
Abbiamo ormai imparato che esistono borghi che sono diventati famosi per le loro piazze affollate, altri invece attraggono per un castello che fa da sfondo ad un panorama da cartolina. E Altri che invece, nonostante una storia che vale la pena ricordare, resta lontano dai grandi itinerari turistici. Oggi andiamo a scoprire proprio uno di questi borghi, andiamo in Calabria. In un piccolo paese della provincia di Crotone che custodisce secoli di storia, un centro medievale ricco di scorci suggestivi ed un legame con la cultura che va ben oltre le sue dimensioni. Siamo a Caccuri.
Posto su di una rupe a 650 metri di altitudine, tra l’altopiano della Sila e la valle del Neto è uno di quei posti che vale davvero la pena vivere e godere senza fretta. Qui le strade si restringono, le case in pietra si affacciano su vicoli tortuosi ed il profilo del castello ci porta lo sguardo verso il paesaggio che si apre tutto attorno. Caccuri è diventata un punto di riferimento, e da qui nasce il perché di capitale della cultura, per la saggistica italiana per via del suo premio letterario. Un premio che ha portato autori, giornalisti e protagonisti del dibattito culturale nazionale. Nonostante ciò è una meta poco conosciuta rispetto alle più note calabresi.
Le origini di questo borgo ci riportano all’Alto Medioevo. Dalle ricostruzioni storiche è possibile evincere che furono i Bizantini a valorizzare la posizione strategica della rupe, costruendo un presidio difensivo in un territorio importante per i collegamenti tra l’entroterra silano e la costa ionica. Con il passare dei secoli poi il paese passò sotto il controllo di diverse famiglie nobiliari, che contribuirono a trasformare la fortezza originaria in una residenza signorile.
L’identità di questo borgo è legata anche alla vita delle piccole comunità, ai rioni storici, alle chiese ed alle tradizioni gastronomiche. Se si passeggia nel centro si incontrano le famose rughe, piccoli slarghi di quartiere che in passato rappresentavano luoghi di incontro e socialità.
La particolarità di questo borgo è il suo profondo equilibrio. Un patrimonio storico importante, una tradizione culturale viva ed una dimensione ancora lontana dal turismo di massa.
Partiamo dal simbolo del paese ed il punto di partenza ideale per una visita. Si tratta del Castello di Caccuri e la Torre Mastrigli. La fortezza nacque come presidio difensivo in epoca bizantina, nel VI secolo, per poi essere restaurata nei secoli a venire in una dimora nobiliare. Tra gli elementi più caratteristici abbiamo la Torre Mastrigli, del 1885. Nata da un’idea del barone Guglielmo Barracco. All’interno troviamo la Cappella Palatina dedicata a Santa Barbara. Le opere pittoriche e le decorazioni di interesse storico-artistico ci regalano uno spettacolo unico.
Poi abbiamo la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, conosciuta anche come chiesa matrice. È uno degli edifici religiosi più significativi di Caccuri. Le origini sono legate al medioevo, anche se la costruzione subì diversi restauri a causa dei danni da terremoto, incendi ed altri eventi. Il campanile in pietra e la posizione nel tessuto storico del borgo la rendono una tappa interessante per capire appieno il rapporto tra architettura religiosa e vita della comunità.
Infine abbiamo la Villa Comunale che si trova ai piedi del castello. Qui si può godere di una pausa nel verde. Il parco è ricco di pini longevi e caratteristiche formazioni rocciose calcaree che contribuiscono a creare un ambiente diverso da quello dei vicoli in pietra. Questa visita la consigliamo principalmente nelle giornate miti, anche per apprezzare il rapporto tra borgo, rupe e paesaggio.
La posizione nell’entroterra crotonese, ai margini dell’altopiano della Sila, rende Caccuri una meta interessante per chi sa apprezzare le strade che si allontano dalle grandi direttrici e attraversano paesaggi collinari, boschi e piccoli centri abitati.
In moto il percorso diventa parte integrante dell’esperienza. Si può raggiungere il borgo passando dalla SS107 Silana Crotonese, l’asse stradale che mette in collegamento l’area di Cosenza e quella di Crotone. Da qui si prosegue verso Caccuri seguendo la viabilità locale. Il consiglio che diamo sempre è quello di verificare il percorso aggiornato e le condizioni delle strade, soprattutto se si sceglie di attraversare montani.
Il bello è che non serve organizzare un viaggio particolarmente lungo per apprezzare questo tipo di destinazione. Basta ritagliarsi il tempo necessario per affrontare le curve senza fretta, fermarsi in un punto panoramico ed arrivare in paese con la voglia di lasciare la moto per qualche ora e godersi una camminata nelle vie del centro storico.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
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