Famoso per le sue case a forma di cascata, ma ancor di più per il suo legame con Pinocchio

Famoso per le sue case a forma di cascata, ma ancor di più per il suo legame con Pinocchio

Collodi, il borgo toscano dalle case a cascata legato indissolubilmente a Pinocchio: cosa vedere e perché raggiungerlo in moto.
Edoardo Galeani  | 16 Ago 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Abbiamo visto moltissimi borghi. Ce ne sono alcuni che sembrano fatti seguendo una precisa regola architettonica, ed altri che invece vanno in controtendenza e sembrano usciti da una favola. Oggi andremo a scoprire un luogo che pare riesca a racchiudere entrambe queste anime. Siamo nel cuore della Toscana, nel territorio di Pescia, nella provincia di Pistoia. Qui sorge un borgo medievale che si arrampica lungo un pendio con le sue case una vicina all’altra, creando una sorta di “cascata” di abitazioni. Siamo a Collodi e qui si può ammirare uno degli scorci più iconici della Valdinievole.

Le case a “cascata” non sono l’unico motivo valido per scoprire questo luogo. C’è una motivazione ancor più importante per cui io nome di Collodi è conosciuto in tutto il mondo: Pinocchio. Qui, infatti, è legata una buona parte della storia di Carlo Lorenzini, scrittore fiorentino che scelse proprio “Collodi” come pseudonimo e che diede alla luce “Le avventure di Pinocchio”. Vieni a scoprire perché.

Un borgo in verticale

Ciò che subito colpisce una volta arrivati a Collodi è la sua particolare struttura. Non bisogna aspettarsi una classica piazza all’italiana attorno alla quale, poi, si sviluppa un paese. Qui tutto sembra articolarsi in verticale. Le abitazioni del centro storico seguono il profilo ripido della collina e scendono verso la valle quasi a formare una cascata.

La disposizione delle case, le strette vie in lastricato e le antiche strutture fortificate rendono Collodi riconoscibile fin da subito. La parte più antica di questo luogo risale almeno alla fine del XII secolo e si sviluppò, come spesso accade, in una posizione rialzata che permetteva una migliore difesa del territorio.

Sulla sommità di Collodi troviamo l’antica Rocca, mentre ai piedi appare Villa Garzoni, tra i complessi monumentali più importanti della zona. Il borgo sembra quasi essere sospeso tra due estremi. Da una parte abbiamo la fortificazione medievale, dall’altra l’eleganza della villa in pieno stile barocco. E poi c’è Pinocchio. Infatti è impossibile camminare in questo borgo senza incontrare riferimenti al burattino più famoso della letteratura italiana. Le statue, le ricche decorazioni e le insegne pittoresche fanno da richiamo alla fiaba e trasformano progressivamente la visita in un viaggio dentro l’immaginario di Carlo Collodi.

 

Tra le tante curiosità ce ne è una in particolare che risulta molto interessante. Riguarda il rapporto tra lo scrittore ed il borgo. Infatti, Carlo Lorenzini non nacque a Collodi, ma a Firenze. Fu il legame familiare con questo paese a portarlo a conoscerlo radicalmente e poi a scegliere il nome “Collodi” come pseudonimo. Anche il rapporto con Villa Garzoni non è casuale. Il padre di Carlo lavorò come cuoco nella villa.

Cosa vedere a Collodi

Per andare alla scoperta di Collodi il punto da cui partire è sicuramente il centro storico. Bisogna lasciarsi alle spalle la strada principale per iniziare la salita tra vicoli, scalinate e case in pietra. La conformazione del paese rende la passeggiata quasi un piccolo percorso panoramico. Mentre si sale appaiono i primi scorci sulla Valdinievole. La parte alta conserva i resti dell’antica Rocca e la Pieve di San Bartolomeo. E da qui si può godere di una bella vista sul territorio circostante.

Ai piedi del borgo, invece, troviamo uno degli elementi più scenografici. Come già anticipato, si tratta del Giardino Garzoni, un’importante testimonianza dell’arte dei giardini tra Rinascimento e Barocco. Fatto di scalinate, statue, vasche, fontane e giochi d’acqua che seguono la conformazione del terreno e creano un’incredibile composizione verticale. La villa, invece, conosciuta come “Villa dalle cento finestre”, oggi non è purtroppo visitabile negli ambienti interni, ma il giardino rappresenta uno dei principali motivi per godersi una pausa a Collodi.

 

Tra le tappe che non si possono escludere c’è sicuramente il Parco di Pinocchio. Nato negli anni cinquanta, non è un semplice parco divertimenti, ma un vero e proprio percorso artistico e narrativo dedicato al romanzo di Carlo Collodi. Sculture, mosaici, installazioni ed ambientazioni ripercorrono i momenti più celebri della favola. Il complesso fa parte del più ampio Parco Policentrico Collodi-Pinocchio, insieme al Giardino Garzoni ed alla Casa delle Farfalle.

 

Proprio quest’ultima è l’elemento che sfrutteremo per completare la visita a Collodi. La Butterfly House è una serra tropicale nella quale vengono ospitate farfalle provenienti dalle aree equatoriali e tropicali. È una tappa particolarmente interessante da fare in compagnia dei bambini e per dare un tocco naturalistico alla giornata.

Perché arrivare in moto a Collodi

Per noi amanti della moto Collodi è molto di più di una semplice destinazione. Il paese si trova in una zona particolarmente interessante per chi vuole alternare borghi, curve e paesaggi collinari. Il modo più semplice per raggiungere questo borgo è arrivare nella zona di Pescia e seguire le indicazioni che portano fino a Collodi.

Ciò che spinge a venire qui su due ruote è il panorama che troviamo attorno al borgo. Da Collodi si può proseguire verso Villa Basilica ed addentrarsi nelle strade della zona montana, oppure costruire un itinerario più ampio. Tra le possibilità più interessanti c’è quella di trasformare Collodi in una tappa all’interno di un itinerario più lungo, proseguendo poi sulle strade dell’Appennino e della Garfagna. Questo permette di alternare tratti pianeggianti, salite e strade ricche di curve.

Edoardo Galeani
Edoardo Galeani

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.

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