Dalla Puglia alla Campania passando per un piccolo borgo che fa del formaggio il suo cavallo di battaglia

Dalla Puglia alla Campania passando per un piccolo borgo che fa del formaggio il suo cavallo di battaglia

Scopri Zungoli in moto: borgo medievale tra Puglia e Campania, famoso per il caciocavallo podolico e grotte di tufo
Edoardo Galeani  | 07 Gen 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

In un territorio di colli e tradizioni rurali, a cavallo tra il confine di Puglia e Campania sorge un piccolo borgo medievale. Situato a 650 metri sul livello del mare, questo borgo domina la valle dell’Ufita e fronteggia il Monte Molara, nel cuore dell’Irpinia. Un piccolo borgo della provincia di Avellino che, vista la sua posizione geografica, lo rende un luogo in grado di tramandare atmosfere e sapori di due regioni, nonostante mantenga la propria identità campana. Si tratta del borgo di Zungoli.

Zungoli in moto. L’itinerario

Percorso

L’itinerario verso il borgo di Zungoli è diretto e suggestivo. Partendo da Foggia si guida da SS655, SP 119, SP137 e SP91ter a Monteleone di Puglia per circa 60km e si prosegue fino a Zungoli per altri 6km. Durante questo percorso ci si lascerà alle spalle la pianura pugliese per entrare nei rilievi montuosi della valle dell’Ufita per raggiungere la tappa intermedia di questo viaggio che da Foggia porta ad Avellino.

Una volta ammirato il borgo di Zungoli ed apprezzatene le specialità culinarie oltre che culturali il viaggio riprende. Prendendo A16/E842 a Grottaminarda da Contrada Fontana Cocozza, SP11, SP236, SP11 e via delle Viti ci si dirige verso il capoluogo di provincia campano. Per circa 19km si mantiene questa direzione per poi seguire A16/E842 in direzione di E841 a Manocalzati. Da qui si prende l’uscita Avellino Est da A16/E842 dopo 32,3km di percorrenza. Continuando poi su E841 per altri 7km si sarà raggiunta la destinazione, ecco Avellino. Un percorso quello da Foggia ad Avellino che si interrompe a metà con la visita a Zungoli per scoprirne la bellezza ed assaggiarne le specialità. Con 2 ore e 14 minuti e circa 127km di viaggio partendo da Foggia si arriverà nella città campana. Basteranno invece 68km e 1 ora e 10 minuti per fermarsi a Zungoli.

Zungoli, un borgo antico

Incerta è l’origine del nome di questo borgo. Spesso viene attribuito ad un condottiero normanno, un certo Leander Juncolo o Curolo. La storia racconta che questo condottiero sfruttò la posizione strategica di Zungoli per costruire un castello detto Castrum Curoli. Ci sono poi altre ricostruzioni storiche circa l’origine del nome del borgo. Altri, infatti, l’associano al toponimo greco Tsungos, cognome che si era diffuso anche in Lucania nella forma di Zungolo.

La storia di Zungoli ha di fatto origini medievali. Tanto che il borgo è sovrastato da un imponente castello normanno del XI secolo. Questo fu ideato come struttura di difesa a causa delle incursioni bizantine. Poi, con il passare dei secoli divenne residenza nobiliare. Questo borgo è profondamente legato ad un passato agricolo. Si riflette nell’antico Regio Tratto Pescasseroli-Candela, che attraversa tutto il borgo ed è testimonianza viva di usi e tradizioni arcaiche legate alla terra. Tanto che, oggi Zungoli è rinomata per la produzione di formaggi, insaccati di qualità, cerali impiegati nella produzione di farina e, poi l’olio di Ravece.

La conformazione che oggi ritroviamo in questo borgo iniziò a partire dall’XI secolo, con la popolazione che si riunì nel centro abitato, che venne fortificato con mura. Sotto il controllo di Federico II di Svevia, intorno al 1200, il borgo assunse il grado di Universitas ossia un comune retto da un sindaco e da pochi amministratori eletti. Questa autonomia, però, durò solo qualche decennio. A seguito della vittoria di Carlo d’Angiò su Manfredi nella battaglia di Benevento, Zungoli passò sotto il dominio angioino dei Montefuscolo. Da cui si successero Alfonso d’Aragona, per poi arrivare alla famiglia Loffredo, che amministrò il borgo fino al 1806.

Il cavallo di battaglia di Zungoli: il formaggio

La tradizione casearia è sicuramente uno dei principali motivi grazie al quale Zungoli è diventato famoso negli ultimi anni. La produzione dei formaggi non è solo elemento dell’economia locale, ma simbolo di identità culturale. Tra i prodotti caseari più rinomati troviamo il caciocavallo podolico. Un formaggio a pasta filata che si ottiene dal latte delle vacche podoliche e che viene, poi, affinato nelle grotte di tufo. Sono proprio le grotte di tufo infatti a raccontare una Zungoli sotterranea. Sono grotte che si sono sviluppate in epoca bizantina e con funzioni differenti: da rifugio a cantina, fino all’impiego odierno per l’affinatura dei formaggi locali. La particolarità del caciocavallo podolico è sicuramente il suo aroma duro ed il sapore pieno. Viene fatto stagionare nelle grotte per più di due anni, si ricopre di muffe sotto le quali la pasta si compatta. Questo prodotto è oggi riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Regione Campania, e viene considerato come il “re” di tutti i formaggi meridionali.

Non solo il caciocavallo podolico viene prodotto a Zungoli, ci sono anche altri formaggi come il caciocavallo irpino, pecorino e formaggi caprini. Una varietà importante che è possibile scoprire nell’evento locale “Formaggi sotto le stelle” che si celebra ogni 10 di agosto ed è possibile degustare piatti e prodotti che rendono omaggio alla ricchezza casearia locale.

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Edoardo Galeani
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