L’Italia e i teatri, un rapporto di artistica complicità che dura ormai da secoli, ma che dico, da millenni. Il Teatro greco di Siracusa ospita 15mila persone ancora oggi, a 2500 anni dalla sua costruzione, ed è un luogo di sorprendente bellezza storica e culturale. Il Teatro San Carlo a Napoli, il più antico dedicato all’opera in tutta Europa e capace di accogliere, in passato, oltre 3000 spettatori. E poi c’è lui, il teatro più piccolo al mondo, un gioiellino che sembra quasi finto per quanto è bello, con una storia davvero curiosa e una location altrettanto interessante, in un paesello della campagna di Lucca, in Toscana. Curiosi di saperne di più?
Anno 1889, la location è quella di Vetriano, piccola frazione dell’altrettanto piccolo comune di Pescaglia, in Toscana. Virgilio Biagini, un ingegnere, decide di donare alla comunità un fienile, con un obiettivo però diverso da quello della sua destinazione d’uso originaria: trasformarlo in un teatro. Nasce così la Società Paesana, i contadini e gli abitanti versano 2 lire ciascuno e, per ogni mese a seguire, altri 50 centesimi (erano decisamente tempi più economici), e si impegnano nei lavori. Dopo solo un anno, il Teatrino di Vetriano vede la luce: un piccolo palcoscenico, tante decorazioni su legno, una platea e due ordini di gallerie con dei balconcini che oseremmo definire romantici, su cui ci sono panche in legno. La capienza? Commisurata alla superficie: 60 posti in platea, 20 in galleria. Più che un teatro nel senso classico, è un luogo di ritrovo, di sperimentazione culturale, di curioso consociazionismo tra le persone del posto. L’esperimento dura pochi decenni, e il teatrino rischia di finire abbandonato per sempre, finche il FAI – Fondo Ambiente Italiano ne rileva la gestione nel 1997, lo ristruttura e lo rende nuovamente aperto al pubblico, 85 posti in tutto, quanto basta per dare vita – il Guinness World Record ci ha messo la firma – al teatro più piccolo al mondo.
Un fienile divenuto teatro, con tanto di sacrifici, o forse di geniale ottimizzazione degli spazi. Il teatro più piccolo al mondo, quello di Vetriano in Toscana, non rinuncia però agli stilemi classici degli spazi teatrali. Il palcoscenico c’è, anche se misura appena 30 metri quadrati. I camerini ci sono, appena 2 e di dimensioni ridottissime. La stanza dei costumi c’è anch’essa, perché ogni spettacolo che si rispetti vuole il cambio d’abito. Il sipario è affrescato con particolare gusto artistico tipico di fine Ottocento, compresa l’iscrizione Progredi et honeste delectare; stesso amore per l’arte che ritroviamo nei Fiori del teatrino di Vetriano, simbolo di “adozioni” di generosi mecenati interessati a contribuire al mantenimento di questo gioiellino della Toscana. E infine, il calendario delle aperture, che vale sia in occasione degli spettacoli sia per i giorni normali, durante i quali è possibile visitare il teatrino, con accompagnamento della guida, al costo di 8 euro (gratuito per i soci FAI).
Lasciato il centro di Lucca, costeggiamo le mura cittadine passando su viale Guglielmo Marconi e viale Agostino Marti, immettendoci poi sulla SS12. Proseguiamo lungo la statale fino al ponte sul fiume Serchio, dove deviamo sulla SP20, per raggiungere in complessivi 20 chilometri Borgo a Mozzano, la bella località celebre per il Ponte del Diavolo, sosta amatissima anche dai motociclisti. Da qui, torniamo per un breve tratto indietro fino al bivio con la SP32, e da qui seguiamo le indicazioni per Vetriano, che si raggiungere in altri 11 chilometri. È possibile poi continuare lungo la SP32/Via Licese verso la costa, fino ad arrivare a Viareggio e alla Versilia, oppure lasciarsi conquistare dalle strade che ci conducono, in direzione nord, fino alla Garfagnana.
Foto di copertina: Fondo Ambiente Italiano. Tutti i diritti riservati.
Giornalista, appassionato di viaggi e tecnologia, ho iniziato a occuparmi di TrueRiders sin dalla sua fondazione nel 2015. Mi piace raccontare il modo attraverso numeri e curiosità, perché ogni viaggio è un'esperienza da raccontare e condividere
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