
Cinquantacinque chilometri possono sembrare pochi sulla carta, ma fra Ponferrada e O Barco de Valdeorras diventano un piccolo viaggio nel cuore del nord‑ovest della Spagna. È un itinerario pensato per chi ama la moto come strumento di esplorazione lenta: curve dolci, cambi di quota, vallate attraversate dal Sil e soprattutto il passaggio davanti alle incredibili montagne rosse di Las Médulas, scavate dai Romani alla ricerca dell’oro.
Il percorso unisce Castiglia e León e Galizia, toccando l’El Bierzo, Carucedo e il suo lago, fino alla valle vitata di Valdeorras, dove l’asfalto corre tra vigneti e versanti rocciosi. Non è un “motoraduno da piega estrema”, ma una rotta ideale per chi vuole alternare guida, soste panoramiche e camminate brevi, con il casco appoggiato a un muretto e lo sguardo rivolto alle pareti rossastre che raccontano duemila anni di storia mineraria.
Per un viaggio in moto tra Ponferrada e O Barco de Valdeorras vale la pena arrivare in città con un po’ di anticipo. Ponferrada è il cuore urbano dell’El Bierzo, stretta tra colline e vigneti e attraversata dal fiume Sil, punto di passaggio storico sul Cammino Francese verso Santiago. Prima di infilare i guanti, una passeggiata al Castello dei Templari aiuta a entrare nell’atmosfera del territorio: mura massicce, torri e cortili ricordano la funzione di difesa dei pellegrini che attraversavano queste valli.
Uscendo dal centro, si imbocca la N-536 in direzione sud‑ovest, seguendo una viabilità storica oggi perfetta per chi viaggia su due ruote. La strada si allontana gradualmente dall’area urbana e comincia ad arrampicarsi tra colline boscose, campi coltivati e piccoli villaggi che costeggiano l’asfalto. Le curve non sono particolarmente tecniche, ma sufficienti per rendere il tratto piacevole, con cambi di pendenza regolari e visuali sempre diverse sul paesaggio dell’El Bierzo.
La N-536 accompagna il motociclista in un tratto che alterna rettilinei brevi e curve ampie, seguendo il profilo irregolare delle colline. È una strada che mantiene il carattere di collegamento tradizionale, meno rapida della N-120 ma decisamente più adatta a chi vuole godersi il paesaggio. I piccoli nuclei rurali dell’El Bierzo scorrono ai lati, con case in pietra e campi che si spingono fino al margine dell’asfalto, mentre il traffico resta contenuto fuori dalle ore di punta.
Carucedo compare come una sosta naturale, soprattutto per chi ama intervallare la guida a brevi pause panoramiche. Il paese conserva un’impronta rurale e il vicino Lago di Carucedo, nato dai depositi delle antiche attività minerarie, aggiunge una nota naturalistica al tragitto. La visita al lago non è obbligatoria per il giro in moto, ma può diventare una deviazione rilassante prima di affrontare l’ultimo tratto verso Las Médulas, quando la strada si fa più raccolta e introduce alle prime quinte di terra rossa.
Dal bivio di Carucedo una strada locale conduce a Las Médulas, stringendosi tra boschi e colline che lasciano intravedere, curva dopo curva, le prime pareti rossastre. Il paese è il punto d’accesso a uno dei paesaggi minerari romani meglio conservati d’Europa, inserito nel patrimonio mondiale UNESCO dal 1997. Qui la ruina montium trasformò intere montagne in gole, pinnacoli e pareti verticali, modellate dall’uso sapiente dell’acqua convogliata in una rete di canali lunga centinaia di chilometri.
Arrivati in moto, è fondamentale lasciare il mezzo nelle aree dedicate e proseguire a piedi. Itinerari come la Senda de las Valiñas permettono di camminare tra castagneti e colate di sedimenti rossi, mentre dal Mirador de Orellán il colpo d’occhio sulle montagne rosse è quasi irreale. Dopo l’incendio dell’agosto 2025 una parte del paesaggio porta ancora segni evidenti, ma i percorsi autorizzati restano fruibili: occorre solo seguire le indicazioni degli operatori locali, evitare accessi non consentiti e tenersi lontani dalle pareti instabili.
Dopo la visita alle miniere romane si torna a Carucedo per riguadagnare la N-536 e quindi la N-120, seguendo la valle del Sil verso la Galizia. Il tracciato si fa più scorrevole, ma richiede attenzione per la presenza di mezzi pesanti e attraversamenti di piccoli centri abitati.
I versanti rocciosi lasciano spazio a una vallata più ampia, dove vigneti e campi coltivati annunciano l’ingresso in Valdeorras e l’arrivo a O Barco, affacciata sul fiume e circondata da colline vitate.

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.
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