Il suo nome è sinonimo di inverno: il valico del Friuli Venezia Giulia che «profuma» di neve e rinasce in inverno

Alex Zanutto  | 05 Nov 2026  | Tempo di lettura: 5 minuti
Foto dei monti che circondano Sella Nevea, visti dalla conca.

Incastonata tra le Alpi Giulie, la conca di Sella Nevea è una meta amata dai motociclisti, grazie a strade tortuose e scenari grandiosi. Il valico tocca quota 1.190 metri s.l.m., unendo la Val Raccolana con la Valle Rio del Lago verso Tarvisio; la sella segna un confine tra le vette maestose delle Alpi Giulie Orientali. L’itinerario totale misura 212 chilometri partendo dal Cadore; il tracciato raggiunge una quota massima di 2.026 metri s.l.m., toccando la Panoramica delle Vette. L’ascesa accumula oltre 7.920 metri di dislivello positivo: si superano passi ripidi e discese ripide, che mettono alla prova telaio e freni. Il ritmo di marcia esige una guida attenta e fluida, ma che ricompensa di ogni sforzo.

Sella Nevea in moto. L’itinerario

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Percorso

Il viaggio in sella parte da Cima Gogna, frazione di Auronzo di Cadore sul bivio tra Ansiei e Piave: l’asfalto sale veloce verso i monti. Imbocchiamo la SS52 Carnica verso Vigo di Cadore, deviando poi lungo la SP619; la via sale con forza verso i pascoli di Casera Razzo. La strada si stringe tra fitti boschi di abeti; conviene dosare con cura il gas, evitando scatti bruschi per non perdere aderenza sui tratti umidi. Nelle curve strette serve usare con garbo il freno posteriore.

Superate le malghe di Sauris, l’asfalto scende verso la valle carnica, toccando con grazia i borghi montani di Ovaro e di Comeglians. Lungo la SR465 raggiungiamo la Panoramica delle Vette, tracciato d’alta quota che sale sul Monte Crostis; la vista sulle cime toglie il fiato. La salita guadagna quota in fretta fino a duemila metri; il colpo d’occhio abbraccia le valli friulane, offrendo orizzonti ampi a perdita d’occhio. La guida in quota esige attenzione al fondo stradale: è bene tenere marce basse per avere spinta pronta, affrontando con calma ogni cambio di pendenza.

Dalla cima del Crostis la rotta tocca Paularo, scendendo verso Pontebba lungo un nastro d’asfalto bello, ricco di curve e di aria fresca. Seguiamo la carreggiata della SS13 Pontebbana nel Canal del Ferro fino al paese di Chiusaforte; la valle si apre tra pareti di pietra. Nel borgo imbocchiamo la SP76 della Val Raccolana: la strada risale gole strette con curve vive, ponti d’epoca e gallerie scavate nella roccia. L’ascesa finale porta dritti al pianoro di Sella Nevea, dove il giro si chiude tra le alte pareti di roccia che circondano la conca verde.

Tra tornanti e pareti carsiche: la scalata tecnica verso il valico

Scorcio del valico di Sella Nevea e di uno dei suoi bacini.Fare tappa presso il valico di Sella Nevea offre l’opportunità per camminate immerse nel verde con scorci mozzafiato che solo le Alpi Giulie sanno regalare.

La salita della Val Raccolana è uno dei tratti più noti del Friuli-Venezia Giulia, grazie a scorci che riempiono gli occhi del viaggiatore. La provinciale sale con piglio deciso lungo gole scoscese, affrontando rampe con pendenze marcate; la roccia viva fa da spalla alla carreggiata. Le curve scorrono tra gallerie e ponti di sasso; qui assecondare le pieghe senza forzare il manubrio è fondamentale per non stancarsi alla guida. All’ombra il suolo è spesso umido o presenta ghiaia fine: conviene evitare frenate secche a centro curva, tenendo la traiettoria rotonda.

