Alle porte di Venezia c’è un orologio costruito nel 1386: per gli storici è lui il più antico al mondo

Alle porte di Venezia c’è un orologio costruito nel 1386: per gli storici è lui il più antico al mondo

Si trova in Veneto l’orologio funzionante più antico al mondo e richiama tantissimi turisti. Tra torri, chiese e palazzi storici, ecco una meta ideale per un mototour primaverile.
Antonia Festa  | 04 Apr 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

L’Italia è ricca di bellezze storiche, archeologiche e architettoniche ma in pochi sanno che il Bel Paese detiene anche il primato dell’orologio funzionante più antico del mondo. Siamo a Chioggia, a pochi chilometri di distanza da Venezia, poco oltre la punta del suo Lido. La Torre di Sant’Andrea ospita un orologio di origine medievale funzionante, il cui ticchettio accompagna gli abitanti da più di sei secoli. Il primato è stato riconosciuto solo negli ultimi vent’anni, quando un mastro orologiaio, Aldo Bullo, nel ristrutturare la torre si accorse di avere davanti un pezzo di storia. Le ricerche hanno confermato ciò che già compariva in archivio: l’orologio funzionava già nella seconda metà del Trecento e, dunque, è più vecchio di quello di Salisbury. Ma Chioggia è un’ottima meta anche per i bikers, dunque partiamo?

Chioggia: l’unicum mondiale ha firma italiana


[foto @FedeLag/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Il primo documento che attesta l’esistenza dell’orologio della Torre di Sant’Andrea è datato 1386. Nonostante si ritenga che sia più vecchio di qualche decennio, non ci sono documenti antecedenti alla Guerra di Chioggia del 1381, tra Genova e Venezia. La Torre dell’Orologio di Chioggia, a Corso del Popolo, si deve alla famiglia Dondi, dinastia di costruttori di orologi, per la precisione a Jacopo Dondi, medico, astronomo e orologiaio, che assieme al figlio Giovanni divenne famoso per la progettazione di meccanismi astronomici complessi.

Il meccanismo si trova al quinto piano della torre, costruito in ferro battuto, ed è funzionante. Durante le visite al Museo dell’Orologio di Chioggia viene messo in movimento a scopo dimostrativo. Il quadrante esterno che si vede dalla piazza è in pietra d’Istria bianca e diviso in 24 parti a numeri romani, con al centro un sole sullo sfondo azzurro. Che sia un’opera dei Dondi lo si capisce dai quattro montanti di lato che finiscono a punta sopra e a “zampe di cane” sotto, caratteristica che si nota anche all’Astrario di Padova, a Piazza dei Signori, costruito da Giovanni Dondi. Il meccanismo è semplice e permette di scandire anche i rintocchi delle ore che si ripetono in pochi minuti.

L’orologio di Chioggia fu riparato nel 1424 e nella seconda metà del XVIII secolo, con l’aggiunta del pendolo, ma la struttura è pressoché la stessa. Il riconoscimento internazionale è arrivato nel 2006 e nel 2015 l’edifico è stato visitato da 40 esperti inglesi dell’Antiquarian Horological Society, che hanno confermato che il lavoro di Jacopo e Giovanni rappresenta un unicum al mondo.

La millenaria Torre di Sant’Andrea

La Torre di Sant’Andrea, che ospita l’orologio, è più antica. Alta 30 metri e mezzo e costruita in stile romanico, sulla sua origine ci sono due ipotesi. C’è, infatti, chi ritiene che risalga ai primi secoli dell’età cristiana, mentre l’analisi sui materiali da costruzione la daterebbe tra VII e VIII secolo. Tra due file di pietre parallele ce n’è una di mattoni orizzontali e messi a croce, caratteristica tipica del 600-700. A conferma di tale tesi ci sono i cinque gradoni di trachite alla base, materiale proveniente dai Colli Euganei.

La torre, dunque, sarebbe nata prima della chiesa adiacente. La Chiesa di Sant’Andrea, del X secolo, è in stile bizantino, con la facciata barocca di circa 16 metri, e conserva opere di Palma il Giovane. A testimonianza del restauro del 1912 c’è una lapide in latino sopra l’ingresso: “Questa torre, un tempo baluardo della città e ora destinata a diffondere rintocchi di pace, superato il millennio, ancora sta, ragguardevole per antichità e memorie, dopo essere stata restaurata con perizia e arte nell’anno del Signore 1912”. Il restauro tra il 1997 e il 2006, infine, ha convertito l’interno della torre in un museo verticale a 7 piani.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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