
Sulle colline sopra Sanremo sorge Bussana Vecchia, un borgo medievale che si trova a circa otto chilometri dal mare. Questo luogo racconta una storia di rinascita unica: oltre 130 anni fa, un terremoto distrusse l’antico centro e per decenni il paese rimase vuoto. A partire dagli anni ʼ60, artisti da tutta Europa hanno ridato vita alle sue pietre e oggi il borgo accoglie viaggiatori da tutto il mondo. A Bussana Vecchia il passato convive con il presente tra vicoli fioriti e botteghe d’arte.
Il viaggio su due ruote vero e proprio comincia a Bussana, provincia di Imperia. Chi arriva dal capoluogo guida lungo la via Aurelia verso ponente, con la strada costiera che regala scorci limpidi sul mare ligure e toccando i centri marinari di Santo Stefano al Mare e Arma di Taggia. Superata la foce del torrente Armea, si lascia la costa. Si seguono quindi i cartelli per Bussana e Bussana Vecchia. La strada sale subito verso le colline e la carreggiata si fa stretta, ma tra uliveti e fitta vegetazione si affrontano curve piacevoli. In pochi minuti si raggiungono le porte del borgo, la moto va lasciata nelle aree di sosta all’ingresso perché il paese è un’isola pedonale da esplorare muovendosi tra i suoi viottoli in acciottolato e gradini di pietra.
La chiesa di Sant’Egidio è il simbolo di Bussana Vecchia. L’imponente navata risalente al XV secolo è a cielo aperto dopo che il terremoto del 1887 ha fatto crollare il tetto dell’edificio.
Il destino del paese cambiò il 23 febbraio 1887. Erano le ore 6:21 del mercoledì delle Ceneri. La terra tremò per venti secondi. La scossa violenta sconvolse l’intera Liguria occidentale. La volta della chiesa di Sant’Egidio crollò sopra i fedeli. L’edificio risaliva al 1404 e in epoca barocca la chiesa contava sei cappelle; anche le case della parte alta del borgo subirono danni enormi. Le autorità ordinarono l’evacuazione immediata e tra il 1889 e il 1894 gli abitanti si spostarono sulla costa. Lì fondarono il nuovo centro di Bussana Nuova, mentre l’antico borgo rimase disabitato per oltre sessant’anni, diventando una vera e propria città fantasma. Oggi la chiesa di Sant’Egidio è tornata ad essere il simbolo del paese. L’edificio si può ammirare solo dall’esterno per ragioni di sicurezza, ma oltre i cancelli si può scorgere la navata senza tetto che si apre verso il cielo. Sulle pareti restano visibili gli stucchi di Gerolamo Comanedi. Accanto alla facciata svetta il campanile in pietra, sopravvissuto al sisma. Nella zona est sorge l’Oratorio di San Giovanni Battista, anch’esso con il tetto crollato.
Gli artisti che risiedono a Bussana Vecchia utilizzano i ruderi degli edifici come tele per le loro opere.
La rinascita iniziò alla fine degli anni Cinquanta quando il ceramista torinese Mario Giani, in arte Clizia, scoprì le rovine. L’artista sognò di fondare una comunità libera e nel 1961 nacque la Comunità Internazionale Artisti di Bussana Vecchia. Insieme a Clizia operarono il pittore siciliano Vanni Giuffrè e altri artisti. Il gruppo depositò uno statuto ufficiale presso un notaio di Sanremo. Le regole della comunità erano semplici e chiare: i ruderi non appartenevano a nessuno; chi voleva stabilirsi nel borgo poteva scegliere un edificio crollato, a patto di restaurarlo a mano con le pietre del posto. Le case inoltre sarebbero servite solo alla ricerca artistica. Erano vietati gli scopi di lucro e le vendite commerciali. Col tempo arrivarono scultori, pittori, orafi ed ebanisti. Per esempio, nel 1968 Wolfgang e Jan aprirono la prima bottega del paese, lo studio W+J. Nacquero presto anche laboratori di ceramica, grafica e candele artistiche.
Tra le mete più amate c’è il Giardino tra i Ruderi. Si tratta di un orto botanico creato da Luisa Bistolfi ed Enrico Buson; il verde cresce tra i resti delle vecchie mura e Piante grasse e fiori circondano terrazze panoramiche con vista sul mare. Un’altra attrazione curiosa è il plastico ferroviario di Bussana Vecchia: l’opera occupa tre stanze e la rete ferroviaria in miniatura conta oltre 350 metri lineari di binari, riproducendo le stazioni e i borghi del ponente ligure. Si possono ammirare piccoli treni viaggiare su ponti e sopraelevate con suoni realistici. Senza dubbio l’attrazione principale restano le vie del borgo stesso. Camminando tra le sue pietre si scoprono nuove opere d’arte ad ogni angolo, realizzate da chi, in questi ultimi 65 anni, ha contribuito a donare nuova vita a questo angolo di mondo.
Bussana Vecchia regala un’emozione viva a chi viaggia in moto: qui l’arte e la tenacia umana hanno sconfitto l’abbandono e l’oblio. Dopo le curve panoramiche della costa e il silenzio del borgo con i suoi scorci artistici e le terrazze che dominano l’orizzonte fino al mare, potete proseguire il viaggio sulla tortuosa SP55 fino a Passo Ghimbegna, per gustarvi altre viste (e altre curve) mozzafiato; e infine tuffarvi nuovamente verso il la riviera Ligure seguendo le strade tra le colline fino alla SP64.

Le mie dita passano la settimana sulla tastiera e i weekend su freno e frizione. Per vivere limo frasi e testi, per divertirmi limo pedane sull'asfalto. Cerco la traiettoria perfetta sia sulla pagina bianca che nei tornanti. Copywriter di mestiere, divoro chilometri, manuali d'officina e passi alpini appena spengo il monitor.
Pianificare un tour in moto tra i mercatini di Natale 2026 significa unire strade ...
Quarantaquattro chilometri e mezzo possono sembrare pochi sulla carta, ma tra le ...
La Toscana rappresenta da sempre il punto di riferimento assoluto per chi ama ...
©
2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito
Fytur