
Conosciamo un Abruzzo che si scopre a colpi di curva, lasciandosi alle spalle le grandi città per raggiungere borghi di pietra, montagne imponenti e paesi in cui il tempo sembra seguire ancora il ritmo delle stagioni. Oggi andiamo a scoprire uno di questi luoghi. Nel cuore dell’Alto Sangro, in provincia dell’Aquila, a quasi 800 metri di altitudine. Si tratta di Castel di Sangro, una cittadina che riesce a mettere insieme tutto ciò che rende speciale un viaggio nell’entroterra appenninico. Qui abbiamo un centro storico ricco di storia, paesaggio montani ed una cucina che affonda le radici nella tradizione contadina e pastorale.
Per capire davvero l’identità di Castel di Sangro dobbiamo partire dalla sua posizione geografica. Il paese sorge alla confluenza dei fiumi Sangro e Zittola, in un punto strategico dell’Appennino abruzzese che per diversi secoli ha agevolato spostamenti di persone, animali e merci. Non è un caso che la cittadina sia conosciuta come la Porta d’Abruzzo. Un passaggio importante per chi attraversa queste terre tra il versante adriatico e quello tirrenico.
Una centralità che ha lasciato traccia anche nella cucina locale. Il territorio è profondamente legato alla pastorizia ed alla transumanza, l’antica pratica di migrazione delle greggi tra i pascoli montani e di pianura. Il tratturo Lucera-Castel di Sangro testimonia ancora oggi il valore di questa attività nella storia della zona. È proprio qui che venne istituita, nel passato, una dogana pubblica per controllare gli animali e le merci in transito.
Da questo mondo fatto di pascoli, allevamenti e vita rurale nasce una parte importante della gastronomia locale. Una cucina costruita sulla disponibilità degli ingredienti e sul contrasto agli sprechi. Farine, legumi, formaggi, uova, carni e verdure sono da sempre la base di ricette ricche, nutrienti e preparate con modalità tramandate di generazione in generazione. Il piatto più iconico è quello dei “cazzarielli e fagioli”, una pasta fresca acqua e farina, fatta a mano e che si abbina ai legumi in una preparazione decisamente sostanziosa. Accanto ad un primo piatto come questo non possiamo non citare le “pallotte cacio e ova”. Polpette preparate con formaggio e uova, testimonianza di come la cucina tradizionale sia riuscita a valorizzare ingredienti pressoché semplici, trasformandoli in ricette iconiche.
Anche se il cibo è uno dei motivi più invitanti per organizzare una visita, Castel di Sangro merita di essere scoperta con calma, passeggiando tra il centro storico, gli edifici religiosi ed i luoghi che narrano la storia di questo angolo d’Abruzzo. Il nostro consiglio è quello di dedicarci almeno una mezza giornata, lasciando spazio anche ad una sosta gastronomica.
Il punto di partenza è la Civita, il nucleo più antico di Castel di Sangro, sviluppato sulla parte più alta del paese, attorno a Colle San Giovanni. Qui troviamo le tracce di insediamenti medievali, scorci incredibili ed i resti del castello, costruito per dominare e presidiare il territorio. Questa fortezza venne abbandonata quando il centro cominciò a svilupparsi verso il basso e fu danneggiata dal terremoto del 1706.
Poi abbiamo la Basilica di Santa Maria Assunta, uno degli edifici simbolo del paese e una tappa davvero imperdibile. Ha origini medievali, anche se l’aspetto attuale è legato ai restauri ed agli interventi di epoca barocca. È il luogo giusto per fermarsi qualche minuto ed osservare da vicino un pezzo importante di memoria cittadina.
C’è poi Piazza Plebiscito con il centro cittadino, uno dei punti di riferimento della vita di tutti i giorni di Castel di Sangro. Qui il paese fa vedere il suo volto più vivace, tra attività commerciali, locali e strade che invitano a passeggiare senza particolare fretta. Qui ci si può fermare andando alla ricerca di un locale dove godersi una sosta culinaria.
Questo borgo sembra essere costruito appositamente per essere raggiunto in moto. La sua posizione nel cuore dell’Alto Sangro permette di organizzare un itinerario tra curve, altopiani, boschi e borghi in pietra. Uno degli accessi più interessanti è quello da Roccaraso lungo la SS17, strada che attraversa un’area montana molto frequentata dagli appassionati di mototurismo. Il percorso ci permette di raggiungere Castel di Sangro passando tra paesaggi aperti e rilievi appenninici.
Poi c’è chi preferisce un itinerario più immerso nella natura e può puntare verso Alfedena ed il Lago di Barrea, seguendo le strade che portano al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Da qui è possibile proseguire verso Villetta Barrea e Pescasseroli, attraversando una delle zone naturalistiche più belle di tutto l’Appennino centrale.
Il bello di arrivare a Castel di Sangro in moto non è solo per le sue curve. Questo borgo può essere sfruttato come tappa centrale di un viaggio più ampio, un punto di partenza per scoprire l’Abruzzo.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
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