Fara San Martino, il parco e le sue gole

Fara San Martino

Sagittario, Verdon e… Fara San Martino. Di cosa stiamo parlando? Ovviamente di gole, vera gioia del motociclismo più esplorativo e audace. Eppure i motivi per visitare questa località del chietino sarebbero molti, come scopriremo fra poco. Un tesoro di sapori, natura e storia dove il turismo è quasi un obbligo.

Per organizzare un tour su due ruote che si rispetti, però, gli elementi ci sono già: salite ardite, curve, montagne che gettano la loro incredibile ombra sulle strade. Un tesoro paesaggistico che ha pochi eguali nella regione e non solo, che conquista il cuore e lo sguardo.

Ecco perché abbiamo intitolato questa guida “il parco e le sue gole”, perché si parte da Fara e si prosegue verso la Majella. Proprio lei, insieme al Gran Sasso e ai Monti della Laga, si contende il titolo di catena montuosa più amata d’Abruzzo.

In fondo però questa regione ha così tanto da vedere che la sfida non c’è: sarai tu, turista su due ruote, a scegliere la tua meta preferita. Noi, come sempre, ti consiglieremo la strada giusta. O quella che a noi piace di più. Pronto a partire con TrueRiders?

Tutto quello che c’è da sapere su Fara San Martino

La capitale mondiale della pasta

C’era una volta Nicola De Cecco, un produttore di farina della piccola Fara San Martino. A quei tempi l’Italia non era ancora unita e l’industria dei pastifici si reggeva su molte realtà familiari, piccole e frammentate. Fu il figlio di Nicola, Filippo Giovanni, a intuire la possibilità di fare meglio. Rilevò un mulino, un piccolo edificio e uno stabilimento, sfruttando manodopera e disponibilità d’acqua.

Nacque così l’azienda De Cecco, una realtà che nei successivi 140 anni arriverà a fatturare quasi mezzo miliardo di euro, facendo del borgo di Fara una realtà conosciuta in tutto il mondo. Immerso nel verde, vicino alle vette della Majella, ancora oggi lo stabilimento dell’azienda è qui, in questo comune di neanche 1400 abitanti.

Il parco nazionale della Majella

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Le strade della Majella, in moto in Abruzzo

Gran Sasso, Abruzzo-Lazio-Molise e Majella. Sono loro i tre parchi nazionali dell’Abruzzo, e di questi il Parco nazionale della Majella è il più giovane, avendo compiuto nel 2021 trent’anni. Uno spazio ragguardevole, oltre 74mila ettari con splendide montagne che arrivano ai 2800 metr5i del Monte Amaro. La Majella occupa una parte importante dell’Alto Abruzzo, toccando comuni più e meno grandi, come Pescocostanzo, Pacentro e Sulmona.

Fara San Martino si inserisce all’interno del parco della Majella, con il suo borgo medievale e l’ulteriore meta turistica, tutta da scoprire, di Palombaro.

La zona non è solo un’oasi naturalistica di grande rilievo, ma è apprezzatissima dai riders. Qui si trovano infatti strade mozzafiato, altopiani da record e gli imperdibili eremi della Majella. Questi ultimi, decine di edifici religiosi sparsi sul territorio, raccontano di una religiosità eremitica che rinuncia alla popolarità e insegue una vita di riflessione mistica. Bellissimi quello di San Liberatore a Majella, di Sant’Onofrio al Morrone (Sulmona) e di Santo Spirito a Majella (Roccamorice).

Le gole di Fara San Martino

Scavate dal fiume Verde (di nome e di fatto!), le gole di Fara San Martino sono considerate la porta della Majella. Un ingresso maestoso, prodotto dall’azione della natura, che si possono percorrere facilmente a piedi in un’ora o poco più. Partendo dalle Sorgenti del Verde, ci aspetta una camminata lunga 3,5 chilometri: lasciamo la moto e, per un attimo, facciamo parlare le gambe.

Saranno loro a guidarci lungo quasi 600 metri di dislivello, tra due ali di roccia immerse nella penombra e ricche di testimonianze del passaggio umano. Come per il monastero di San Martino in Valle, distrutto da una frana e del quale rimangono tracce risalenti addirittura al IX secolo d.C.

Questo vallone, una delle maggiori attrazioni di Fara San Martino, ben si presta a passeggiate nei mesi più caldi dell’anno. Soprattutto in estate, la freschezza della zona e la presenza del fiume sono sicuramente elementi piacevoli e irrinunciabili. Non rinunciate però a guardare in alto: potreste scorgere il volo di un falco o dell’aquila reale, la regina dei parchi d’Abruzzo.

Cosa vedere nei dintorni

Fara San Martino si trova a metà strada tra il Mar Adriatico e e il Sirente-Velino, lungo la Statale 84 che unisce San Vito e Roccaraso. Tante le idee potenziali, alcune delle quali sono raccolte nell’itinerario che leggerai di seguito. Chi cerca un momento di relax può deviare verso Caramanico Terme, sempre ai piedi della Majella.

Non lontano da qui c’è il Passo San Leonardo, con le sue splendide atmosfere di alta montagna, dal quale poi deviare verso Sulmona. La celebre città dei confetti è uno spartiacque nelle comunicazioni tra l’Abruzzo più rurale e quello che affaccia sul mare.

Fara San Martino e le gole in moto

Mappa

Percorso

Un’avventura breve ma non per questo ricca di fascino, quella che da Lanciano ci porta a Palena passando per Fara San Martino. Il viaggio abruzzese comincia dalla città del Miracolo eucaristico, centro di riferimento della Val di Sangro e caratterizzata da un centro storico dalla curiosa forma “a farfalla”.

Già da qui, lo sguardo spazia sulle vette della Majella, che appaiono – soprattutto nei mesi invernali – in tutta la loro bellezza ammantata di neve. Seguiamo la Statale 84 verso Castel Frentano, deviando poi sulla Provinciale 215 in direzione Guardiagrele. Sapevi che il borgo è celebre per la produzione di gioielli artigianali? È proprio qui che ancora si lavora l’originale presentosa, un gioiello in oro che viene prodotto anche a Scanno, altro comune da visitare in Abruzzo.

Venti chilometri ci separano da Fara San Martino, ma prima ci attendono altri due interessanti passaggi: uno a Bocca di Valle, l’altro a Pennapiedimonte. L’itinerario, lungo la provinciale 214, si fa più ricco, con curve in rapida successione. L’arrivo a Fara, così come la coincidenza con le Gole di San Martino, ci fa entrare nella parte più green di questo viaggio in sella.

Un on the road che ti conquisterà soprattutto tra maggio e settembre, ma che – condizioni meteo estreme a parte – puoi percorrere senza problemi durante tutto l’arco dell’anno. Certo è che tra dicembre e marzo la neve rende tutto più bello, anche le montagne della Majella orientale. Proprio quella sulla quale affaccia il borghetto di Palena, approdo finale del nostro tour.

Nonostante non sia molto noto, e le riprese avvennero alle porte di Roma, è proprio ispirandosi a Palena che Ettore Maria Margadonna scrisse la sceneggiatura di Pane, amore e fantasia. Un film che è rimasto nel cuore di tante generazioni, con le sublimi interpretazioni della Lollobrigida e di De Sica padre. Margadonna, che di Palena era originario, decise di rifarsi a quelle scene tipiche di paese per il soggetto di una pellicola ancora oggi molto amata dai cinefili.

Stefano Maria Meconi

Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015