
Ormai abbiamo imparato che esistono borghi che colpiscono per un catello, altri per una piazza, altri ancora per una chiesa. E poi ci sono quelli capaci di stupire già guardandoli da lontano. Ed è proprio il caso di quello che andremo a scoprire oggi. Un piccolo borgo, in provincia di Matera arroccato su di un colle a 576 metri d’altitudine. Sembra avvolgersi su sé stesso seguendo una curiosa struttura a spirale, mentre davanti agli occhi si apre uno dei panorami della Basilicata ionica.
Siamo a Rotondella, conosciuta anche come il “Balcone dello Jonio”. Dalla parte più alta dell’abitato lo sguardo attraversa la valle del Sinni, la piana del Metapontino ed arriva fino al Golfo di Taranto. Alle spalle, invece, il paesaggio risale verso le montagne lucane e le vette del Pollino.
Grazie a questa posizione, insieme alla particolare conformazione urbana Rotondella è una destinazione perfetta per gli amanti di quei luoghi in cui la strada diventa un tutt’uno con il viaggio. Qui non si arriva in un semplice borgo, si sale lentamente verso un centro storico che sembra fatto apposta per seguire il profilo della collina.
Per capire a pieno questo borgo dobbiamo partire dalla sua forma. Il centro storico non segue una classica disposizione fatta di strade dritte e piazze regolari, ma si sviluppa a spirale dalla base verso la cima del colle. Con vicoli, gradinate e passaggi che accompagnano progressivamente verso i punti più panoramici e più alti.
L’antico nome di questo borgo, Rotunda Maris, deriva proprio da questa sua particolare conformazione ed è documentato almeno dal Medioevo. Il toponimo Rotundella invece compare nei documenti a partire dal XIII secolo.
Se guardiamo alla storia del territorio è decisamente più autentica. Le testimonianze archeologiche indicano una presenza umana già dai tempi del Neolitico e poi in rapporto con la Magna Grecia. In particolare con le città di Siris e Heraclea, che hanno lasciato un’impronta nella storia della Siritide.
Ma Rotondella non è soltanto storia. È anche un piccolo concentrato di dettagli architettonici. Portali in pietra, mascheroni, balconi settecenteschi in ferro battuto ed antichi palazzi nobiliari accompagnano la salita attraverso il centro storico.
Tra le curiosità più intriganti abbiamo le Lamie di Bitonte. Sono degli archi a volta realizzati in pietra nel Seicento e posti al di sotto del piano di calpestio dell’antico palazzo della famiglia Bitonte. Sono tra gli elementi più caratteristici dell’architettura rotondellese.
Quello che ci sentiamo di consigliare è sempre il solito. Lasciare la moto e perdersi a piedi lungo le vie del centro. Questo è sicuramente il modo migliore per capire a pieno la particolare struttura a spirale del paese e scoprire, curva dopo curva, scorci che si aprono da un momento all’altro sul paesaggio.
Tra le prime tappe consigliamo la Torre del Carcere. È quanto resta dell’antica torre d’avvistamento realizzata nel 1518 per volere di Ferrante Sanseverino e rappresenta una delle testimonianze più importanti della storia cinquecentesca di Rotondella. Oggi questa torre è legata agli spazi dell’archivio storico e della biblioteca comunale.
Da qui possiamo proseguire verso i palazzi nobiliari che caratterizzano il centro. Tra questi abbiamo Palazzo Rondinelli, del XVI secolo, e Palazzo Albissini, del settecento in stile barocco. Aggiungiamo anche Palazzo Ielpo e Palazzo Tucci-Cospito, accomunati dalla presenza di portali e decorazioni in pietra.
Come già anticipato sopra bisogna necessariamente fare un salto alle Lamie di Bitonte. Archi settecenteschi in pietra che si trovano sotto il palazzo di appartenenza della famiglia Bitonte e sono uno degli esempi più curiosi dell’architettura locale.
Rotondella è una destinazione che sembra quasi fatta per essere raggiunta in moto. Il motivo non è solo legato al borgo in sé, ma soprattutto il viaggio che ci porta lì.
Per chi proviene dalla costa ionica, uno dei principali riferimenti è la SS106 Jonica, dalla quale si può imboccare la viabilità verso Rotondella e risalire poi dalla pianura verso il paese. Per chi invece proviene dal versante tirrenico, un itinerario particolarmente naturale è quello che raggiunge la costa grazie la SS653 della Valle del Sinni, collegamento tra l’area dell’A2 e la SS106, per poi continuare verso Rotondella.
Il bello per noi amanti della moto è proprio il progressivo cambio di paesaggio. In pochissimi chilometri si passa dal mondo marino della costa ionica a quello più collinare dell’entroterra. La salita finale verso il paese offre quella sensazione tipica delle destinazioni motociclistiche in cui la strada non è solo un collegamento, ma una parte dell’esperienza.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
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