
Perché usare i fiori quando si possono decorare le finestre con le pannocchie? In mezzo alla Valle del Chiese, le decorazioni son gialle, perché c’è un borgo che, del mais, ha fatto la sua identità. Stiamo parlando del comune di Storo, nel Trentino meridionale, famoso per l’oro di Storo (pregiata farina di mais) e per le case ornate di pannocchie appese a essiccare. L’itinerario di oggi ti porta nel regno della polenta, dai riflessi del Lago di Garda al Lago di Ledro e, infine, al Lago d’Idro. Partiamo!
Il tour parte da Riva del Garda e precisamente da Viale dei Tigli. Continua sul viale andando verso nord fino alla rotonda e prendi la terza uscita sulla SS240. Continua fino alla rotonda successiva (quella vicino all’Area Archeologica San Cassiano), lasciandoti alle spalle la riva del Lago di Garda per inoltrarti tra le vallate. Dovrai percorrere la Galleria Agnese fino al percorso storico della Strada del Ponale.
Continua sulla SS240 passando per la Biacesa di Ledro prima e per Molina di Ledro. Qui c’è il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro che merita una visita. Prosegui per Via Nuova, passando sotto Villa Dianella finché non arrivi a Pieve di Ledro. Da qui mantieniti sulla SS240 che porta in direzione Storo passando per un paio di località che fanno da confine fra Trentino e Lombardia, percorrendo il Passo d’Ampola fino alla Cascata d’Ampola.
Poco prima di arrivare a Storo ci sarà una pineta e qualche tornante; salendo per Via Giuseppe Garibaldi dovreste notare, sulla sinistra, la Chiesetta di San Maurizio. Dalla SS240 al centro di Storo, sotto al bar, si prende la SP69 e ci si rimette in viaggio verso sud, passando per una zona industriale vicino al piccolo Lago Roversella. Dalla SP69 svolta su Via Campini, sali e poi riscendi alla SP BS 237, direzione Lago d’Idro fino ad Anfo, ai piedi del Monte Censo.
Le strade principali di riferimento lungo il percorso sono la SS240, la SP69 e la SP BS 237.

[foto @Fabio Caironi/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
A Storo il mais è un prodotto identitario. Chi arriva può vedere le pannocchie appese a essiccare, tradizione che ha radici profonde nella cultura contadina. “Oro rosso di Storo“, così viene chiamata la varietà pregiatissima di mais caratteristica di questo posto, visto il colore rosso ramato che prendono le pannocchie, più piccine di quelle che di norma si vedono in pianura.
La polenta locale si ottiene dalla macinazione delle pannocchie coltivate nella Valle del Chiese, ossia l’area che va dal sud Trentino fino al Parco Naturale Adamello Brenta e la farina ricavata è lavorata ancora con metodi tradizionali che preservano le proprietà della materia prima.

Il centro storico di Storo è caratterizzato da dipinti a muro, corti, ballatoi, stradine selciate, otto fontane di granito e decorazioni con il mais. Il borgo si sviluppa intorno a diversi edifici storici. Innanzitutto, Palazzo Lodron, dove hanno vissuto i feudatari dalla Prima Crociata, poi Palazzo Bavaria, altro importante testimonianza di architettura nobiliare.
Tra gli edifici religiosi, invece, spicca la Chiesa di San Floriano, citata per la prima volta al 1189, una delle più antiche di tutta la zona. Ospita i lavori di Gaspare Diziani e una pala di Palma il Giovane del 1617. Merita una visita anche la Chiesa di San Lorenzo, del XV secolo, che conserva gli affreschi dei Baschenis, pittori di Averara noti nell’area alpina.

[foto @Fabio Caironi/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Non puoi perdere un giro al Parco Forte Ampola, un parco storico e museale in un edificio di metà Ottocento dedicato alle guerre dall’Unità d’Italia fino alla Prima Guerra Mondiale, visto che Storo fu zona di confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico. Si trova vicino al Lago d’Ampola.
Se ami la natura, nei dintorni sorge la Cascata del Palvico, chiamata anche buco della morte. Formata dal torrente Palvico, crea un canyon profondo con diverse pozze e salti d’acqua fino a 20 metri in verticale; per raggiungerlo devi camminare tra boschi di conifere e formazioni rocciose.
Ultima cosa da vedere è la Bastia di Storo (o quel che ne rimane), eretta nella seconda metà del XV secolo. Accanto si trova la piccola chiesa di San Lorenzo, con meravigliosi affreschi del Cinquecento; tutta l’area si può facilmente raggiungere a piedi, tramite un percorso didattico.
[foto copertina @Fabio Caironi/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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