Pietra, silenzio e tornanti: il minuscolo borgo ligure nascosto dietro le montagne del mare

Fabio Belmonte  | 28 Ott 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Ventisei chilometri possono sembrare pochi, ma tra Albenga e il Colle Scravaion ogni curva racconta un pezzo di Liguria diversa. Si parte dalla piana costiera, tra orti e filari che guardano il mare della Riviera di Ponente, e si risale la Val Neva seguendo una provinciale tutta da guidare, con curve dolci, tornanti e scorci improvvisi sulle prime Alpi Liguri.

Lungo la strada si incontrano borghi dove il tempo sembra rallentare: Zuccarello, allungata sotto i portici medievali, e soprattutto Castelvecchio di Rocca Barbena, un pugno di case in pietra aggrappate alla roccia, sorvegliate dai resti del castello.

È un itinerario perfetto per una mezza giornata in moto o in auto, da vivere con calma, alternando soste fotografiche, brevi passeggiate tra i vicoli e qualche deviazione escursionistica verso la Rocca Barbena o l’Alta Via dei Monti Liguri.

Castelvecchio di Rocca Barbena in moto. L’itinerario

Mappa

Percorso

Per questo itinerario ligure consiglio di partire da Albenga al mattino, quando il centro storico è ancora tranquillo e la luce radente accende torri e facciate medievali. Prima di salire in sella vale la pena una breve passeggiata tra la Cattedrale di San Michele Arcangelo, la piazza centrale e il celebre Battistero paleocristiano del V secolo, con il mosaico interno che racconta le origini cristiane della città.

L’uscita da Albenga è semplice: si lascia alle spalle il lungofiume del Centa e la pianura costiera, dove l’antica Albingaunum romana controllava i traffici lungo la Riviera di Ponente. Oggi le stesse direttrici portano i viaggiatori verso l’entroterra. Seguendo le indicazioni per Leca e Cisano sul Neva si inizia a sentire il paesaggio cambiare sotto le ruote: l’asfalto si fa più tortuoso, gli insediamenti si diradano e la strada si infila tra colline coltivate a ulivi e versanti boscosi, aprendo le porte alla Val Neva e alla prima, vera guida tra curve.

Zuccarello e Castelvecchio di Rocca Barbena, borghi medievali tra curve e pietra

 

La SP582 risale dolcemente la valle e invita a una guida scorrevole: le curve sono frequenti ma mai estreme, perfette per chi ama alternare panorami e soste nei borghi. Zuccarello appare all’improvviso, raccolto lungo una via principale porticata, con arcate basse e facciate decorate. Qui basta lasciare la moto all’ingresso del paese e proseguire a piedi: il ponte medievale a schiena d’asino sul torrente Neva e la chiesa di San Bartolomeo sono due tappe naturali, insieme ai vicoli legati alla storia di Ilaria del Carretto.

Ripartendo verso Castelvecchio di Rocca Barbena il paesaggio cambia ancora: le montagne si stringono e l’abitato compare più in alto, come incastonato nello sperone roccioso. Il borgo, tra i più piccoli della Liguria e inserito tra I Borghi più belli d’Italia, conserva vicoli stretti, passaggi coperti, archi in pietra e case sovrapposte che seguono la conformazione del terreno. Qui la moto si parcheggia ai margini dell’abitato: il resto è solo cammino lento tra vecchi forni, lavatoi e scorci sulla Val Neva dominati dai resti del castello feudale dei Clavesana.

Castello dei Clavesana, Rocca Barbena e sentieri tra Liguria e Piemonte

Sopra i tetti di Castelvecchio si intravedono i resti del Castello dei Clavesana, fortificazione nata in età medievale e più volte contesa tra Clavesana, Del Carretto, Savoia e Repubblica di Genova. Oggi le mura superstiti raccontano un passato fatto di assedi, come quello del 1672, quando il castello venne duramente colpito. Il complesso è privato e non visitabile all’interno, ma un sentiero consente di raggiungere l’area esterna, ideale per uno sguardo d’insieme sull’abitato e sulla valle.

Alle spalle del borgo domina la sagoma calcarea della Rocca Barbena, 1.142 metri di quota, riferimento costante per escursionisti e biker. I pendii alternano macchia mediterranea, boschi di latifoglie e faggete alle quote più alte, con sentieri di diversa difficoltà che si collegano anche all’Alta Via dei Monti Liguri. È fondamentale distinguere le semplici passeggiate nel centro storico dagli itinerari escursionistici più impegnativi: alcuni tratti verso la Rocca Barbena richiedono esperienza, attrezzatura adeguata e meteo stabile, soprattutto fuori stagione estiva.

Dal borgo al Colle Scravaion: guida, stagioni e consigli pratici per l’itinerario

 

Lasciato Castelvecchio di Rocca Barbena, si imbocca la SP52 verso il Colle Scravaion: qui la guida diventa più tecnica, con tornanti ravvicinati, tratti ombreggiati e panorami che si aprono all’improvviso sulle Alpi Liguri. Il valico, a 814 metri, mette in comunicazione la Val Neva con l’entroterra di Bardineto e segna lo spartiacque tra versante tirrenico e bacino padano, con differenze climatiche ben percepibili stagione dopo stagione.

Per chi viaggia in moto, questo è un tratto da affrontare senza fretta: l’asfalto richiede attenzione in caso di umidità, foglie o possibili gelate invernali. Primavera e autunno sono i periodi migliori, con boschi colorati e traffico contenuto; in estate conviene partire presto per evitare il caldo in pianura e godersi l’aria più fresca del colle. L’intero itinerario Albenga–Zuccarello–Castelvecchio–Colle Scravaion misura circa 26,3 km, con 40 minuti di guida effettiva. Aggiungendo soste nei borghi, foto e brevi camminate, diventa facilmente una mezza giornata di viaggio ideale, abbinabile al mare della Riviera di Ponente o a una deviazione verso gli altipiani dell’entroterra piemontese.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.

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