
Partire in moto da Sofia e puntare verso nord-ovest, fino alle rocce rosse di Belogradchik, è uno di quegli itinerari che raccontano la Bulgaria curva dopo curva. In poco più di 226 chilometri si attraversano pianure agricole, vallate industriali, gole calcaree e, alla fine, un labirinto di torri d’arenaria alte oltre cento metri.
La capitale, incorniciata dal massiccio del Vitoša, è il punto di partenza ideale per controllare la moto, fare il pieno e impostare il navigatore sulla direttrice E79 in direzione Vraca e Montana. Lungo il percorso si incontrano resti romani, fortezze medievali e piccoli centri che vivono all’ombra dei Balcani occidentali.
L’ultimo tratto, verso Belogradchik, regala boschi, curve morbide e l’apparizione improvvisa delle celebri formazioni rocciose che circondano la fortezza di Kaleto, destinazione naturale per chi ama viaggiare su due ruote alla ricerca di paesaggi particolari.
Sofia è un buon punto di partenza non solo per la varietà del paesaggio circostante, ma anche per la presenza di officine, gommisti e alloggi adatti ai motociclisti. Prima di uscire dalla capitale vale la pena dedicare qualche ora al centro storico, dove convivono la Cattedrale di Aleksandr Nevskij, i resti della Serdica romana e le tracce del periodo ottomano. È un modo per entrare gradualmente nell’atmosfera del viaggio, sapendo che la giornata proseguirà tra strade veloci e rilievi montuosi.
Per impostare l’itinerario, il riferimento principale è la strada europea E79, che utilizza l’autostrada e poi la nazionale I-1 in direzione nord. Fuori città il traffico si dirada e il paesaggio urbano lascia spazio a campi coltivati e colline. In moto si percepisce bene il cambio di ritmo: le ampie prospettive della conca di Sofia si chiudono progressivamente mentre la strada si avvicina alla barriera dei Monti Balcani, prima vera sagoma montuosa di questo itinerario verso Belogradchik.
La prima tappa naturale per chi viaggia in moto è Vraca, adagiata ai piedi del massiccio del Vraca Balkan. Arrivando dalla E79 il colpo d’occhio è notevole: alte pareti calcaree chiudono l’orizzonte e segnano l’ingresso verso il Parco naturale di Vračanski Balkan, area protetta ricca di boschi, gole e grotte. La città merita una sosta, sia per il Museo storico regionale con i reperti traci, sia per ammirare le falesie che attirano appassionati di arrampicata e trekking.
Ripartendo verso nord-ovest, la E79 cambia carattere. Le gole lasciano spazio a colline dolci e grandi superfici agricole, mentre la strada alterna lunghi rettilinei a curve ampie. È un tratto da affrontare con prudenza: non è un passo alpino ma un’arteria importante, con mezzi pesanti e traffico locale. Montana, seconda sosta consigliata, custodisce i resti della fortezza romana di Castra ad Montanesium e un interessante museo storico, ideali per una pausa prima dell’ultimo balzo verso le rocce rosse di Belogradchik.
Da Montana si continua lungo la I-1, ancora parte della E79, per poi deviare sulle strade locali che risalgono verso Belogradchik. La carreggiata rimane asfaltata, ma il ritmo cambia: le campagne si trasformano in colline boscose, le curve seguono i profili del terreno e la vegetazione si fa più fitta. Qui la guida torna più coinvolgente, con pieghe morbide e panorami che si aprono all’improvviso tra una valle e l’altra.
Avvicinandosi a Belogradchik compaiono le prime pareti rossastre che spuntano tra gli alberi. Sono le celebri Rocce di Belogradchik, o Belogradchishki Skali, un complesso di torri, pinnacoli e bastioni naturali in arenaria che si estende per circa 30 chilometri. Alcune formazioni superano i 100 metri di altezza e portano nomi popolari come la Madonna, il Cavaliere, i Monaci o Adamo ed Eva. Il colore rosso, dovuto agli ossidi di ferro, cambia tono con la luce del tramonto, trasformando l’ultima parte del percorso in moto in una successione di scorci spettacolari davanti ai Balcani occidentali.
La fortezza di Belogradchik, o Kaleto, sfrutta le rocce come mura naturali: bastioni e cortili si incastrano tra le torri di arenaria, creando uno dei complessi difensivi più particolari dei Balcani. Le origini risalgono all’epoca romana, con ampliamenti medievali voluti dallo zar Ivan Sratsimir e successive modifiche ottomane. Oggi il perimetro fortificato copre oltre un ettaro e offre punti panoramici ideali per osservare dall’alto l’intero anfiteatro di rocce rosse.
Per l’accesso, la fortezza osserva orari stagionali e un biglietto d’ingresso, mentre il parcheggio per auto e moto è situato a breve distanza dall’ingresso. È consigliabile verificare online tariffe aggiornate, condizioni del fondo e orari, soprattutto fuori stagione. L’itinerario totale da Sofia a Belogradchik misura circa 226 chilometri, con una percorrenza stimata di 3 ore e 30 minuti senza soste. Le motociclette in Bulgaria non sono soggette alla vignetta elettronica, ma è comunque opportuno controllare la normativa stradale, scegliere mesi tra primavera e inizio autunno, e considerare che nebbia, pioggia e possibili gelate nei tratti in ombra possono cambiare radicalmente la guida.

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.
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