Una parete di roccia, una foresta antichissima e il santuario che custodisce la storia di San Francesco

Fabio Belmonte  | 16 Ott 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Arrivare al Santuario della Verna dall’asfalto tortuoso del Casentino è come cambiare dimensione in pochi chilometri: la strada sale decisa tra curve strette, muretti a secco e scorci improvvisi sulle vallate, finché la parete calcarea del Monte Penna si alza davanti alla visiera. 100 metri di quota, la Toscana si fa silenzio, bosco ombroso e pietra consumata dai passi di pellegrini ed escursionisti.

È uno di quei luoghi che parlano sia a chi cerca spiritualità sia a chi vive il viaggio come esperienza lenta, fatta di soste e di sguardi.

Il Santuario della Verna, nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, custodisce la memoria delle stimmate di San Francesco, cappelle raccolte e corridoi sospesi sulla roccia, circondati da una foresta monumentale di faggi e abeti bianchi che invita a spegnere il motore e mettersi in cammino.

Nel cuore del Casentino: dove si trova il Santuario della Verna

 

Il Santuario della Verna si trova nel comune di Chiusi della Verna, in provincia di Arezzo, sul versante toscano dell’Appennino. Siamo nella parte meridionale del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, su un imponente sperone di roccia calcarea affacciato sulle vallate sottostanti.

Il complesso religioso sorge a oltre 1.100 metri di quota, sulle pendici del Monte Penna, in un contesto che alterna faggete ombrose, abetine e grandi affioramenti rocciosi. Per chi arriva in moto o in auto, l’ultimo tratto di salita regala una sequenza di curve che introduce gradualmente all’atmosfera raccolta del santuario, prima di lasciare il mezzo nei parcheggi e proseguire a piedi.

Fin dal Medioevo questo luogo è legato in modo profondo alla figura di San Francesco d’Assisi, che qui si ritirò più volte in preghiera fino all’episodio delle stimmate del 1224, rendendo la Verna uno dei principali santuari francescani d’Europa.

Tra basiliche, cappelle e roccia viva: cosa vedere alla Verna

 

Il cuore monumentale del Santuario della Verna si apre dal piazzale del Quadrante, balcone naturale da cui lo sguardo spazia sulla valle e sugli edifici addossati alla rupe calcarea. Da qui si entra nella Basilica di Santa Maria Assunta, o Basilica Maggiore, iniziata nel 1348 e arricchita nei secoli successivi.

All’interno colpiscono le celebri terrecotte invetriate dei Della Robbia, tra cui l’Annunciazione attribuita ad Andrea della Robbia, con figure luminose su fondali azzurri: un tassello importante dell’arte rinascimentale toscana in pieno Appennino. Poco distante si trova la piccola cappella di Santa Maria degli Angeli, la “Chiesina”, primo nucleo del santuario.

Da non perdere il corridoio delle Stimmate, che collega il convento alla cappella eretta nel luogo tradizionalmente legato all’evento del 1224, decorato da un ciclo di affreschi novecenteschi sulla vita del santo. Poco fuori, il suggestivo Sasso Spicco, grande frattura nella roccia, ricorda gli antichi luoghi di ritiro e meditazione di Francesco.

Boschi secolari e geologia del Monte Penna: la foresta monumentale

 

Attorno al santuario si estende la Foresta monumentale della Verna, uno dei polmoni verdi più preziosi delle Foreste Casentinesi. Qui dominano faggi e abeti bianchi, affiancati da aceri, tigli, tassi e agrifogli che creano un sottobosco fitto, umido e ricco di muschi, ideale per chi ama camminare in silenzio sotto le chiome.

Per secoli i francescani hanno gestito questi boschi con attenzione, favorendo un mosaico di alberi di età diverse, legno morto e radure che ospitano una grande biodiversità. Non mancano esemplari monumentali, come un abete bianco alto oltre 50 metri, segnalato dal Parco come uno dei più imponenti autoctoni italiani.

Il Monte Penna, che supera i 1.280 metri, è formato da rocce calcaree sovrapposte a strati argillosi più teneri. Questo contrasto ha creato pareti verticali, spaccature e cavità dove gli alberi aggrappano le radici alla pietra, regalando scorci spettacolari lungo i sentieri in ogni stagione, dalla neve invernale ai colori ramati dell’autunno.

Come arrivare alla Verna, tra curve in moto e sentieri a piedi

Per visitare il Santuario della Verna si raggiunge Chiusi della Verna seguendo la viabilità provinciale del Casentino; l’ultimo tratto sale nel bosco con tornanti stretti e panoramici, molto apprezzati dai motociclisti. In cima si trovano i parcheggi, da cui si prosegue a piedi verso il piazzale del Quadrante e gli edifici religiosi.

Gli orari di accesso ad alcuni spazi interni possono variare in base alle celebrazioni e alla vita della comunità francescana: è prudente verificare le informazioni aggiornate sul sito del santuario prima di mettersi in viaggio. Chi desidera esplorare la foresta può imboccare i sentieri segnalati dal Parco Nazionale, tra cui l’itinerario verso la sommità del Monte Penna, che attraversa faggete, affioramenti rocciosi e punti panoramici.

Il percorso è di tipo montano, con tratti in salita e fondo che può diventare scivoloso con pioggia, foglie o neve: servono scarponcini, abbigliamento adatto e attenzione ai cambi meteo. La Verna è anche tappa dei cammini francescani che attraversano la Toscana, rendendola una meta ideale per combinare viaggio spirituale, trekking e touring in moto.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.

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