
Sulle sponde del Po, la Bassa parmense è un’area storico-geografica dove si è scritta un’importante fetta della storia d’Italia. Qui si trovano antichi castelli, moderni labirinti, piccoli borghi e il più lungo fiume nazionale. Nonostante non sia una zona “motociclistica” in senso stretto, percorrerla in moto potrà risultare piacevole per vari motivi. Innanzitutto, è un itinerario da compiere facilmente in giornata, senza particolari pretese o difficoltà.
L’importanza dei luoghi toccati – per la storia, la musica o la cultura popolare – è, poi, decisamente significativa e suggerisce delle tappe che non lasciano certamente delusi. Andiamo in Bassa Parmense, cari amanti delle due ruote?
Partenza e arrivo nel capoluogo di provincia e 122 chilometri di percorso lungo la Bassa Parmense. Dedichiamo alla bella città emiliana una lunga e approfondita visita, lasciandoci conquistare dalle sue storiche architetture, come quella del Battistero. Parma, Capitale italiana della cultura 2020, suggerisce anche un’approfondita analisi del suo patrimonio enogastronomico. Lasciata la città, sono 22 i chilometri che ci separano dal Labirinto della Masone di Fontanellato. Li percorriamo seguendo la SS9, ovvero la Via Emilia, fondamentale arteria della Pianura Padana. Dopo aver scoperto il curioso edificio, opera del maestro Franco Maria Ricci, proseguiamo per il centro di Fontanellato (5 chilometri) alla ricerca delle antiche tracce di queste terre. La visita si conclude e risaliamo in sella alla volta di Busseto, la città di Giuseppe Verdi.
Lungo i 18,4 chilometri che ci separano dalla prossima meta passeremo proprio per Roncole, dove il maestro nacque oltre due secoli fa. Qui non possiamo che fermarci a scoprire i luoghi – civili e religiosi – di una piccola cittadina straordinaria, che dista un tiro di schioppo dal Po. Sarà proprio Verdi il protagonista di questo tour che tocca Roccabianca e Colorno, lungo la strada che, in circa 50 chilometri, ci porta a Brescello.
Siamo usciti dalla Bassa parmense deviando verso la provincia di Reggio Emilia, ma c’è un buon motivo per farlo. Brescello è, infatti, la città di Don Camillo e Peppone, il celebre ciclo di racconti (trasformati in film) nati dalla penna di Giovannino Guareschi. Scomparso nel 1968, lo stesso Guareschi veniva proprio da queste zone: era nato a Fontanelle di Roccabianca, nella Bassa parmense, il 1° maggio 1908.
Passeggiando per la piazza principale, dove si ammira il profilo elegante della Chiesa di Santa Maria Nascente, ci si imbatte quasi per caso nella statua di Don Camillo, con le sembianze dell’attore francese Fernandel, sua rappresentazione più celebre. A Brescello si può visitare il Museo di Don Camillo e Peppone, dove sono ricordati i primi cinque film del ciclo. Il sesto, Don Camillo e i giovani d’oggi, fu infatti girato a San Secondo Parmense. L’ultimo, il remake di Terence Hill dell’83, venne girato a Pomponesco. Il nostro percorso lungo la Bassa parmense prosegue per altri 24 chilometri, passando per Sorbolo e Lentigione e terminando nel luogo di partenza, Parma.

[foto @faber1893/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
La Bassa parmense è una zona tipicamente pianeggiante dell’Emilia-Romagna, con un dislivello tra comuni che non supera i 30-40 metri. Si tratta di una pianura alluvionale, costeggiata a nord per l’intera lunghezza dal fiume Po. Appartiene, come è facile intuire, alla provincia di Parma. Nonostante una sempre maggiore attenzione ai fenomeni delle piene, con la costruzione di casse di espansione, ancora nel 2014 si è verificata una grave alluvione. La stessa zona fu drammaticamente interessata dall’alluvione del Polesine del 1951, che devastò le province di Rovigo e Venezia. Un punto molto fragile, ma bellissimo della nostra amata penisola.
La bassa, così viene chiamata dagli abitanti, si suddivide in dodici comuni: quelli della bassa ovest e quelli della bassa est. In particolare appartengono bassa ovest: Busseto, Polesine Zibello, Soragna, Roccabianca, Fidenza, Fontanellato, San Secondo Parmense, Fontevivo. Fanno parte della bassa est i comuni di: Sissa Trecasali, Colorno, Torrile, Sorbolo Mezzani. Il centro abitato più vicino a Parma è Sorbolo Mezzani (14 chilometri), quello più lontano è Busseto (41 chilometri).

Territorio dalla profonda vocazione gastronomica, la Bassa parmense ospita innumerevoli luoghi d’interesse, monumenti e punti d’attrazione. La visita alla zona trova i suoi apici in Busseto, Fidenza e Fontanellato. Busseto, che fu capitale dello Stato Pallavicino dal 1394 al 1585, conserva in modo pregevole le tracce del suo antico e glorioso passato. La Rocca Pallavicino, oggi impiegata come sede del Municipio, è uno splendido edificio dalle forme di sintesi tra una dimora nobiliare e un castello. Costruita intorno all’anno Mille, al suo interno ospita il Teatro Giuseppe Verdi.
Il nome del più noto compositore italiano è di casa: Verdi nacque nella frazione Le Roncole di Busseto nel 1813, vi visse per anni ed è qui che si trova Casa Barezzi. L’edificio, di epoca ottocentesca, apparteneva ad Antonio Barezzi, suocero di Verdi, e oggi ospita il Museo Verdiano. Oltre alle architetture civili e religiose, vale la pena soffermarsi ad ammirare la Corte delle Piacentine, elegante edificio rurale del 1800, che è oggi un pregiatissimo agriturismo.

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La vicina località di Fontanellato è ampiamente considerata come una splendida meta turistica. Tra i suoi riconoscimenti figurano la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, quello di Città d’Arte e Cultura e quello di Cittaslow per i temi dell’enogastronomia e della qualità della vita. Splendida la Rocca Sanvitale che, costruita dal 1124, è oggi quasi interamente circondata dalle acque. Ricorda un po’ il Castello Estense di Ferrara, e ha splendide decorazioni interne, come quelle della Stufetta di Diana e Atteone, opera del primo Cinquecento del Parmigianino.
Insieme agli eleganti profili del Santuario della Vergine del Soccorso e dell’Oratorio di Santa Maria Assunta, Fontanellato ha un luogo che stupisce davvero: il Labirinto della Masone. La sua realizzazione, che risale solo al 2015, si deve al progetto visionario dell’editore Franco Maria Ricci, che ha voluto dedicare a questo labirinto uno spazio di 70 mila metri quadrati. Il percorso, che si apre lungo una piantagione di duecentomila piante di bambù, è arricchito dalla presenza di una galleria d’arte. Al suo interno vi sono, lungo uno showroomdi cinquemila metri quadrati, opere di grandissimo pregio: Ludovico Carracci, Gian Lorenzo Bernini, Francesco Hayez, Antonio Ligabue e non solo. Approfondisci qui con un itinerario ad hoc.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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