
Se pensate che la città più porticata d’Italia sia Bologna, sarete sorpresi dallo scoprire che, in realtà, la località che detiene tale record in Italia si trova più a nord, in Veneto. Con un avvincente motoitinerario si parte da Pordenone e si raggiunge la splendida Oderzo, una cittadina piena di portici e ideale per gli amanti della storia e dell’architettura. Pronti a partire?
Partendo da Pordenone, prosegui per le vie interne fino a raggiungere Viale Treviso e prosegui in direzione di Portobuffolè. Il tragitto attraversa la campagna veneta e regala paesaggi mozzafiato. Da Portobuffolè continua verso Oderzo alla scoperta del Veneto rurale. Dopo una sosta per visitare la cittadina, prosegui per San Donà di Piave lungo i percorsi che costeggiano il Piave e, infine, tira dritto verso Lido di Jesolo.
Le strade principali di riferimento lungo il percorso sono la SP35, la SP50, la SR53 e la Strada Regionale Del Mare. Per l’itinerario diretto (e dinamico) su Maps tocca qui.

Oderzo è un comune in provincia di Treviso di circa 20 mila abitanti, riconosciuto dal Touring Club Italiano come la “Città più porticata d’Italia”, di origini antiche risalenti all’epoca romana. La denominazione della località deriva dal latino Opitergium, legato al termine Obterg in venetico, cioè piazza del mercato. Famosa per i numerosi portici del centro storico, proprio tale caratteristica è un elemento fondamentale dell’architettura urbana di Oderzo. Bagnato da due fiumi, il Monticano e il Piave, divenne un municipium romano nel 49 a.C., ottenendo lo status di città.
Dopo le dominazioni di Barbari, Bizantini e Longobardi, verso la fine Trecento passò sotto il controllo Venezia e, successivamente, di Francia, Austria e Regno d’Italia. La cittadina, inoltre, è tristemente conosciuta per la strage di Oderzo del 30 aprile e del 15 maggio 1945, durante la quale ben 113 persone vennero uccise dai partigiani.

Il cuore della “Bologna del Nord” è la piazza principale, Piazza Grande, circondata da portici ed edifici antichi. Il Torresin, invece, è la torre dell’orologio situata sopra una porta medievale, nota come Porta Trevisana o Torre Littoria. Passeggiando sotto i portici di Via Umberto I si arriva al Duomo di San Giovanni Battista (XI secolo) nato sulle rovine di un tempio romano di Marte e noto per ospitare opere del Tintoretto e di Jacopo Palma il Giovane.
Per gli amanti della storia, c’è il Museo Archeologico Eno Bellis, risalente al 1876, che mostra reperti dall’epoca preromana, tra cui diversi bronzetti di guerrieri in assalto, alcune lamine votive e lo scheletro di un cavallo rinvenuto in perfetta connessione anatomica. A Palazzo Foscolo c’è la Pinacoteca Alberto Martini, con 450 opere, e la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea. Merita una visita anche la Via dei Mosaici, dove sorge una domus romana del I secolo a.C. con il pavimento di cocciopesto. Per una passeggiata rilassante, invece, le mete ideali sono il parco Ca’ Diedo e l’Antico Foro Romano.

[foto @Sergio Delle Vedove/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Oltre a Oderzo, ci sono diverse attrazioni nei dintorni. A Portobuffolè c’è la stupenda e affascinante Piazza Maggiore0, impreziosita dalla Casa di Gaia da Camino e da un’imponente Torre Civica. San Donà di Piave, invece, è famosa per il Duomo di Santa Maria delle Grazie, un edificio con una volta a botte, semicolonne corinzie, dodici pannelli e un organo degli anni ’20. Non lontano c’è il Museo della Bonifica, per scoprire la trasformazione del territorio e l’importanza delle opere di bonifica. Alla fine dell’itinerario, poi, c’è il Lido di Jesolo con le sue spiagge dorate, la lunga Via Bafile e il faro da cui ammirare paesaggi mozzafiato.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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