
Arrivare a Codiponte in Lunigiana vuol dire lasciare alle spalle il traffico della costa e infilarsi in un paesaggio di colline boscose, curve morbide e borghi che sembrano sospesi nel tempo. La strada che risale la valle del torrente Aulella, tra Appennino e Alpi Apuane, è perfetta per chi ama il turismo lento su due ruote, fatto di pieghe panoramiche e soste davanti a pievi millenarie.
Qui il borgo medievale è nato attorno a un ponte strategico, con le case in pietra arrampicate sul colle e, sull’altra sponda, una pieve romanica che racconta secoli di pellegrinaggi. A dominare tutto, i ruderi di un castello che controllava il passaggio verso la Garfagnana e la costa. Un microcosmo compatto, ideale da esplorare a piedi dopo aver parcheggiato la moto, lasciandosi guidare dal suono dell’acqua e dallo sguardo sempre rivolto alle montagne.
Codiponte è una piccola frazione di Casola in Lunigiana, in provincia di Massa-Carrara, adagiata a circa 255 metri di quota lungo la valle del torrente Aulella. Qui il paesaggio cambia ritmo: le colline si fanno più ripide, i boschi di castagni e querce chiudono l’orizzonte e, in lontananza, compaiono i profili chiari delle Alpi Apuane.
L’abitato si arrampica sul versante, in posizione dominante rispetto al torrente, e mantiene un impianto tipicamente medievale: case in pietra addossate, vicoli stretti, passaggi coperti e piccoli slarghi che si aprono all’improvviso. Di fronte, sull’altra riva, la grande protagonista del paesaggio è la Pieve dei Santi Cornelio e Cipriano, una delle chiese romaniche più importanti della Lunigiana.
Il nome stesso di Codiponte, legato all’espressione latina Caput Pontis, racconta la sua vocazione storica di luogo di passaggio. Per secoli mercanti, pellegrini e viandanti hanno attraversato qui l’Aulella, lungo le direttrici che mettevano in comunicazione la costa tirrenica, i mercati di Fivizzano e le vallate della Garfagnana.
Oggi il cuore della visita a Codiponte è un triangolo perfetto: pieve, ponte e borgo con il castello in alto. La Pieve dei Santi Cornelio e Cipriano, sulla sponda destra dell’Aulella, colpisce subito per le sue proporzioni romaniche e per l’uso della pietra locale. All’interno, tre navate scandite da colonne e archi a tutto sesto custodiscono capitelli scolpiti con alberi della vita, fiori a sei petali, serpenti dalle zampe quasi mostruose e una suggestiva sirena bicaudata, testimonianza di un ricco immaginario medievale.
La pieve conserva anche un’antica base ottagonale di fonte battesimale dell’VIII secolo e un trittico tardomedievale con la Vergine in trono tra i santi Cornelio e Cipriano, dove compare il riferimento al Volto Santo di Lucca. È il segno del legame con la Via del Volto Santo, itinerario di pellegrinaggio che attraversava la Lunigiana collegando l’entroterra ai percorsi verso Lucca.
Poco più a monte, il ponte storico a tre arcate del 1703, restaurato nel 1936, continua a raccontare la sua importanza secolare come attraversamento dell’Aulella. Superato il torrente, si entra nel nucleo medievale e, salendo tra i caruggi in pietra, si raggiungono i ruderi del castello, con resti di palazzo signorile, loggiato e una piccola abside di cappella che dominano l’intera valle.
Ben prima del borgo medievale, la zona di Codiponte era già frequentata: gli scavi nell’area della pieve hanno restituito tracce di insediamenti liguri dell’età del Ferro e di una presenza romana attiva tra I e IV secolo d.C. La posizione lungo le vie di collegamento verso la colonia di Luni rese questo punto strategico per controllare il passaggio lungo la valle.
Nel Medioevo il ponte divenne fondamentale per raggiungere Fivizzano, la Garfagnana e la costa verso Carrara. Il paese crebbe sulla sponda opposta rispetto alla pieve, protetto dalle strutture fortificate in altura. Sopra il borgo si sviluppò il castello, inserito in una rete capillare di rocche lungo i valichi della Lunigiana.
In epoca medievale il controllo passò prima ai Bianchi d’Erberia, poi ai Malaspina, protagonisti di una fitta trama di alleanze e conflitti. Il castello rientrò nei domini del marchesato di Verrucola e poi, nel 1393, in quelli di Castel dell’Aquila. Le lotte interne alla famiglia esplosero nella celebre strage di Verrucola del 1418, che ridisegnò gli equilibri locali e aprì la strada all’influenza fiorentina.
Con il progressivo declino della funzione militare, il castello perse importanza, ma il borgo conservò il suo ruolo di comunità rurale legata ai collegamenti montani, al commercio di piccola scala e, in età moderna, ai primi flussi turistici interessati alle pievi e ai borghi della Lunigiana storica.
Per chi viaggia in moto, Codiponte è una deviazione ideale all’interno di un tour tra Lunigiana, Garfagnana e Alpi Apuane. Il borgo si raggiunge dalla statale che collega Aulla a Fivizzano e prosegue poi verso Casola in Lunigiana, con una strada scorrevole, curve ampie e bei punti panoramici sulla valle dell’Aulella. Un ponte moderno, costruito nel 1970 più a valle, gestisce oggi il traffico, mentre quello storico è percorribile a piedi.
Il periodo migliore per visitare Codiponte su due ruote va dalla primavera all’autunno, evitando le giornate più calde di agosto e le piogge intense che possono rendere scivolosi i tratti in ombra. L’ideale è arrivare al mattino, parcheggiare vicino alla pieve o all’ingresso del borgo e proseguire a piedi tra vicoli e scalinate.

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.
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