È il borgo delle tre piazze sovrapposte e ti regala un viaggio indietro nel tempo

È il borgo delle tre piazze sovrapposte e ti regala un viaggio indietro nel tempo

Architetture medievali, ponti panoramici, antiche leggende e panorami selvaggi sono gli ingredienti di questo mototour alla scoperta di un affascinante comune sparso dell’Emilia-Romagna.
Antonia Festa  | 09 Ago 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

In provincia di Forlì-Cesena, nella Vallata del Montone, c’è un comune nato dall’unione di tre centri abitati, che stupisce per la sua struttura urbanistica e architettonica. Se siete bikers curiosi e avete voglia di esplorare luoghi lontani dalle ordinarie rotte turistiche, dovete assolutamente partire alla volta di Portico e San Benedetto. Vi assicuro che questo posto fuori dal comune vi affascinerà con la sua storia e con le sue bellezze. Pronti? Partiamo!

Portico e San Benedetto: i tre borghi uniti da una forte identità, amati da Dante Alighieri

Portico e San Benedetto è un comune sparso di circa 800 abitanti, che comprende gli abitati di Portico di Romagna, San Benedetto in Alpe e Bocconi. Appartenente alla Comunità Montana Acquacheta Romagna Toscana, il borgo ha origini romane. La denominazione sarebbe, infatti, legata al sostantivo “porticum”, il luogo di mercato, ma fu solo dal 1386 che Portico divenne il centro più influente della Romagna Toscana.

Ancora oggi, è possibile notare gli edifici medievali strutturati su tre differenti livelli, che rispecchiano quelle che erano le gerarchie sociali e politiche del potere dell’epoca. Il livello più alto ospita gli edifici del potere politico, religioso e militare; qui oggi è possibile ammirare i resti del castello e la Pieve di Santa Maria in Girone. Nel livello intermedio (lungo via Roma), invece, si trovano i palazzi nobiliari, come Palazzo Portinari, che sarebbe appartenuto alla famiglia di Beatrice, la musa di Dante Alighieri. Secondo la leggenda, il Sommo Poeta vide la donna per la prima volta proprio a Portico. Il livello inferiore, infine, corrisponde all’area del fiume Montone e ospitava le case della plebe e le botteghe artigiane.

Cosa vedere a Portico e San Benedetto

I resti della fortezza e la Pieve di Santa Maria in Girone

Una delle caratteristiche dei borghi dell’Emilia-Romagna è la presenza di un esteso sistema difensivo, che garantiva la protezione contro le invasioni barbariche. Anche a Portico era presente una fortezza, costruita nel X secolo per volere della famiglia Guidi, ma che è andata distrutta durante il Medioevo. In origine la Pieve di Santa Maria in Girone apparteneva proprio al castello e sorgeva nella parte più alta del borgo. L’edificio religioso è stato interamente ricostruito nel 1776 e custodisce dipinti di grande valore, come la Madonna col Bambino, San Francesco e Santa Lucia e l’Ultima Cena.

Ponte della Maestà

Costruito in pietra locale e caratterizzato da una sola navata, il Ponte della Maestà consente di attraversare il fiume Montone. Fu costruito, probabilmente, nel XIV secolo, ma le testimonianze sulla precisa data di edificazione sono discordanti. Nel 1600 è stato restaurato il viadotto, ma la pavimentazione è quella originaria. Alla fine del ponte c’è una la piccola chiesa della Visitazione, presso la quale avviene la benedizione dei pellegrini che percorrono il Cammino di Assisi, il sentiero che unisce Toscana e Romagna.

Perché arrivare in moto a Portico e San Benedetto

 

Portico e San Benedetto è una località che si presta a essere inserita in un giro più ampio dell’Appennino Tosco-romagnolo. Raggiungere il borgo non è complicato e consente un tour panoramico di tutto rispetto, tra boschi, ruscelli e prati verdeggianti. La strada principale da seguire è la SS67, ma bisogna prestare massima attenzione, perché è caratterizzata da curve e notevoli dislivelli. In virtù delle peculiarità del manto stradale, per questo viaggio sono indicate le crossover o le naked, che assicurano maggiore versatilità e comfort.

Il viaggio in moto, inoltre, consente di visitare attentamente anche le altre due località che compongono il comune: San Benedetto in Alpe e Bocconi. San Benedetto in Alpe, noto per aver ospitato Dante Alighieri dal 1302 al 1303 durante la lotta tra guelfi e ghibellini, custodisce le meravigliose Cascate dell’Acquacheta, citate nella Divina Commedia, nel XVI Canto dell’Inferno. Sono caratterizzate da un salto di quasi 90 metri, che conclude un percorso tortuoso tra le rocce. Presso l’abitato di Bocconi, invece, meritano una visita la Torre Vigiacli, la Chiesa di San Lorenzo, il Ponte della Brusìa e il borgo medievale della Bastìa.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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