
Affrontare in moto la SP85 del Monte Bondone significa misurarsi con una delle salite più iconiche del Trentino, un nastro d’asfalto che unisce guida tecnica, panorami alpini e quasi un secolo di storia sportiva. Dalla periferia ovest di Trento fino a Vason, 40 tornanti scandiscono una progressione continua di curve, pendenze e cambi di ritmo che mette alla prova concentrazione e pulizia di traiettoria.
È un itinerario che attrae chi ama le strade di montagna ricche di carattere, ma anche chi desidera abbinare il piacere di guida a soste panoramiche e brevi escursioni a piedi. Lungo la salita, i boschi si alternano a piccoli abitati e scorci sulla valle dell’Adige, mentre più in alto il paesaggio si apre verso le cime del Bondone. Un percorso da vivere con calma, scegliendo il momento giusto, studiando condizioni della strada e calendario delle competizioni.
La Strada Provinciale 85 del Monte Bondone parte dalla zona occidentale di Trento, staccandosi dalla Gardesana Occidentale nei pressi di Montevideo. In pochi chilometri lascia l’ambiente urbano e si arrampica sul versante orientale del Bondone, la montagna che domina il capoluogo trentino e ne costituisce una delle principali aree turistiche.
Per chi viaggia in moto, i riferimenti sono chiari: circa 17,3 chilometri di salita, 1.350 metri di dislivello, una pendenza media prossima al 9% e 40 tornanti ufficialmente conteggiati sul tratto che porta fino a Vason, a quota intorno ai 1.650 metri. L’andamento è quello classico delle grandi strade di montagna: tornanti stretti intervallati da curve più ampie, brevi rettilinei e segmenti nei quali il ritmo si fa più scorrevole senza però diventare mai banale.
La prima parte della salita conduce verso Sardagna, balcone naturale su Trento, per poi entrare nei boschi diretti a Candriai. Proseguendo, la SP85 sfiora Prà de la Fava e raggiunge Vaneze e Norge, fino all’abitato di Vason dove termina il tratto storico legato alla cronoscalata. Da qui la strada continua verso la Piana delle Viote e poi scende in direzione della Valle dei Laghi, offrendo la possibilità di chiudere anelli più lunghi o rientrare a Trento sullo stesso percorso.
La SP85 è una strada che richiede di essere letta, curva dopo curva. Dall’uscita da Trento fino a Sardagna le svolte sono ravvicinate, la pendenza è avvertibile e l’attenzione va tenuta alta sulla gestione della velocità e sull’impostazione dei tornanti più chiusi. Qui il traffico può essere misto, con auto, ciclisti e residenti che utilizzano la provinciale come normale collegamento.
Salendo verso Candriai e Vaneze l’ambiente si fa più boscoso e la luce filtra tra gli alberi. In moto si percepiscono i tratti dove l’asfalto può rimanere umido a lungo, specialmente nelle curve in ombra o nelle giornate successive a piogge intense. In autunno non è raro incontrare foglie in carreggiata, mentre all’inizio della stagione motociclistica qualche granello di ghiaia può richiedere traiettorie più prudenti.
Tra Vaneze, Norge e Vason il paesaggio si apre a radure e scorci sulla valle dell’Adige e sui rilievi del Trentino. È la parte più panoramica, ma anche quella in cui è facile distrarsi. Le soste fotografiche vanno pianificate solo nelle piazzole sicure: i tornanti ciechi e gli slarghi con visuale ridotta non sono punti adatti a fermarsi. L’intero percorso è inoltre molto frequentato dai ciclisti, richiedendo margini di sicurezza maggiori in ingresso curva e nei sorpassi.
La fama della SP85 nasce ben prima che diventasse un itinerario ricercato dai motociclisti. Nel 1925 qui debuttò la Trento-Bondone, una manifestazione allora descritta come gita cronometrata per auto e moto, con numeri che oggi fanno sorridere: 16 motociclette, due biciclette a motore e undici automobili. Già allora, però, la salita del Bondone rappresentava un banco di prova severo per mezzi e piloti.
Nel corso dei decenni la gara è cresciuta fino a diventare una cronoscalata automobilistica di livello nazionale e internazionale. I 17,3 chilometri di percorso, con dislivello superiore ai 1.300 metri e 40 tornanti, sono considerati impegnativi anche per gli specialisti delle gare in salita. Nel 2025 la manifestazione ha celebrato il centenario, confermando il legame tra il tracciato e la storia sportiva trentina.
La SP85 è entrata anche nella memoria del ciclismo, grazie soprattutto al Giro d’Italia del 1956 e alla leggendaria impresa del lussemburghese Charly Gaul sotto neve, pioggia e freddo intenso. Da allora la salita è conosciuta anche come “Salita Charly Gaul” in numerose iniziative ciclistiche. Per chi viaggia in moto, percorrere questi chilometri significa muoversi su una strada che è al tempo stesso collegamento quotidiano, teatro di competizioni e simbolo di un certo modo di vivere la montagna su due ruote.
Per organizzare un’uscita in moto sulla SP85 del Monte Bondone conviene partire da Trento seguendo le indicazioni per Monte Bondone e Sardagna, immettendosi sulla provinciale nel settore ovest della città. Il tratto classico per i 40 tornanti termina a Vason, località turistica attrezzata con strutture ricettive, impianti di risalita e accessi ai sentieri verso Cima Palon e le altre cime del gruppo.
In estate Vason è un buon punto di sosta per una pausa pranzo o per una breve escursione a piedi, mentre in inverno prevale l’anima sciistica. Proseguendo in moto si raggiunge la Piana delle Viote, altopiano prativo circondato dalle Tre Cime del Bondone e caratterizzato da ambienti tutelati come la Torbiera delle Viote. Qui si trova anche il Giardino Botanico Alpino del MUSE, che secondo le indicazioni ufficiali rimarrà chiuso fino a giugno 2027 salvo attività su prenotazione.
Oltre le Viote la SP85 scende verso Lagolo e Lasino nella Valle dei Laghi, ideale per chi desidera disegnare un anello più ampio prima di rientrare. In ogni caso è consigliabile controllare prima della partenza eventuali chiusure legate alla cronoscalata Trento-Bondone, lavori o neve in quota, consultando i canali della Provincia autonoma di Trento. La strada resta una normale provinciale: niente circuito, quindi, ma un itinerario tecnico e appagante da affrontare con equipaggiamento adeguato, prudenza e rispetto degli altri utenti.

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.
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