
Roma, la bellissima capitale della penisola, a volte accentra su di sé tutta l’attenzione dei turisti, mettendo in ombra il fantastico panorama circostante. In quello che Teocrito avrebbe definito un idillio, un gioioso quadretto rurale, il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini accoglie boschi e piccoli borghi pronti a ospitare gli stanchi viandanti e regalare loro una pausa rigenerante. E, tra questi, ce n’è uno che è il locus amoenus degli artisti per definizione, Cervara di Roma. Ben 1000 metri d’altitudine, meno di 500 abitanti, ma numerosi scorci incantevoli ad attendere i visitatori. Scopriamolo insieme.
L’itinerario in moto verso Cervara di Roma, nell’entroterra laziale, può essere battuto tendenzialmente tutto l’anno, a seconda di passioni ed esigenze. Dal momento che, una volta partiti da Fiuggi, tutte le tappe più rilevanti si trovano all’interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, vale la pena considerare le eventuali condizioni meteo del periodo, per non farsi trovare impreparati.
Siamo a Fiuggi, uno dei borghi più interessanti e caratteristici del frusinate e, dopo una passeggiata nel centro storico medioevale, un assaggio della miracolosa acqua benefica del posto e qualche bagno termale, siamo pronti a partire. Una volta inoltrata la SP147 per Grotte di Collepardo, pochi chilometri ci separano dalla prima tappa: le cascate di Trevi nel Lazio. Una nuotata, una merenda e ci si rimette in sella, direzione SP193, verso Jenne, il curioso borgo che ospiterà la nostra seconda breve pausa. La strada provinciale 36c e il Viale delle Praterie saranno gli ultimi chilometri che precederanno Livata e offriranno un panorama alla guida veramente notevole. Dopo aver preso un caffè anche nella piccola cittadina collinare di Livata, siamo pronti a ripartire; una curva dopo l’altra saremo a Cervara di Roma, grazie alla storica via San Rocco. I 7 chilometri circa di Via della Volpe Rossa saranno l’ultimo sprint fino a Campaegli, affascinante borgo storico e capolinea del nostro viaggio.

[foto @ValerioMei/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Cervara di Roma è uno dei gioielli del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, scenografico borgo laziale famoso per la sua “Montagna scolpita dagli Artisti“, una sorta di museo a cielo aperto interamente inciso nella roccia.
Con un’altitudine di 1.053 metri s.l.m., è il borgo più alto della città metropolitana di Roma e il secondo del Lazio, dopo Filettino. La suggestiva bellezza dei paesaggi naturalistici si fonde perfettamente con il suo patrimonio artistico, ereditato dalla presenza di numerosi artisti di fama internazionale che, nell’Ottocento, scelsero questo paese come fonte d’ispirazione. Tra questi, Joseph Anton Koch, Bartolomeo Pinelli, Samuel Morse (inventore del codice di comunicazione telegrafico), Jean-Baptiste Camille Corot e Oskar Kokoschka. La fama di Cervara è tale che un’opera qui realizzata, Les Cèrvaroles, è esposta al Musée d’Orsay di Parigi.
La montagna e la transumanza, le numerose forme d’arte e il rapporto simbiotico con la natura rappresentano gli elementi di forza di una visita a Cervara, borgo che ha fatto dell’arte la sua ragione d’essere e, allo stesso tempo, anche una ricchezza per i turisti.

Definita una delle meraviglie dei Simbruini e un angolo di paradiso naturale che si apre agli occhi del visitatore, la cascata di Trevi è una tappa obbligata, raggiungibile in pochi minuti da chi ama la natura, la storia e l’archeologia. Seconda cascatella sull’Aniene dopo quella di ponte delle Tartare, in località Comunacque (zona più bassa del territorio trebano), la cascata di Trevi è un luogo dove la bellezza, la storia e il misticismo formano un connubio molto forte.

Ai margini del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini troviamo il piccolo ma grazioso borgo di Jenne. Un paesino che si mostra compatto e ben arroccato su uno sperone roccioso, proteso verso la Valle dell’Aniene. Le sue origini sono antiche ma, purtroppo, è tra i paesi meno conosciuti dei Monti Simbruini. In realtà, custodisce interessanti testimonianze del suo passato e, inoltre, ha il vantaggio di trovarsi in una delle aree più belle e protette del Lazio.

Campaegli fa parte del Comune di Cervara di Roma e contribuisce ad arricchire il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, grande 30.000 ettari, tra Lazio e Abruzzo, in mezzo a valli, fiumi e borghi. La zona è meno battuta rispetto ad altre, forse perché meno nota, e questo fa sì che si possa raggiungere una quiete quanto mai preziosa. La natura la fa da padrona e gli abitanti del posto ci si sono abituati, vivendo la montagna proprio da ospiti di un grand hotel.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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