È il borgo color biscotto delle Marche: storia, arte e tradizione si fondono per creare un paesaggio unico

È il borgo color biscotto delle Marche: storia, arte e tradizione si fondono per creare un paesaggio unico

Un borgo medievale nelle Marche dal caratteristico colore “biscotto”, tra colline e mare: storia, arte e tradizioni.
Edoardo Galeani  | 26 Mar 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Ci troviamo nel cuore delle colline marchigiane, a pochi chilometri di distanza dal Mar Adriatico. Qui sorge un piccolo borgo nella provincia di Macerata, tra i più affascinanti ed autentici dell’Italia centrale. Oggi è classificato tra “I Borghi più belli d’Italia” ed è un vero gioiello marchigiano. Si tratta di Montelupone, conosciuto come il “borgo color biscotto” e conserva tutto il fascino delle sue origini medievali. Antiche mura quattrocentesche, eleganti palazzi e monumenti rendono davvero imperdibile una visita a Montelupone.

Montelupone in moto. L’itinerario

Percorso

Il nostro viaggio alla scoperta di Montelupone parte da Ancona e termina a Macerata attraversando piccoli comuni come Osimo, Recanati e Montelupone. Partendo da Ancona si prende l’Asse Nord – Sud, via 1º Maggio e SP361 in direzione di via Don Sturzo ad Osimo. Si segue questa strada per 15,5km, da qui poi si prosegue per circa 3km prendendo via Guzzatore, via Fonte Magna, via Trento e via Fratelli Cervi fino ad Osimo. Il viaggio prosegue su via Ungheria in direzione di via Alcide de Gasperi. Da qui si prende via Recanati in direzione di via di Jesi/SP3 a Campocavallo per 3,3km. Poi proseguiamo su SP3 e Sp105 in direzione di via Offagna a Recanati. Si mantiene questa direzione per poco più di 10km fino ad arrivare a via Dalmazia. Eccoci alla seconda tappa: Recanati.

Ripreso il viaggio ci avviciniamo alla nostra destinazione. Prendendo Contrada S. Pietro per 2,2km. Si continua su via Giovannino Guareschi/Strada Provinciale 151 per 1,4km ed alla rotonda si prende la seconda uscita per Contrada S.Firmano/Strada Provinciale 151. Presa poi Contrada Maffeo si prende via Gabriele Galantara ed eccoci arrivati a Montelupone. Dopo una sosta più lunga per ammirare le bellezze di questo borgo si riparte alla volta della destinazione finale. Presa la Strada Provinciale Potentina la si segue per 6,7km fino a Contrada Alberotondo in direzione via della Pace a Macerata. Dopo 5,5km eccoci a destinazione a Macerata. Un viaggio da Ancona a Macerata che ci ha tenuto impegnati per 1 ora e 13 minuti, per un totale di 56,4km. 

Montelupone: il passato che intreccia arte, storia e tradizione

Ciò che rende davvero unico e d’impatto questo borgo è il suo inconfondibile “color biscotto”. Le facciate delle abitazioni, color mattone chiaro e caldo, regalano una palette cromatica uniforme che al tramonto si accende. Un gioco di luci e sfumature dorate che rendono l’immagine pittoresca.

Le origini di Montelupone si fondano su due principali ipotesi. La prima lega la storia del borgo alla famiglia longobarda dei Luponi, mentre la seconda racconta che siano stati i discendenti della famiglia romana Lippia a fondare Montelupone. È nel 1926 che sono stati, invece, ritrovati i resti di una necropoli risalente al VI secolo a.C., che testimoniano la presenza dell’uomo a partire da quegli anni. Tra i momenti più importanti della storia del borgo non si può tralasciare il Medioevo, quando la famiglia Grimaldi costituii qui il proprio feudo. Ed è nel 980 che, la famiglia, fece edificare a pochi chilometri dal centro l’Abbazia benedettina di San Firmano: patrono di Montelupone.

Nel corso dei secoli il borgo passò da una signoria all’altra, a partire da Percivalle Doria, fino a Francesco Sforza. Nel 1585 venne annesso alla diocesi di Loreto. Mentre nel 1817, a Palazzo Emiliani, venne organizzata una delle prime rivolte della Carboneria.

Cosa vedere a Montelupone

La Piazza del Comune è il cuore pulsante del paese: elegante e raccolta. Qui si affacciano edifici storici di grande valore. Imperdibile la Chiesa di San Francesco che oggi custodisce diverse opere d’arte di rilievo. Per chi apprezza di più una passeggiata panoramica, le mura cittadine, risalenti al 1400, sono sicuramente la scelta giusta. Qui si trovano le quattro porte d’ingresso che un tempo venivano chiuse dal tramonto all’alba. Nei punti più alti del borgo si possono scorgere viste spettacolari sulle colline marchigiane.

Per quanto riguarda gli edifici religiosi, non può mancare una visita alla Collegiata dei Santi Pietro e Paolo, risalente al 1735. Qui è possibile ammirare la cappella della Madonna Addolorata affrescata da Cesare Peruzzi e le tele di Antonio di Faenza raffiguranti la “Madonna in trono con bambino e santi Pietro e Paolo”. Come già detto, la Chiesa di San Francesco, del 1251, conserva al suo interno quattro pregiate statute raffiguranti le tre Virtù teologali: Fede, Speranza e Carità e la Sacra Romana Chiesa. 

Edoardo Galeani
Edoardo Galeani

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.

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