Atmosfera autentica e rurale per uno dei borghi più piccoli e caratteristici dell'Umbria

Atmosfera autentica e rurale per uno dei borghi più piccoli e caratteristici dell’Umbria

Farnetta, tra Orvieto e Todi, è uno dei borghi più piccoli e autentici dell’Umbria: scopri l’itinerario in moto e l’atmosfera rurale
Edoardo Galeani  | 06 Mar 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Perdersi in un luogo abbracciato dal verde, alla ricerca di pace ed un’atmosfera davvero unica è ciò che a noi piace di più. Ormai l’avrete capito, siamo amanti di luoghi nascosti e perle rare da scoprire di volta in volta. Oggi ci troviamo immersi nel verde dell’Italia centrale, tra le colline silenziose che separano Orvieto e Todi. Qui c’è un posto dove il tempo sembra quasi aver rallentato per sempre. Una piccola frazione nel comune di Montecastrilli, nella provincia di Terni, accerchiata da un paesaggio fatto di campi coltivati, ulivi e lunghe strade che sembra quasi non abbiano fine. È una delle zone più antiche dell’Umbria, tra le più caratteristiche ed autentiche. Lontani dai classici flussi turistici ed immersi in una dimensione rurale unica. Siamo a Farnetta.

Farnetta in moto. L’itinerario

Percorso

Per questo viaggio abbiamo previsto un percorso che si compone ad anello. Partendo da Acquasparta ritorneremo al punto di partenza dopo aver fatto tappa a Collevalenza, Palombara-palazzo e, per l’appunto, Farnetta. Iniziamo il percorso prendendo via Guglielmo Marconi e Str. Spoletina/SS418 in direzione di SS3bis. Seguendo SS3bis in direzione SP97 per 8km si prende l’uscita Collevalenza. Da qui si procede su SP414 in direzione SP382 a Collevalenza e dopo appena 5km ecco la prima tappa. Un tratto di strada breve che ci impegnerà solo per 14km circa. Una volta ripartiti si procede in direzione ovest su SP382 e si prende Str. Delle Crete. Da qui si continua su SP39 per poi prendere Vocabolo Palazzo. Dopo appena 10km dalla prima tappa eccoci al secondo check-point: Palombara-palazzo. Tratti brevi di strada che piano piano ci avvicinano alla metà.

Ripreso il viaggio si procede seguendo Str. Del Palazzo fino a SP39. Da qui si prende SP37 in direzione via Roma ad Avigliano Umbro. Dopo 3km si prende via G.Salvemini in direzione SP82 ed eccoci arrivati alla nostra destinazione: Farnetta. Qui vale la pena prendersi una pausa e godersi questo luogo incredibile. Dopo un po’ di riposo e dopo aver staccato la mente, il viaggio si conclude tornando al punto di partenza. Con soli 15 minuti e 12km saremo tornati al punto di partenza. Un percorso ad anello che ci terrà occupati per 57 minuti di viaggio tra curve e sguardi incredibili circondanti dalla natura. Un totale di 44,4km in cui immergersi nello spirito bucolico.

Le origini

Il nome di questo borgo sembra prendere origine dalla “Quecus frainetto”, un tipo di albero molto comune nei boschi delle campagne limitrofe. La sua storia affonda le radici fin dall’Alto Medioevo, tanto che i primi documenti storici risalgono, uno al 1112 in cui si riportano le volontà del conte Rapizone degli Arnolfi di donare (con una po’ di imprecisione) una serie di chiese e fondi al monastero della Vergine Maria di Farfa, con le relative clausole. L’altro documento invece, datato sempre nello stesso anno, riporta i nomi delle chiese e dei fondi donati. Ed è qui che compare una chiesa di Farnetta e quella di S. Lorenzo in Nifili, posta proprio nel territorio di Farnetta.

La storia di questo borgo racconta, anche, di come nel 962 Ottone I avesse assegnato ad un suo collaboratore una parte cospicua di territori dell’Umbria meridionale, per la precisione tra Terni, Todi e Narni. Qui vi era proprio Farnetta, e ne determinò l’origine delle cosiddette Terre Arnolfe (per via del nome del collaboratore di Ottone I).  Queste terre, poi, passarono sotto il controllo della Chiesa, per poi essere conquistati ad inizio XIII secolo da Todi. Dopodiché Farnetta cessò di far parte delle Terre Arnolfe.

A seguito di questa conquista Farnetta divenne un vero e proprio avamposto di frontiera di Todi verso Amelia e Narni con la quale Todi si scontrò duramente nei secoli XII XV.

Farnetta, un piccolo borgo, autentico e sorprendente

Nel corso della sua storia questo borgo fu circondato da una cinta di mura castellane di cui però oggi non rimangono tracce. Esiste però una torre di guardia, nota come Torre della Palombara, che si erige al centro di un insieme di corpi di fabbrica che formavano una fattoria. Questa torre veniva utilizzata come punto d’avvistamento in epoca tardo medievale. Farnetta oggi è considerato uno dei borghi più piccoli e caratteristici della regione umbra. Qui prevale il silenzio, la natura ed un vero senso di autenticità che sa catturare fin dal primo momento. I panorami che si aprono sulla campagna restituiscono l’immagine di un’Italia che solo in luoghi del genere è possibile riscoprire.

Edoardo Galeani
Edoardo Galeani

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.

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