
Un borgo medievale dalla forte identità artigiana, circondato dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, e le montagne che segnano il confine naturale con il territorio abruzzese. La mèta di oggi è San Donato Val di Comino, uno di quei borghi che non cercano di stupire con effetti speciali, ma lo fanno in silenzio, in particolare attraverso la pietra lavorata dagli esperti scalpellini. Andiamo a scoprire questo paese laziale in moto, come sempre, tra borghi autentici e strade poco trafficate.
La partenza da Sora permette di entrare gradualmente nella valle seguendo strade scorrevoli e ben tenute. La prima tappa è a Posta Fibreno per poi riprendere il percorso principale sulla SR627. Svolta a sinistra sulla SP237 e prosegui verso San Donato Val di Comino; la strada comincia a salire dolcemente, con curve ampie e panorami sempre più aperti sulla valle. Dopo la visita al borgo, il percorso continua verso la Valle di Rio e Pescosolido, chiudendo l’anello con un tratto vario e mai monotono prima del rientro a Sora. Il chilometraggio totale è di 55 km per 1 ora e venti minuti circa in sella.

Uno scorcio di San Donato Val di Comino, “paese degli scalpellini”.
Posto a 728 m s.l.m., San Donato Val di Comino è in provincia di Frosinone, Lazio. è un centro di origine medievale, sviluppato su un pendio che domina la valle di Comino. Il borgo è conosciuto come “paese degli scalpellini” per la lunga tradizione nella lavorazione della pietra, ancora oggi evidente nelle facciate delle case, nei portali, nelle fontane e nei dettagli architettonici disseminati nel centro storico. Fa parte dei Borghi Più Belli d’Italia e vanta la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Il centro storico di San Donato Val di Comino è compatto e si sviluppa tra vicoli stretti, archi, scalinate e piccole piazze. Molti edifici presentano portali in pietra scolpita, spesso realizzati da maestranze locali, che nel corso dei secoli hanno tramandato tecniche e stili. Le opere in pietra integrate nel tessuto urbano, come fontane, sedute, decorazioni murarie, svelano un'”arte diffusa” che rende le strade del borgo un coinvolgente museo.
Il Santuario di San Donato, nel centro storico, è dedicato al patrono del borgo. È un luogo di culto antico, dalla presenza accertata fino dal 778 d.C., in principio costruito come piccola Abbazia benedettina. Inoltre, tra i principali edifici religiosi spicca la Chiesa di Santa Maria e San Marcello, ovvero il Duomo.
Dai punti più alti del paese si gode di una vista aperta sulla Val di Comino. San Donato è un ottimo punto di partenza per esplorare i dintorni: Posta Fibreno, con il suo lago di origine carsica; Pescosolido, arroccato e panoramico; il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con le sue gole, laghi e corsi d’acqua. Non lontano puoi percorrere la strada della Forca d’Acero, valico tra Lazio e Abruzzo con le sue bellissime faggete: è una delle 10 strade più belle del Lazio.

San Donato Val di Comino, tra Lazio e Abruzzo.

Scrivo di viaggi e musica - che a volte sono la stessa cosa.
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