Dominato da un maestoso castello medievale, questo borgo è una delle meraviglie nascoste del Molise

Paolo Albera  | 02 Nov 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

Appoggiato su una collina alle pendici del Matese, con lo sguardo rivolto verso la valle del Volturno, Monteroduni conserva uno dei castelli più caratteristici del Molise. Il Castello Pignatelli domina il centro storico con le sue torri e le mura merlate; siamo in provincia di Isernia, in una località che per secoli ha avuto un ruolo strategico come porta d’accesso al Contado di Molise.

Monteroduni, il borgo molisano dalle origini longobarde

Le origini di Monteroduni sono molto antiche e risalgono addirittura al Neolitico. Il paese nella posizione attuale si sviluppò invece dopo la caduta dell’Impero romano: tra il IX e il X secolo, durante la dominazione longobarda e le incursioni saracene, gli abitanti si trasferirono dalla valle sulla collina, dove sorse il primo nucleo del Castello Pignatelli. Nel XII secolo Monteroduni era già considerata una fortezza importante, definita dalle fonti storiche «la chiave di entrata nel Contado di Molise». Ora il Comune ha duemila abitanti ed è noto per l’Eddie Lang Jazz Festival che risuona ogni estate.

Cosa vedere a Monteroduni

Uno scorcio di Monteroduni tra le piazzette del centro storico.

Il Castello Pignatelli

Il Castello Pignatelli è il simbolo di Monteroduni. Le sue origini risalgono all’epoca longobarda, ma la struttura fu ampliata dai Normanni e trasformata nei secoli successivi. Nel 1503 il feudo passò alla famiglia d’Afflitto; nel 1668 arrivarono i Pignatelli, che la convertirono in una residenza signorile. L’edificio ha pianta trapezoidale, torri angolari, mura merlate e un cortile interno. Il cuore del Castello è il grande salone di rappresentanza, con un soffitto ligneo composto da 190 tavole di quercia dipinte a tempera, risalente ai primi anni del Settecento. Da vedere anche lo scalone cinquecentesco, i portali in breccia rossa del Matese e il balcone rinascimentale sopra l’ingresso. Oggi il castello ospita anche il Museo Antropologico delle Eredità (MADE), dedicato alla cultura materiale delle comunità rurali, con strumenti agricoli, attrezzi da falegname, utensili da fabbro e oggetti della vita domestica. Come funzionano le visite? È necessario prenotare, il costo è di 5 euro compreso il Museo, gli orari sono su due turni: alle 11 e alle 12.

La Chiesa di San Michele Arcangelo e la Chiesa di San Biagio e Nicola

Nel centro storico di Monteroduni si trovano alcune chiese che meritano una visita. La Chiesa di San Michele Arcangelo è legata al culto del santo, particolarmente importante durante la dominazione longobarda. E poi c’è la Chiesa di San Biagio e Nicola, con elementi architettonici quattrocenteschi.

Il centro storico e le sue piazzette

Dopo la visita al castello, si può proseguire a piedi tra le stradine del centro antico. Le abitazioni si sviluppano intorno alla fortificazione, seguendo la conformazione della collina, con passaggi stretti e piccoli slarghi. Il paese mostra la sua conformazione medievale e svela piccole piazzette angolo dopo angolo.

Perché arrivare in moto a Monteroduni

Monteroduni è una tappa per un itinerario in moto tra Isernia e Venafro, lungo le strade che attraversano la valle del Volturno, alla scoperta di uno dei territori meno conosciuti d’Italia. Il viaggio si può aggiungere alle visite a Pesche, Carpinone e Castelpetroso, di cui ti abbiamo già parlato!

 

Paolo Albera
Paolo Albera

Scrivo di viaggi e musica - che a volte sono la stessa cosa.

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