
Oggi andiamo alla scoperta di una strada che sembra fatta apposta per mettere alla prova chi decide di percorrerla. Ci troviamo in Alta Valle di Susa, sulle montagne del Piemonte, lungo l’antica strada militare Fenil-Pramand-Föens-Jafferau. Qui, a più di 2100 metri d’altitudine ed alle pendici del Monte Seguret, la strada entra letteralmente nella montagna. Per quasi 900 metri non ci sono panorami, tornanti o cielo sopra la testa. Abbiamo soltanto roccia, acqua, buio ed il rombo del nostro motore.
Siamo alla Galleria dei Saraceni, conosciuta anche come Galleria Seguret. Questa è lunga 876 metri ed ha un particolare andamento ad “U”, scavato direttamente nella montagna. La sua realizzazione terminò nel 1929, dopo un lavoro di quattro anni, e nacque per un motivo tutt’altro che turistico. Ossia rendere più sicuro il collegamento militare tra le fortificazioni dell’Alta Valla di Susa, evitando il tratto più esposto alla caduta di massi sulle pendici del Monte Seguret.
Il risultato, dopo quasi un secolo, è uno dei passaggi più particolari che si possano affrontare su una strada militare alpina.
Per comprendere a pieno la Galleria dei Saraceni bisogna guardare oltre il tunnel. Il suo nome è legato alle Grotte dei Saraceni, enormi cavità naturali che si aprono sulle pendici del Monte Seguret, una montagna alta 2926 metri che domina tutta la zona di Oulx.
Secondo la tradizione locale, queste grotte sarebbero state utilizzate come rifugio delle bande di predoni saraceni che, tra il IX e X secolo, si sarebbero spinte fino alla Valle di Susa. La storia sembra affascinante, ma va presa per ciò che è: una tradizione ed una leggenda locale. Mentre la reale presenza dei Saraceni proprio in queste zone non è documentata in modo univoco dagli studiosi.
Quel che è certo è la storia militare. La strada sulla quale si trova la galleria venne sviluppata a partire dalla fine dell’Ottocento per collegare le fortificazioni costruite a difesa della conca di Bardonecchia e dell’Alta Valle di Susa. Il sistema comprendeva, tra gli altri, i forti Fenil, Pramand, Föens e Jafferau.
La galleria nacque qualche decennio dopo. Nel 1925 si diede il via ai lavori per la realizzazione del passaggio protetto sotto il Monte Seguret, proprio perché il vecchio tracciato esterno era troppo esposto alla caduta di pietre e detriti. L’opera venne conclusa nel 1929.
Ultima particolarità di questo luogo è il fatto che non sia perfettamente rettilineo. Il suo andamento ad “U” fa sì che, una volta dentro, l’uscita non sia immediatamente visibile. La sensazione è quella di essere completamente immersi nella montagna.
La galleria è naturalmente il punto centrale dell’itinerario, ma sarebbe un errore arrivare fin qui e considerarla una destinazione isolata. La vera attrazione è l’intero sistema di strade militari, fortificazioni, grotte e panorami che circonda il tunnel.
Il primo tra i punti di interesse è il Monte Seguret, riconoscibile per la sua particolare conformazione rocciosa. Le sue pareti presentano cavità, torrioni e formazioni che contribuiscono a creare un paesaggio quasi dolomitico. Il monte arriva fino ai 2926 metri e rappresenta uno tra gli elementi più caratteristici dell’area.
Poi abbiamo le Grotte dei Saraceni, dalle quali deriva il nome della galleria. Sono cavità naturali imponenti che, come abbiamo visto, si aprono direttamente ai piedi del Seguret e che contribuiscono a rendere il paesaggio particolarmente suggestivo.
Poi abbiamo il Forte Jafferau che rappresenta uno degli altri grandi motivi per affrontare questo itinerario. Situato in una posizione dominante sulla valle, permette di trasformare l’escursione alla Galleria dei Saraceni in un vero e proprio viaggio attraverso la storia militare alpina.
Arrivare qui in moto significa soprattutto scegliere il modo più coinvolgente per vivere questo tratto. Non è un classico itinerario alpino da affrontare cercando semplicemente la curva più bella o il passo più alto. Qui il viaggio inizia già da diversi chilometri prima della galleria, quando l’asfalto lascia progressivamente spazio allo sterrato e la strada militare inizia a salire verso le fortificazioni.
La destinazione si raggiunge lungo la strada miliatare 79, la Fenil-Pramand-Föens-Jafferau, partendo dallazona di Bardonecchia e seguendo il tracciato che collega le diverse opere fortificate. Per chi arriva in moto è fondamentale non sottovalutare il fondo. Non siamo di fronte ad una normale strada di montagna. Si tratta di un percorso sterrato d’alta quota, con pietre, avvallamenti, tratti sconnessi e possibili zone bagnate. Un ambiente adatto ad un enduro o una maxi-enduro con pneumatici adeguati.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
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