolo su ben tre livelli, ospitò i più influenti feudatari della zona;
  • Palazzo Coiro. Risalente al XVIII secolo, si caratterizza per l’elegante facciata con i balconi in ferro battuto. Qui Vincenza Volini Benvenuti ospitò il generale Borjes, fermando il saccheggio da parte dei briganti borbonici da lui guidati;
  • Palazzo Parrella e Paternò. Costruito tra il XVII e il XIX secolo, si contraddistingue per l’immenso portale ad arco. Qui visse il podestà Paternò fino al 1940, ricordato dalla popolazione per aver promosso la costruzione dell’acquedotto;
  • Palazzo Campagna. Fu edificato nel 1925 dal conte Antonio Campagna, uno dei più noti costruttori di grattacieli di New York, originario proprio di Castelmezzano.

Chiesa Madre di Santa Maria dell’Olmo

[foto @Massimo Todaro / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

La Chiesa Madre di Santa Maria dell’Olmo è stata costruita, probabilmente, nel XIII secolo, ma negli anni è stata oggetto di diverse ristrutturazioni. Custodisce una serie di opere di notevole valore, come la pala di legno della Madonna della Stella, la statua di Santa Maria dell’Olmo e l’altare di San Rocco. Al centro dell’edificio è possibile ammirare la nicchia con l’affresco di San Rocco, protettore del borgo, che impedì l’invasione da parte dei Francesi. In suo onore, ogni anno, la notte che precede il 19 agosto, viene organizzata la “processione di Sant’Rucchicchio”, durante la quale una statua in miniatura del Santo sfila tra le strade del borgo. Il 19 agosto, invece, si tiene la processione vera e propria.

Sull’architrave della Chiesa Madre si trova la Croce Patente dei Templari a otto punte. Notata durante i lavori di restauro, sarebbe una testimonianza del legame di Castelmezzano con i Cavalieri Templari durante le Crociate.

Cappella del Santo Sepolcro

Uno degli edifici religiosi più antichi del borgo è la Cappella del Santo Sepolcro, risalente all’XI secolo, ma restaurata nel Cinquecento. Originariamente l’edificio veniva utilizzato per seppellire i defunti (da qui il nome). All’interno ospita la statua di legno della Madonna dell’Ascensione che, secondo la leggenda, fu trovata da due pescatori e in onore della quale, la domenica dell’Ascensione di Nostro Signore, viene celebrata una suggestiva festa.

Perché arrivare in moto a Castelmezzano

Il modo migliore per arrivare a Castelmezzano, a mio avviso, è in moto, percorrendo la SS407 Basentana. Lungo il percorso e i tornanti, sono numerosi gli scorci panoramici sulle Dolomiti Lucane e i punti di ristoro da cui scattare meravigliose foto ricordo. Considerata la posizione a circa 700 metri s.l.m., suggerisco di indossare abbigliamento tecnico che protegga da vento e umidità, come un k-way. Per questa tipologia di viaggio, è preferibile optare per una moto turistica o una adventure di media cilindrata.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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