
Quarantasei chilometri non sono molti, ma tra Matera e l’entroterra lucano diventano un piccolo viaggio iniziatico per chi ama il mototurismo. Si parte dalla città dei Sassi, dove la pietra racconta millenni di storia, e ci si inoltra lungo la SS7 tra curve dolci, colline argillose e poderi che punteggiano la campagna. Miglionico, Grottole e Grassano compongono un mosaico di castelli medievali, borghi di pietra e panorami aperti sui calanchi, perfetti da assaporare dietro la visiera.
L’itinerario è breve ma intenso: richiede un po’ di attenzione alla strada, il giusto ritmo tra un tornante e l’altro e il tempo di scendere dalla moto per perdersi a piedi tra vicoli, chiese senza tetto e antiche cantine scavate nella roccia. Una mezza giornata basta per percorrerlo, ma la sensazione è quella di aver attraversato una Basilicata diversa, intima e sorprendentemente autentica.
Questo itinerario in moto tra Matera, Miglionico, Grottole e Grassano è un anello ideale per chi vuole affiancare la visita ai Sassi a qualche ora di guida nell’entroterra lucano. In totale sono 46,2 km, con un tempo di percorrenza pura intorno ai 55 minuti, ma è bene considerare soste frequenti: qui il bello non è “fare chilometri”, ma godersi le tappe.
La strada segue per lo più la SS7, una classica statale appenninica: curve ampie, qualche saliscendi, tratti panoramici che si aprono all’improvviso sulle valli del Bradano e del Basento. Dalla città dei Sassi ci si lascia alle spalle il traffico urbano e si entra in una Basilicata rurale fatta di campi coltivati, rilievi argillosi e macchia mediterranea.
Consiglierei di partire da Matera in mattinata, carburante e pressione gomme già verificati, e di programmare almeno tre soste “vere”: il Castello del Malconsiglio a Miglionico, il borgo di pietra e il Castello di Sichinulfo a Grottole, le viuzze e i Cinti di Grassano, tra memoria contadina e luoghi di Carlo Levi.
La partenza da Matera è già di per sé un regalo per chi arriva in moto: i Sassi, con i rioni Sasso Caveoso e Sasso Barisano, scavati nella roccia e riconosciuti come patrimonio UNESCO, sono il punto di riferimento perfetto prima di tuffarsi nelle strade meno battute dell’entroterra. Vale la pena parcheggiare in un’area autorizzata e concedersi una breve passeggiata tra vicoli, chiese rupestri e scorci sulla Gravina.
Lasciata la città, la SS7 si dirige verso sud. In pochi minuti le abitazioni lasciano spazio a campi coltivati, colline argillose e vegetazione mediterranea. La prima vera sosta è Miglionico, borgo in altura affacciato sulla valle del Bradano, dominato dal Castello del Malconsiglio. Qui conviene lasciare la moto in basso e salire a piedi per esplorare torri, cortili interni e sale storiche.
Riprendendo la statale, la guida diventa più dinamica: curve, tratti ombreggiati, improvvisi punti panoramici accompagnano l’avvicinamento a Grottole, paese disteso sul crinale tra Bradano e Basento. Ultimo tratto verso Grassano, con andamento mosso ma fluido, tra colline coltivate, piccoli boschi e il profilo del borgo che compare all’improvviso sul colle di Sella Mortella.
La tappa di Miglionico è dominata dal Castello del Malconsiglio, fortificazione medievale legata alla celebre Congiura dei baroni del 1485 contro Ferdinando I d’Aragona. Le sale interne, come il Salone del Malconsiglio e la Sala della Stella, raccontano intrighi di corte e trasformazioni architettoniche da presidio militare a residenza signorile.
A Grottole il colpo d’occhio è tutto per il Castello di Sichinulfo, che sorveglia il borgo dalla Contrada della Motta. Le sue origini, forse longobarde, e le successive stratificazioni medievali ne fanno un punto chiave dell’antica rete difensiva lucana. Nel centro storico spiccano le jrutt rurali e la suggestiva Chiesa Diruta, grande edificio cinquecentesco rimasto senza tetto, oggi scenografica quinta di pietra a cielo aperto.
L’ultima tappa, Grassano, cambia registro: qui si entra nel mondo contadino e nella memoria di Carlo Levi, che vi soggiornò durante il confino fascista prima di trasferirsi ad Aliano. Tra le vie del borgo si incontrano i Cinti, antiche cantine-grotte scavate nella roccia, il Palazzo Commendale legato ai Cavalieri di Malta, la Chiesa di San Giovanni Battista e Palazzo Materi, con il presepe dell’artista Franco Artese.
Dal punto di vista motociclistico, la SS7 tra Matera e Grassano non è una strada estrema, ma richiede attenzione. Le curve sono numerose, l’asfalto in alcuni tratti può risultare irregolare, e dopo le piogge non è raro trovare residui di terra o ghiaia portati dai campi. Meglio impostare un’andatura turistica, che permetta di godersi il paesaggio senza stress.
Il periodo ideale va dalla primavera all’autunno, evitando le ore più calde d’estate: qui il sole picchia forte e le soste all’aperto, tra castelli e borghi di pietra, diventano più piacevoli con temperature miti. Per il rifornimento è consigliabile fare benzina a Matera o nei pressi dei centri maggiori, così da non doversi preoccupare durante i tratti più isolati.
Per la visita dei centri storici – soprattutto Miglionico, Grottole e Grassano – è preferibile parcheggiare la moto in aree segnalate e proseguire a piedi con scarpe comode, perché vicoli e gradinate possono essere ripidi e scivolosi. Infine, controlla sempre eventuali lavori al Castello di Sichinulfo o limitazioni di accesso ai monumenti: un rapido sguardo ai siti turistici della Basilicata può fare la differenza nell’organizzare al meglio la giornata.

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.
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