
Facciamo un giro nell’Oltrepò pavese, dove le zone fortemente industrializzate della Lombardia si alternano alle distese verdi lungo la Pianura Padana. Oltre al capoluogo della provincia, Pavia, avremo modo di visitare altri centri fondamentali, come Piacenza e Milano. Proprio la capitale economica d’Italia è la tappa di partenza del nostro itinerario, non troppo lungo (meno di 100 chilometri), che ci permetterà di rifugiarci per un po’ dal logorio caotico della vita quotidiana. Partiamo?
Per scoprire il Pavese in moto è sufficiente una mezza giornata libera. L’area metropolitana di Milano è una delle più popolate d’Europa e magari non è il massimo per chi ama viaggiare in moto su strade poco trafficate. Ecco perché ci lasciamo alle spalle i grattacieli e i parchi meneghini procedendo prima verso Rozzano, con passaggio nel verde urbano del Parco agricolo Sud Milano, poi proseguendo sulla strada provinciale 35, che fa da ingresso nell’area intorno alla città di Pavia.
L’area urbana pavese è meno caotica rispetto a quella milanese e possiamo decidere se soffermarci a visitare Pavia oppure i dintorni lungo la confluenza tra il fiume Ticino e il Po. Nel primo caso, non mancheranno di certo riferimenti storici e artistici da visitare, visto che la città vanta insediamenti umani risalenti all’età romana, mentre durante il Medioevo fu a lungo capitale del regno longobardo.
Dopo le visite, bisognerà proseguire fino alla tappa finale verso Piacenza, attraversando il confine tra Emilia Romagna e Lombardia, sul ponte situato sul fiume Po tra Pieve Porto Morone e Castel San Giovanni, all’incirca 29 chilometri di distanza da Pavia. Dopodiché sarà tempo di rientrare a Milano, passando stavolta per le vicine Codogno e Lodi, tramite la strada provinciale della Val Tidone. Le vie principali di questo itinerario sono le strade provinciali 234 e 412, che ci permetteranno di avere una visione diversa dalla riva destra del Po.

Pavia, la città di Gerry Scotti, merita sicuramente una visita approfondita. Impossibile non ammirare il Duomo, costruito nel XV secolo dai noti architetti Donato Bramante e Giovanni Antonio Amadeo. Famoso per i 97 metri di cupola ottagonale, conserva affreschi e opere d’arte. Accanto un tempo c’era la Torre Civica, crollata nel 1989.
Senza neanche allontanarsi troppo sempre al centro storico, c’è la Basilica di San Michele Maggiore splendido esempio di architettura romanica lombarda e testimone dell’incoronazione di Federico Barbarossa nel 1155. Straordinario, poi, il Castello Visconteo, edificato tra 1360 e 1365 da Galeazzo II Visconti, che in origine era circondato da un parco che arrivava fino alla Certosa di Pavia. Oggi l’edificio ospita i Musei Civici del Castello Visconteo, reperti archeologici, opere romaniche e rinascimentali e i dipinti di Gentile da Fabriano e Antonello da Messina.
Uno dei simboli più famosi di Pavia è il Ponte Coperto, che attraversa il fiume Ticino, ricostruito nel 1951 dopo la distruzione nella Seconda Guerra Mondiale, con cinque arcate coperte e le stesse viste stupende che collegano il centro storico col Borgo Ticino. Non si può parlare di Pavia senza menzionare la sua Università, una delle più antiche al mondo, fondata nel 1361, che ha ospitato studiosi del calibro di Alessandro Volta e Ugo Foscolo. Oltre ai vari cortili, c’è il Museo per la Storia dell’Università e l’Orto Botanico, area studio e relax del 1773.
Tra gli edifici religiosi, merita una menzione la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, dove sono conservate le spoglie di Sant’Agostino, e l’Arca di Sant’Agostino, sarcofago scolpito nel Trecento, decorato con oltre 150 statue e rilievi. Per una pausa rilassante, consigliamo Piazza della Vittoria, circondata da edifici storici e molteplici bar e locali. Sotto la piazza si trova il Mercato Ipogeo e da qui si dirama la Strada Nuova, ex cardo romano, dove sorge il Teatro Fraschini.
A qualche chilometro di distanza dalla città, c’è la Certosa di Pavia, fondata nel 1396 da Gian Galeazzo Visconti e con una facciata molto decorata e un museo all’interno.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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