A metà strada tra i due mari della Puglia c'è una piccola città dai palazzi pastello dove assaggiare tutto il buono del Salento

A metà strada tra i due mari della Puglia c’è una piccola città dai palazzi pastello dove assaggiare tutto il buono del Salento

Nel Salento c'è un meravigliso borgo che si "Specchia" in due mari: lo Ionio e l'Adriatico. Il percorso per raggiungerlo in moto è molto emozionante.
Antonia Festa  | 31 Ago 2025  | Tempo di lettura: 3 minuti
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Sulla punta estrema del tacco dell’italico stivale si trova Specchia, particolare cittadina della provincia di Lecce, nel Salento, la terra del cielo, del mare e del vento. Le sue origini risalgono ai Normanni e addirittura i Vichinghi pianificarono la dominazione di queste terre, per la loro bellezza e importanza strategica. Oggi, Specchia non è particolarmente conosciuta dai turisti, per la sua lontananza dal mare ma, in realtà, sarebbe perfetta per gli “indecisi” che non sanno scegliere tra costa ionica e quella adriatica. Specchia, infatti, si trova quasi a metà strada fra l’una e l’altra. Siete pronti per un tour in motoa cavallo dei due mari?

Salento cost to cost fino a Specchia: l’itinerario completo

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Itinerario

Il giro del Salento parte in direzione ovest; la SP364 sarà la nostra prima compagna di viaggio, ma la saluteremo dopo pochi chilometri per sfruttare la SS274 Salentina Meridionale. La statale ci condurrà fino a Gallipoli, meta turistica balneare d’eccellenza. Da qui sarà la SP361 a permetterci di buttarci a capofitto verso levante, con il viso verso il sole. Maglie sarà lo snodo viario dove troveremo la SP363, fedele compagna che ci condurrà fino a Santa Cesarea Terme, il nostro affaccio privilegiato sull’Adriatico. Un altro tuffo nel profumo di salsedine e poi via, attraverso un breve tratto di costa per sfruttare un susseguirsi di strade provinciali che, in pochi chilometri, ci permetteranno di tornare al punto di partenza. Specchia ci attende impaziente per mostrarci tutte le sue bellezze.

Specchia: un tempo del clero, oggi patrimonio comune


Centro storico di Specchia [foto @Giambattista Lazazzera / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Sino al 1873 la denominazione del paese era Specchia De’ Preti, che traeva origine dall’antico nome latino di Specula presbitorum. Se Specula (poi tradotto in Specchia) si riferiva a una località sollevata artificialmente (le specchie), il riferimento ecclesiastico era, invece, dovuto a una nutrita presenza di proprietà afferenti al clero regolare e secolare. Altro dato certo è che fino agli inizi del XIX secolo il paese fu territorio sottoposto al dominio di diverse famiglie nobili che si susseguirono nel tempo, incastrato, come il resto dell’Europa, in quello che era definito sistema feudale. E il suo centro storico non smette mai di raccontarci qualcosa di meraviglioso e antico. Le sue case, a tratti candide, a tratti caratterizzate da pregevoli tinte pastello, sono una testimonianza unica di come la vita, un tempo, scorreva serenamente, scandita dal solo rintocco delle campane. Ben sette sono, infatti, le chiese disseminate per il paese e ognuna di essere merita di essere visitata.

Dopo aver dedicato qualche ora alle bellezze architettoniche di Specchia, Castello Risolo in testa, concedetevi un momento di ristoro con l’ottima cucina locale. Qualora amaste di più il dolce, non potrete non assaggiare il pasticciotto oppure, se preferite il salato, soffermatevi sulle pittole, palline di pasta fritta che rappresentano il tipico street food specchiese e salentino. Ma non lasciatevi ingannare perché le pittole esistono sia in variante salata che dolce e sono, quindi, perfette per tutti i palati.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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