Alta più di 1000 metri, questa ‘pietra’ leggendaria è uno dei monumenti naturali più belli d’Italia e assomiglia a una nave

Alta più di 1000 metri, questa ‘pietra’ leggendaria è uno dei monumenti naturali più belli d’Italia e assomiglia a una nave

Questa rocca iconica è una delle principali attrazioni dell’Emilia-Romagna e attira numerosi turisti per la forma peculiare, la grandezza e la storia. Citata anche da Dante Alighieri, è la meta ideale per un mototour sull’Appennino Tosco-Emiliano.
Antonia Festa  | 10 Apr 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Una vera e propria leggenda degli Appennini, imponente e ammirata da tutti. È la Pietra di Bismantova, una roccia che ha conquistato un posto d’onore nel cuore di escursionisti, guide turistiche, motociclisti, appassionati e geologi. A renderla così speciale sono la sua forma, le dimensioni generose e la circostanza che “emerge” dall’altopiano di Castelnovo ne’ Monti come se fosse un fungo. Quello che proponiamo, insomma, non è il classico itinerario a tutte curve (ce ne sono comunque parecchie), ma un’insolita gita all’insegna del verde, per ammirare tutta la bellezza della provincia di Parma e dell’Emilia-Romagna nel suo complesso. Pronti a partire?

Pietra di Bismantova in moto. L’itinerario

Mappa

Percorso

L’itinerario verso la Pietra di Bismantova è di circa 100 chilometri, per 3 ore di percorso, e parte da Parma. Ma a noi di TrueRiders i percorsi troppo lineari non piacciono, ecco perché ci siamo concessi qualche interessante deviazione e tappa intermedia.

Lasciato il centro parmense, seguiamo le indicazioni per la Strada Langhirano (SP665), un lungo rettilineo che arriva fino a Pilastro (7 km) e prosegue per Langhirano, dove la SP98 attraversa il fiume per arrivare sulla sponda est. Da qui, tramite Via Cavo, arriviamo alla bella Abbazia di San Basilide. Sosta, visita e si riparte lungo la SP36/SP80, in direzione di Pieve di Sasso. Inizia il tratto del percorso più ricco di curve e dinamico.

Solo 12 chilometri separano Pieve di Sasso e la Rocca di Belvedere, che merita una tappa. Il Torrente Enza lo raggiungiamo poco dopo, lungo la strada per Vetto, dove c’è un “lido” fluviale. Il tratto finale, che ci porta alla Pietra di Bismantova, è molto piacevole; visitiamo il Canyon di Atticola e tocchiamo una delle “Big Bench” italiane, quella di Castelnovo Ne’ Monti. Passiamo per la SS63 e arriviamo a Bismantova dopo ulteriori 11 chilometri.

Cos’è la Pietra di Bismantova e perché vale la pena visitarla

Un altopiano, uno scoglio di un antico passato marittimo, un monumento naturale. La Pietra di Bismantova è tutto questo e molto di più; è una roccia estesa per 240 ettari e che emerge per 300 metri dalla base, formando una sorta di trono sull’Appennino Emiliano. Quasi del tutto brulla, nelle sue rocce ci sono fossili di molluschi e conchiglie e testimonianze delle epoche in cui la Pianura Padana era in realtà solo mare.

Oggi ci sono boschi fittissimi e montagne, ma un tempo da Bismantova il mare non si poteva solo vedere, ma anche toccare. Ecco perché è diventata tanto apprezzata dai turisti, che la vogliono visitare, scalare, fotografare e raccontare. Persino Dante Alighieri le ha dedicato alcuni versi nella sua celebre Commedia.

Cosa vedere nei dintorni

Canyon di Atticola (o Canyon dell’Atticola)

Una zona di calanchi, che ricorda da vicino l’entroterra corso: il Canyon di Atticola è ricco di natura e di paesaggi che passano dalle rocce brulle ai boschi più fitti. Perfetto da scoprire in ogni momento dell’anno, questo luogo dà il meglio di sé in autunno, quando terreno e natura sembrano confondersi in mille sfumature di marrone, rosso, giallo. Ci sono anche dei piccoli “vulcani” da ammirare.

Lido di Vetto

Dove ci si può fare il bagno, se il mare più vicino è a un centinaio di chilometri? Intorno alla Pietra di Bismantova, la soluzione ideale è quella del Lido di Vetto. Una bella zona fluviale, intorno al Torrente Enza (lo si conosce, appunto, come Lido Enza), dove tuffarsi nelle fresche e limpide acque e rinfrancarsi anche durante le giornate più calde. Nel bagaglio da moto, quindi, vale sempre la pena avere un costume!

Rocca di Belvedere

Oggi rimane davvero poco del fascino di un tempo, ma la Rocca di Belvedere a Rusino di Tizzano Val Parma era uno dei castelli più importanti della zona. Fu occupato dagli Este, dai Visconti e dagli Sforza ma andò pian piano degradandosi dopo l’arrivo di Napoleone in Italia. Al momento, si può vedere solo una grande torre, vuota all’interno e protetta da impalcature.

Abbazia di San Basilide (o Badia Cavana)

Fondata dai Vallombrosani (monaci di rito Benedettino) intorno all’anno 1096, l’Abbazia di San Basile si trova a Lesignano de’ Bagni, nel parmense. La storia della struttura è legata a Matilde di Canossa, della quale San Bernardo degli Umberti, monaco vallombrosano, era consigliere spirituale. L’edificio ha affrontato, nei suoi oltre 1000 anni di vita, molte modifiche e ristrutturazioni (l’ultima nel 2011-2015), ma ha mantenuto un elegante fascino del passato, con le architetture in pietra e l’atmosfera di pace e serenità.

Scopri anche il tour dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza!

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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