
Pietragalla, in provincia di Potenza, è nota per il suo Parco dei Palmenti. 200 piccole costruzioni in pietra, con ingressi bassi, ricoperte di terra ed erba. Il primo colpo d’occhio può ricordare le Terre di Mezzo descritte da J.R.R. Tolkien ne Il Signore degli Anelli, che abbiamo visto al cinema nel film girato in Nuova Zelanda. In realtà sono antiche cantine contadine, nate per produrre il vino e diventate una delle attrazioni più sorprendenti della Basilicata.
In questo insediamento che ha un aspetto quasi fiabesco, come una contea degli Hobbit nell’Italia meridionale, si nasconde una storia legata alla vita agricola e alla produzione del vino. I palmenti erano infatti ambienti utilizzati per pigiare l’uva e favorirne la fermentazione, sfruttando la capacità di mantenere temperature relativamente stabili. Il Parco dei Palmenti è il simbolo di Pietragalla, paese di circa 4.000 abitanti situato a quasi 840 metri di altitudine, che oggi andiamo a scoprire.
La vista aerea del Parco dei Palmenti di Pietragalla è particolarmente suggestiva.
La prima tappa, come abbiamo detto, è il Parco dei Palmenti, situato nella zona dei Tufi, lungo la strada statale 169. Le circa 200 strutture sono disposte a diverse altezze e formano un insieme di piccole architetture rurali in cui pietra, terra e vegetazione si fondono. In molti casi, la copertura erbosa rende difficile distinguere a colpo d’occhio le costruzioni dal pendio. I palmenti sono testimonianza del sistema produttivo tradizionale nella lavorazione dell’uva. La somiglianza con le “case degli Hobbit” deriva dai piccoli ingressi, le pareti in pietra, i tetti verdi. Si può visitare liberamente.
Dopo il parco si può raggiungere il centro storico di Pietragalla, caratterizzato da vicoli e strade che salgono verso la parte più alta del paese. Il Palazzo Ducale, conosciuto anche come castello, domina il nucleo antico. La sua presenza richiama il passato medievale del paese. Passeggiare tra le vie permette di osservare anche le tradizionali cantine-grotta, chiamate localmente rutt. Questi ambienti, distinti dal complesso dei palmenti, erano utilizzati per conservare il vino. Nella parte alta del paese si trova la Chiesa di San Nicola di Bari, originaria del Medioevo, con interventi successivi, eseguiti soprattutto tra il XVIII secolo e la prima metà del Settecento.
A circa quindici chilometri da Pietragalla, nei pressi della frazione di San Giorgio, si trova l’area archeologica di Monte Torretta. Qui sono visibili i resti di un insediamento fortificato importante tra il IV e il III secolo a.C.. Gli scavi hanno restituito anche testimonianze di un edificio sacro e materiali architettonici, alcuni dei quali sono conservati nel Museo Archeologico Provinciale di Potenza.
Pietragalla è da vedere perché è uno degli angoli più particolari dell’entroterra lucano. La posizione collinare permette di esplorare un paesaggio diverso da quello delle coste meridionali. Dopo la visita ai Palmenti e al centro medievale, si può puntare verso Monte Torretta oppure esplorare le aree verdi del territorio, tra cui il Bosco Grande. La Basilicata è ricca di molti altri paesaggi evocativi che hanno anche molto di letterario: vai a scoprire il paese di Cristo si è fermato ad Eboli.
Uno scorcio del centro medievale di Pietragalla

Scrivo di viaggi e musica - che a volte sono la stessa cosa.
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