Ci abitano meno di 20 persone: il borgo dell’Abruzzo arrampicato sulla roccia dove il panorama sembra un dipinto

Fabio Belmonte  | 05 Ott 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Arrivare a Castrovalva in moto o in auto è una di quelle esperienze che restano impresse non tanto per la distanza, quanto per la verticalità del paesaggio. La strada sale con tornanti stretti, scava la montagna curva dopo curva e all’improvviso svela un piccolo grappolo di case, appoggiato su uno sperone roccioso che domina le Gole del Sagittario. C. Escher.

Qui il territorio detta le regole: la montagna decide dove passano le strade, come si allineano le abitazioni, dove il viaggiatore può fermarsi ad ammirare il panorama. Castrovalva è una tappa perfetta per chi ama i percorsi lenti, le strade di montagna e i paesaggi che cambiano a ogni tornante.

Castrovalva, un balcone roccioso sull’Abruzzo interno

 

Castrovalva è uno di quei paesi che capisci davvero solo guardandoli da lontano. Le case sembrano un’estensione naturale della roccia, raccolte su uno sperone a circa 800 metri di quota sopra la valle del Sagittario, nel cuore dell’Appennino abruzzese. Amministrativamente appartiene ad Anversa degli Abruzzi, ma per chi viaggia si presenta come un piccolo mondo a sé, sospeso tra pareti calcaree, boschi e vuoti vertiginosi.

Il borgo conta pochissimi residenti stabili, un ordine di grandezza che resta sotto le poche decine di abitanti. Non aspettarti quindi una località turistica strutturata, ma un insediamento montano autentico, dove strade strette, gradini e passaggi collegano livelli diversi e aprono scorci improvvisi sul paesaggio. La sensazione, arrivando dalla valle, è che qui sia stata la geografia – più che l’uomo – a decidere ogni cosa: dall’impianto urbano alle vie di accesso.

Curve, panorami e sentieri tra Castrovalva e le Gole del Sagittario

 

Per chi ama guidare, l’avvicinamento a Castrovalva è già una meta. Dal fondovalle la strada inizia a salire con curve marcate e carreggiate contenute, richiedendo attenzione ma regalando prospettive sempre più ampie sulle Gole del Sagittario. Ogni tornante è un cambio di inquadratura: si passa dalle pareti rocciose ravvicinate alla vista sulla valle incisa dal fiume, fino al momento in cui il borgo appare compatto in alto, quasi sospeso sul vuoto.

Sotto il paese si estende la Riserva naturale regionale Gole del Sagittario, un corridoio di roccia calcarea, boschi e acqua che rappresenta uno dei paesaggi più riconoscibili dell’Abruzzo interno. Sentieri e percorsi escursionistici permettono di abbinare la visita al borgo a una camminata nella natura, ma è fondamentale informarsi su distanza, difficoltà e condizioni dei tracciati, specialmente dopo piogge intense. In autunno i boschi colorano le pareti grigie, mentre fondo umido, foglie e passaggi ombreggiati impongono passo sicuro e prudenza sia a piedi sia in moto.

Il borgo di Escher: arte, prospettive e paesaggio

 

Castrovalva è entrata nella geografia emotiva dei viaggiatori anche grazie a M.C. Escher. L’artista olandese, prima di dedicarsi alle sue celebri architetture impossibili, trascorse anni a esplorare l’Italia più nascosta. Nel 1929 raggiunse l’Abruzzo e rimase colpito dal profilo del paese arrampicato sulla montagna, tanto da dedicargli una litografia, datata 1930, destinata a diventare una delle sue opere italiane più note.

Nella litografia “Castrovalva” la strada, le rocce e le case raccolte in quota costruiscono un’unica traiettoria visiva che accompagna l’occhio verso il borgo, proprio come accade a chi oggi risale il versante in moto o in auto. Il punto di osservazione scelto da Escher è ricordato sul territorio e permette un confronto diretto tra immagine e realtà: le infrastrutture sono cambiate, la vegetazione è cresciuta, ma la struttura essenziale è rimasta la stessa. È affascinante pensare che un paese minuscolo, abitato da pochissime persone, sia entrato nella storia dell’arte internazionale senza bisogno di artifici, solo grazie alla sua posizione spettacolare.

Consigli pratici per motociclisti ed escursionisti a Castrovalva

 

Visitare Castrovalva significa fare i conti con salite, gradini e vicoli: le distanze sono brevi, ma il dislivello si sente. Per chi arriva in moto o in auto la strada di accesso è una tipica montana appenninica, con tornanti stretti e carreggiate che non perdonano distrazioni. In autunno pioggia e foglie riducono l’aderenza, mentre in inverno neve e ghiaccio possono rendere il fondo insidioso. Prima di partire conviene sempre verificare le condizioni della viabilità locale e l’eventuale presenza di cantieri o piccoli smottamenti.

Il paese offre spazi limitati per la sosta: parcheggiare con criterio è un atto di rispetto verso una comunità minuscola, che vive ogni giorno tra questi vicoli. Castrovalva può rientrare in un itinerario più ampio lungo la valle del Sagittario, toccando Anversa degli Abruzzi, la riserva naturale e spingendosi fino a Scanno. In cammino o in sella, il consiglio è lo stesso: prendersi tempo non solo per attraversare il borgo, ma per osservarlo dalla distanza, là dove le case diventano una piccola macchia chiara e l’Appennino riprende il sopravvento.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.

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