Emilia-Romagna, lo splendido passo a quota 1200 metri che tocca castelli, montagne e laghi… santi

Fabio Belmonte  | 23 Ott 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Tra Emilia-Romagna e Toscana, il Passo del Silara è uno di quei luoghi d’Appennino che non ti ritrovi mai per caso: va cercato sulla carta, seguito curva dopo curva e, soprattutto, vissuto con lentezza. 200 metri, lungo una strada provinciale che sale tra faggete, pascoli e crinali aperti, in un paesaggio che alterna silenzi profondi e scorci improvvisi sulle vallate del Parma e del Baganza. Qui l’Appennino parmense mostra il suo volto più autentico: poco traffico, piccoli nuclei in pietra, vecchie mulattiere che diventano sentieri escursionistici, tracce di antiche vie di collegamento.

In poche decine di chilometri, l’itinerario permette di collegare il territorio di Berceto con la Lunigiana toscana, i borghi medievali con i castelli del Parmense e, più a sud, i laghi glaciali del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, dal Lago Santo ai Laghi del Sillara.

Passo del Silara in moto. L’itinerario

Mappa

Percorso

Il Passo del Silara, o Passo del Sillara, si trova in Emilia-Romagna, nella provincia di Parma, lungo la strada provinciale 74 che collega il territorio di Berceto con le località montane della Val Baganza. Il valico si colloca attorno ai 1.199-1.200 metri, su una sella naturale tra crinali ricoperti da boschi e pascoli, in uno scenario tipico dell’Appennino settentrionale.

Dal punto di vista geografico il passo segna lo spartiacque tra il bacino del torrente Parma e quello del Baganza, due corsi d’acqua che hanno modellato le vallate circostanti. Mentre si sale, le case lasciano spazio alle faggete e alle radure, il traffico diminuisce e la strada diventa un nastro tortuoso, molto amato da motociclisti e ciclisti in cerca di curve e panorami.

Inserire il Passo del Silara in un viaggio tra Parmense e Lunigiana significa costruire un itinerario lento, che unisce valichi, borghi medievali e laghi montani del vicino crinale tosco-emiliano, lontano dalle rotte più affollate.

Paesaggi, escursioni e crinali tra Monte Polo e Groppi Rossi

 

Intorno al Passo del Silara si sviluppa una rete di sentieri che permette di conoscere l’Appennino parmense lontano dalle arterie principali. Le faggete dominano i versanti alle quote intermedie, mentre avvicinandosi ai crinali compaiono praterie d’altitudine, affioramenti rocciosi e punti panoramici affacciati sulle valli del Parma e del Baganza.

Tra le mete più interessanti per chi ama camminare spiccano il Monte Polo, il Monte Silara e i Groppi Rossi. Un anello escursionistico molto frequentato parte proprio dal valico e tocca Groppi Rossi, Monte Silara e Monte Polo, con circa 430 metri di dislivello e tempi di percorrenza attorno alle quattro ore. Il tratto più impegnativo è la cresta dei Groppi Rossi, dove il terreno diventa roccioso e alcuni passaggi sono adatti a escursionisti esperti.

In alternativa si può puntare verso il Monte Borgognone lungo la dorsale del Groppo Albero: un itinerario più breve, con circa 370 metri di dislivello e due ore di cammino, che alterna boschi, prati aperti e scorci sul crinale principale dell’Appennino tosco-emiliano.

Berceto, borghi in pietra e castelli: la memoria storica del valico

Il Passo del Silara si inserisce in un mosaico di antiche vie di comunicazione che per secoli hanno collegato la Pianura Padana alla Toscana. Prima delle strade moderne, erano sentieri e mulattiere a permettere il passaggio di mercanti, pastori e pellegrini, spesso diretti verso il vicino valico della Cisa e la Via Francigena.

Il principale riferimento storico della zona è Berceto, borgo medievale che sorge proprio lungo la Francigena. Nel suo centro storico spicca il Duomo di San Moderanno, con importanti elementi romanici che raccontano il ruolo del paese come luogo di sosta e accoglienza per i viandanti in cammino verso Roma. Le vie lastricate e le case in pietra restituiscono ancora oggi l’atmosfera di un antico centro di montagna.

Dalla rete di sentieri che gravita intorno al Silara si raggiungono anche piccoli nuclei come Roccaferrara e Graiana Castello, con edifici rurali e tracce di fortificazioni. Allargando l’itinerario ad altre valli del Parmense si può includere una deviazione a Bardi, dominata dall’imponente castello arroccato su uno sperone di diaspro rosso, autentico simbolo militare della zona appenninica.

Laghi glaciali, periodi migliori e consigli pratici di viaggio

Chi vuole ampliare il viaggio tra Emilia-Romagna e Toscana può puntare sui laghi glaciali dell’Appennino tosco-emiliano, da visitare con escursioni dedicate e non come semplici deviazioni stradali dal Passo del Silara. È importante distinguere il valico dal Monte Sillara e dai suoi Laghi del Sillara, che si trovano molto più a sud lungo il crinale e si raggiungono partendo da località come Prato Spilla.

Tra le mete più note c’è il Lago Santo parmense, nel territorio di Corniglio, a circa 1.508 metri di quota. Si arriva a piedi dagli impianti di Lagdei, lungo sentieri ben segnalati all’interno del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano. Sulle rive del lago il Rifugio Mariotti offre un punto d’appoggio ideale per chi percorre anche l’Alta Via dei Parchi, che nella prima tappa collega Berceto proprio al Lago Santo.

Per programmare il viaggio, i periodi migliori vanno da fine primavera all’autunno. In estate i sentieri in quota sono generalmente più accessibili, mentre tra ottobre e novembre le faggete che circondano il Silara esplodono di colori. In ogni stagione conviene verificare meteo, eventuale neve residua e condizioni dei sentieri, soprattutto lungo i tratti esposti dei crinali.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.

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