Ai 1.190 metri del passo, la conca regala una vista pura su cime aspre e severe; il silenzio alpino avvolge subito la sosta. A nord si alzano le pareti dello Jôf di Montasio, mentre a sud si impone la mole del Monte Canin, con rocce calcaree candide. Il valico fa da spartiacque: a ovest le acque scendono verso il Fella; a est scorrono rapide verso la Valle Rio del Lago. La sosta al valico permette di riposare al fresco dei pini: il piazzale offre spazio comodo per fermare la moto e godersi la vista. Da qui potete scegliere di andare a visitare numerose meraviglie naturali come le cascate tipiche di queste zone.

Dalla ritirata di Caporetto al demanio transfrontaliero: storia e scenari d’alta quota

Il nome di Sella Nevea descrive accuratamente il luogo: la conca gode di neve abbondante grazie alla sua conformazione in combinazione con le vette che le stanno intorno. I venti umidi da sud sbattono sulle Giulie, creando nevicate dense che rendono l’inverno lungo. Durante la Grande Guerra queste vette videro duri scontri; i soldati italiani difesero i punti di Sella Buia e Sella Prevala durante la ritirata da Caporetto. I vecchi ripari di pietra e le tracce delle trincee si notano ancora oggi lungo i sentieri d’alta quota che salgono dal colle.

Il polo turistico moderno prese vita negli anni Sessanta, quando l’architetto Giacomo Della Mea tracciò i piani di sviluppo del borgo. Nel dicembre del 1970 partirono la funivia del Canin, la sciovia Poviz e il primo hotel; la stazione accolse così i primi sciatori. Opere chiuse nel 2001 hanno messo al sicuro case e piste e dal 2009 un moderno impianto supera Sella Prevala, unendo le piste friulane con il polo sciistico sloveno di Plezzo.

A quota 1.850 metri s.l.m., sotto la parete del Bila Pec, sorge il noto Rifugio Celso Gilberti, caro a chi ama la roccia e la vita d’alpeggio. Dal rifugio parte la ferrata Julia verso la cima del Canin; il sentiero sale tra rocce bianche in un paesaggio carsico che pare lunare. Il massiccio cela abissi e cavità profonde, note in tutta Europa tra chi studia le grotte. Oltre il valico la via scende verso est, sfiorando le rive limpide del Lago del Predil prima di chiudere la corsa a Tarvisio.

Quando affrontare Sella Nevea in moto e consigli pratici di viaggio

Scegliere il mese giusto è decisivo per vivere al meglio questo viaggio sulle strade alte del Friuli-Venezia Giulia, tra boschi fitti e aria pura. In inverno la conca è il regno dello sci con 35 chilometri di piste; per le moto da strada il ghiaccio rende il passo poco sicuro. Il tempo ideale per partire va da fine maggio a inizio ottobre, quando il sole scalda l’asfalto e l’aria resta tersa e pulita. L’estate offre fresco e sollievo dalla calura; l’autunno tinge i boschi con toni d’oro e di rame lungo tutta la Val Raccolana.

Sul piano pratico serve curare ogni sosta di rifornimento: la strada tocca valli chiuse dove i distributori sono rari. È saggio fare il pieno nei centri di Auronzo, Pontebba o Chiusaforte, dando alla moto l’autonomia giusta per coprire i chilometri in salita. Nelle pause a tavola è buono gustare piatti tipici della Carnia, come polenta calda con funghi porcini trifolati ed erbe di prato.

Prima di mettervi in marcia controllate con cura i freni e la pressione degli pneumatici; una gomma sana assicura grip sui tornanti stretti. Vestitevi con capi tecnici a strati, portando sempre un inserto o una copertura antipioggia: sulle Alpi Giulie il cielo può cambiare volto in pochi minuti. Mettete nelle borse guanti caldi per le quote più alte; l’aria fresca può farsi sentire dopo lunghi tratti corsi all’ombra delle vette. Guidando con calma e rispetto della strada, questo valico vi regalerà curve felici e ricordi duraturi nel cuore più puro della montagna friulana.

Alex Zanutto
Alex Zanutto

Le mie dita passano la settimana sulla tastiera e i weekend su freno e frizione. Per vivere limo frasi e testi, per divertirmi limo pedane sull'asfalto. Cerco la traiettoria perfetta sia sulla pagina bianca che nei tornanti. Copywriter di mestiere, divoro chilometri, manuali d'officina e passi alpini appena spengo il monitor.

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